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RIUNIONE KREFELD Sabato 3 Febbraio 2007 Missionario Ewald Frank******* |
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Ora invitiamo il fratello Frank. Lode e ringraziamento siano al Signore nostro Dio per la Sua grazia e fedeltà che noi abbiamo sperimentato già tante volte, lungo tutti gli anni l’abbiamo potuto sperimentare. Grazie siano rese a Lui per il privilegio di poter essere qui stasera. Vorrei dare il benvenuto ad ognuno di voi nel prezioso nome del nostro Signore, specialmente tutti quelli che vengono da vicino e da lontano, dall’Europa dell’est e dell’ovest, da tutti i paesi vicini, dal Nepal, si, si potrebbe dire da mezzo mondo, dall’Africa; e noi salutiamo da qui tutti i nostri fratelli, tutte le nostre sorelle. Mi sono annotato alcuni nomi, paesi e città che ci mandano i saluti, fratelli che hanno telefonato, l’ho leggo velocemente: da Kinshasa, da Santiago, dal Canada, dalla Danimarca, dalla Romania, da Joannesburg, da Città del Capo, da Durban, da Kigali, il fratello Graf ha telefonato, il fratello Stefano ha telefonato, il fratello John da Bucarest ha telefonato, tutti sono uniti con noi. Quattro settimane fa c’erano esattamente 160 computers collegati in tutto il mondo per ascoltare, vedere e ricevere la meravigliosa Parola di Dio. Noi siamo così riconoscenti per le possibilità che abbiamo di portare la Parola di Dio, per distribuire il cibo spirituale e avvertire questa generazione per l’ultima volta, e dare la chiamata fuori affinché le persone che prestano ascolto alla voce del Signore abbiamo la possibilità di mettere in ordine la loro vita davanti a Dio, e sperimentare pure la loro preparazione.
Dunque, devo chiedere qualcosa proprio brevemente, chi vuole
partecipare al viaggio in Israele. Fino ad ora abbiamo tredici o quattordici
prenotazioni, e questo non è sufficiente. Se qualcuno volesse partecipare, per
favore lasciatecelo sapere in modo che possiamo accordarci oppure cancellarlo.
Ho annotato qui una citazione del fratello Branham che ha realmente toccato il
mio cuore, mi riferirò pure ad essa un po’ più avanti. Egli ha parlato della
battaglia spirituale, in merito alla gara che qualche volta viene fatta pure
nello sport, ed egli disse: «chiunque si arrende non sarà vittorioso, un
vincitore non si arrende, un vincitore non si arrende. Un vincitore ha la meta
davanti ai suoi occhi e non guarda dietro di lui, non è interessato a quelli
che corrono dietro di lui, egli è interessato alla meta, affinché arrivi là
come vincitore. Dunque, chiunque si arrende non può essere vittorioso, e un
vincitore non pensa ad arrendersi. Perciò, noi guardiamo al Signore che ha
iniziato e che pure terminerà. Egli ha preso la responsabilità per noi, tutto
ciò che è lasciato a noi è di credere con tutto il nostro cuore.
Ancora una volta diamo il benvenuto ad ognuno di voi, chi è qui oggi
per la prima volta in mezzo a noi, posso chiedere se abbiamo amici che sono qui
oggi per la prima volta? Dunque, per favore alzatevi in piedi, benvenuti da
Lion, benvenuti, benvenuti, Dio vi benedica, siate benvenuti, al Signore sia il
ringraziamento. Qualche volta mi sorge il pensiero, la maggior parte delle
persone che possono ascoltare e vedere su internet, mancheranno dunque di
essere qui, tuttavia noi crediamo che comunque Dio raduna il Suo popolo e ci
parla, e naturalmente anche a tutta la Chiesa Sposa in tutto il mondo. Dunque, questa
volta ho annotato qualche riflessione in più del fratello Branham, in primo
luogo dal sermone: «Cristo rivelato nella Sua Parola», e qui il fratello
Branham dice: «tre cose non dovete fare, non dovete dislocare la Parola; non
dovete prendere la Parola fuori dal contesto e non dovete interpretare in modo
errato la Parola.
Queste sono affermazioni veramente importanti, e questo lo dico con
riconoscenza, lo dico al Signore, questo l’abbiamo osservato fino all’inizio.
Questo mi è venuto in mente perché abbiamo tradotto un sermone del fratello
Branham in lingua tedesca «L’assoluto», anche su questo vi ritorneremo
più tardi. Dunque, il fratello Branham, menziona nella parte successiva, prima
di tutto tre cose, e dopo dice in un sermone che segue dopo, «dovete prestare
attenzione a cinque punti: deve accadere nel Suo tempo; deve essere secondo la
Sua Parola; deve essere una persona scelta da Lui; deve essere rivelato in
primo luogo al Suo profeta;» e il punto cinque, «il profeta deve essere
rivendicato dalla Parola». Queste sono delle linee guida che dobbiamo
osservare, poiché si adattano al modello biblico, e se noi abbiamo una
proclamazione biblica, e se vogliamo essere una chiesa biblica nel tempo della
fine, allora deve essere valido per noi quello che era valido per la chiesa al
principio. Non interpretazioni ma la Parola rivelata, piazzandoLa là dove
appartiene, nel giusto collegamento al tempo giusto. E Dio ha avuto sempre i
Suoi servitori e i Suoi messaggeri che Egli ha potuto mandare e ha potuto usare.
Io leggo ancora una volta, «tre cose non dovete fare: non dovete dislocare o
piazzare in modo sbagliato la Parola; non dovete prendere la Parola fuori dal
contesto e neppure dovete interpretare in modo errato la Parola.
La Parola deve essere rivelata dallo Spirito Santo. E se in Atti cap. 20 è scritto che Paolo predicò tutto il consiglio di Dio, dunque, naturalmente solo perché Dio lo rivelò a lui, ed egli fu designato da Dio a fare così, tramite la potenza dell’autorità divina, del mandato e della chiamata; così è scritto: «Io ti mando ai Gentili e sarò con te.» Dopo abbiamo nel quinto punto: “Deve essere nel Suo tempo, né troppo presto né troppo tardi, ma quando il tempo si è compiuto, quando il tempo si è compiuto. E, affinché possiamo investigarlo, deve essere secondo la Parola. E dopo, naturalmente, deve essere la persona scelta da Lui. Dio stesso decide chi Egli manda, Dio decide ciò che egli fa, e beato è l’uomo che dopo ha la grazia di riconoscere che è Dio che manda i Suoi servitori in ogni tempo, per recare la Sua Parola e rivelarla. Dunque, deve essere pure la persona scelta da Lui, e deve essere in primo luogo rivelato al Suo profeta, e il profeta deve essere rivendicato dalla Parola.
Fratelli e sorelle, lasciate che dedichiamo alcuni minuti a questo soggetto. La Parola di Dio è un assoluto, e io dico ora come e perché sono giunto a questo soggetto. Il fratello Branham fu chiamato a Huston, Texas, per pregare per due giovani che erano stati condannati a morte. Essi aspettavano soltanto di uscire dalla “cella della morte” per essere giustiziati. Era il figliastro del signor Ayers, il quale il 20 Gennaio 1950 scattò la foto a Huston, Texas, con la Colonna di fuoco sopra il capo del fratello Branham. Questo signor Ayers era un critico del fratello Branham, egli lo ridicolizzò molto, si fece beffe di lui, ma la foto era proprio qui, e venne nelle mani del dottor George J. Lacy, che era responsabile di esaminare documenti dubbiosi. Ma questo signor Ayers si faceva beffe del fratello Branham, ed era dalla parte dei critici. Egli stesso era un Cattolico, sua moglie era un’Ebrea che portò il figlio nel matrimonio. Ed ora la madre lo chiama e dice: «Reverendo Branham, mio figlio è nella “cella della morte” insieme alla sua ragazza, ed aspettano di essere giustiziati. Si, e dopo il fratello Branham fu chiamato, e alcuni predicatori della nazione furono radunati. E dopo il fratello Branham predicò un sermone dal titolo: «Un Assoluto», e dalla Sacra Scrittura egli prese gli uomini di Dio quale esempio, i quali ricevettero la Parola del Signore come un assoluto. Egli iniziò con Mosè, andò attraverso loro e li elencò tutti. Per farla breve, la petizione per la grazia ebbe successo, il fratello Branham ebbe l’assoluto e Dio rispose alla preghiera, la petizione fu concessa, e i due giovani che erano stati condannati a morte furono rilasciati. E in relazione a questo, fu il fratello Branham, divenne così grande per lui, cosa significava, se si riceve un “si” da Dio, un assoluto in cui si può ancorare la fede.
Dunque, anche questo l’ho
annotato qui, mi sono venuti in mente gli uomini di Dio i quali avevano un
assoluto; e perché l’avevano? Perché una chiamata, un mandato, un incarico
erano là. E quando Dio proferisce una chiamata, quando da un incarico, quando
da un mandato, allora tutto l’inferno può sciogliersi, nessuno può cambiare
qualcosa al riguardo, l’ultima Parola ce l’ha Dio, l’ultima Parola ce l’ha Dio.
Esodo cap. 3, verso 13 fino a 15, qui abbiamo la chiamata di Mosè, ed egli
voleva conoscere il nome del Signore, poiché probabilmente gli avrebbero
chiesto qual era il nome di Colui che lo mandava. Leggiamo in Esodo cap. 3, dal
verso 13: «E Mosè
disse a Dio:» Qui
possiamo fermarci un po’, Mosè parlava al Signore Dio faccia a faccia, così è
scritto. «E Mosè disse a Dio: “Ecco, quando sarò andato dai figli
d'Israele e avrò detto loro: "Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da
voi", se essi dicono: "Qual è il suo nome?" che cosa risponderò
loro?”» Questa è
la dipendenza di un messaggero di Dio, egli non conosce tutto, egli sa soltanto
quello che Dio gli dice, e quello che Dio gli rivela. Verso 14: «Iddio disse
a Mosè: “Io sono quegli che sono”. Poi disse: “Io sono colui che sono». Poi
disse: «Dirai così ai figli d'Israele: "l'Io
Sono mi ha mandato da voi”.»
Quale assoluto, di cosa abbiamo bisogno ancora, la
Parola di Dio è il nostro assoluto. Dio non ha parlato soltanto a Mosè, Egli ha
parlato pure a noi, e con la chiamata, noi leggiamo in Esodo 4, verso 12 «…io
sarò con la tua bocca…» Mosè doveva dire ad Aaronne ciò che Dio gli aveva
detto: «…io sarò con la tua bocca…». Dio usa la bocca dei Suoi servitori
e profeti per trasmettere la Sua Parola, proprio come è uscita dalla bocca di
Dio. Dunque, la Parola di Dio non è la parola di Mosè, non è la parola di Elia,
ma la santa Parola di Dio portata da una bocca incaricata, lasciandola al
popolo di Dio. Esodo 4, verso 28, «dicendogli tutto quello che il
Signore ti ha detto quando ti ha mandato, quando ti ha mandato». Io leggo
in Esodo 4, verso 28: «Mosè riferì ad Aaronne tutte le parole che il
Signore lo aveva incaricato di dire» Un mandato è un incarico che deve
essere eseguito; e la Parola del Signore in questo incarico è l’assoluto.
Questo l’hanno avuto tutti i profeti, l’hanno avuto tutti gli apostoli, e noi
possiamo dire: questo l’ebbe pure Giovanni il Battista, questo lo ebbe pure il
fratello Branham, un assoluto divino, egli lo ricevette quando fu mandato; e
tutti i profeti sapevano cosa dovevano fare. E qui c’è ancora un punto al quale
dobbiamo prestare attenzione, i veri profeti erano pure chiamati servitori: «Come
Dio l’ha rivelato ai Suoi servitori i profeti.» Da un lato come profeti
ricevono la Parola e come servitori servono il Signore Dio, secondo la chiamata
e il mandato. Così è pure nel Nuovo Testamento, entrambi, sono apostoli,
profeti, ci sono i vari ministeri e compiti, affinché la Parola del Signore sia
proclamata tramite un incarico divino.
Dopo abbiamo nel Nuovo Testamento la continuazione
di quello che il Signore ha iniziato, egli fu mandato, quarantatrè volte di
fila il nostro Signore ha detto nel Vangelo di Giovanni, ha detto: «Colui
che mi ha mandato, Colui che mi ha mandato». E dopo viene il punto, dopo la
risurrezione, in Giovanni 20, verso 23, «Come il Padre mi ha mandato così Io
mando voi». Un incarico divino, il grande incarico, un assoluto che ci è
stato lasciato. Deuteronomio 34, vorrei ora leggere in relazione a questo.
Deuteronomio 34, qui l’uomo di Dio termina con le parole, Deuteronomio 34, dal
verso 10, «Nessuno è stato simile a lui in tutti quei segni e miracoli che
Dio lo mandò a fare nel paese d'Egitto contro il faraone, ecc…» Egli
come Suo mandato. Fratelli e sorelle, voi sapete già cosa deve essere detto
ora, se il fratello Branham non avesse potuto testimoniare al riguardo, della
sua chiamata e del suo incarico, dove avremmo avuto allora l’assoluto.
L’assoluto è realmente nella chiamata divina e nel mandato. Voi potete andare
nel primo capitolo di Giosuè, là il Signore Dio dice: «Il mio servitore Mosè è morto, Io sarò con te». Di nuovo un mandato,
e, in Isaia 6, verso 8, «Chi manderò, e chi sarà il nostro messaggero.»
Continuamente la parola mandare, mandato. Geremia 1, verso 7, «da tutti
quelli ai quali ti manderò». Ezechiele 2, verso 3 «Egli mi disse: “Figlio
d'uomo, io ti mando ai figli d'Israele”.»
Continuamente, chiamata e mandato, è stato dato un
incarico divino che doveva essere eseguito, poiché appartiene al piano di
Salvezza di Dio. E perciò, noi abbiamo tutto il piano di Salvezza predetto
nell’Antico Testamento, e nel Nuovo Testamento abbiamo l’adempimento. Tuttavia,
ritornando indietro a quello che il fratello Branham dice qui: «Non prendete
nulla fuori dal contesto, non prendete qualcosa di qua e di là.» Vi do un
esempio, il fratello Branham ha menzionato quarantatrè volte la Parola da
Zaccaria 14, verso 7: «verso sera ci sarà luce,» tuttavia non ha mai
preso la Parola fuori dal contesto. Egli mostra il paragone con quello che
accadrà con Israele nel naturale, lo trasferisce alla chiesa: «verso sera ci
sarà luce,» tuttavia la Parola rimane per sempre là dove è stata e troverà
il suo adempimento. Giusto per mostrarvi questo qui, che i profeti non hanno
preso la Parola fuori dal contesto, ma l’hanno lasciata lì dov’è. Hanno
semplicemente illuminato quella parte del piano di Salvezza che riguarda ora; e
questa è la caratteristica della profezia della Bibbia, che da un lato ha
l’adempimento naturale con Israele, e dall’altro lato ha l’adempimento
soprannaturale con e nella Chiesa.
Se per esempio è scritto in Zaccaria 14, del Signore
Dio, nel verso 4, «In quel giorno i suoi piedi si poseranno sul monte degli
Ulivi, che sta di fronte a Gerusalemme, a oriente», e dopo, nell’ultima
parte del verso 5 dice: «il Signore, il mio Dio, verrà e tutti i suoi santi
con lui.» Dopo dice nel verso successivo: «In quel giorno», nel
verso 4 dice: «In quel giorno i suoi piedi si poseranno sul monte degli
Ulivi», e dopo nel verso 6 dice: «In quel giorno non ci sarà più luce;
gli astri brillanti ritireranno il loro splendore. Sarà un giorno unico,
conosciuto dal Signore; non sarà né giorno né notte, ma verso sera ci sarà luce,»
e già nel verso successivo dice: «In quel giorno delle sorgenti usciranno da
Gerusalemme; metà delle quali volgerà verso il mare orientale e metà
verso il mare occidentale,» e dopo vediamo già il Regno del nostro Signore, nel
verso 9: «Il
Signore sarà re di tutta la terra; in quel giorno il Signore sarà l'unico e
unico sarà il suo nome.» Tuttavia, per ripetere in modo chiaro qui, quello che Dio
ha promesso al popolo d’Israele nel naturale e che adempirà in mezzo a loro,
Gerusalemme, il monte degli Ulivi, ogni cosa là dove si trova. Così è con la
chiesa, che noi nel tempo della fine, poiché per certo viene l’ora della
mezzanotte, così dice la Sacra Scrittura, «A mezzanotte si levò un grido: "Ecco lo sposo
viene,» e
quanto preciso il fratello Branham quale profeta ha visto ciò, che il giorno
della Salvezza giunge alla fine, e noi siamo arrivati al tempo della sera,
protendendoci verso la mezzanotte. E dopo, egli disse più di quaranta volte: «verso sera ci sarà luce.»
Egli paragona il passato
dei riformatori, dove c’era soltanto conoscenza ma non c’era rivelazione. E
dopo Egli mostra che noi viviamo in quel tempo dove non ci sono uomini che
presentano la loro conoscenza, ma, dove per mezzo del ministero profetico la
Parola della profezia è rivelata, e dove l’adempimento è stato mostrato alla
chiesa tramite la Sua grazia. Nessuno ha bisogno di rimanere nelle tenebre,
tuttavia la Parola non la prendiamo fuori dal contesto, noi la lasciamo nel contesto
in cui è scritta e seguiamo la rivelazione che Dio ha dato alla chiesa nel
tempo della fine. Al riguardo si potrebbero leggere molte Scritture: «Ma voi, fratelli, non siete nelle
tenebre, così che quel giorno abbia a sorprendervi come un ladro perché voi tutti siete figli di
luce...» 1. Tessalonicesi cap. 5, dal verso 1 fino a 4. Noi
dobbiamo semplicemente riconoscere che Dio nel nostro tempo ha mandato un
profeta, al quale si applica pure la Parola della profezia per la chiesa senza
togliere ciò dal contesto naturale, ma mostrare semplicemente che quello che è
accadrà con Israele nel naturale, accade nella chiesa nell’ambito spirituale.
Fratelli e sorelle, la
luce che Dio ha dato tramite rivelazione è realmente soltanto nella Chiesa
Sposa, in quelli che sono chiamati fuori, che mettono i loro piedi sul terreno
della rivelazione, che non ascoltano soltanto la Parola ma che l’hanno rivelata
da Dio. Al riguardo abbiamo due versi, li abbiamo enfatizzati recentemente in
Matteo 13, il verso importante in Matteo 13 è il verso 18, Matteo 13, versi 18
e 19: «Voi dunque
ascoltate che cosa significhi la parabola del seminatore! Tutte le volte che
uno ode la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e porta via
quello che è stato seminato nel cuore di lui…» La rivelazione per mezzo dello Spirito è proprio
necessaria, poiché solo da ciò è manifesto se abbiamo un collegamento personale
con Dio, se per noi il velo è strappato, se noi abbiamo accesso nella presenza
di Dio per ascoltare la Sua voce. Dunque, il nemico ha realmente due compiti
che egli ha preso per se; in primo luogo egli toglie da noi quello che Dio ci
dice per mezzo della Sua Parola dal momento che non c’è stata rivelata, e nel
momento in cui la Parola di Dio non è rivelata a noi, il nemico può venire e
piantare le sue spiegazioni. E dopo, difficilmente si nota che egli ha tolto
qualcosa di ciò che Dio ha seminato, e poi egli mette i suoi propri pensieri in
ciò. E dopo, verso 23, in Matteo 13: «Ma quello che ha ricevuto il seme in buona terra, è colui
che ode la parola e la comprende.» Che ascolta la Parola e la
comprende. Il Signore chiedeva continuamente: «Avete compreso tutto ciò che vi
ho detto?»
Fratelli e sorelle,
andiamo alle lettere di Paolo, alcuni hanno compreso altri hanno mal compreso;
ad alcuni la Parola è stata rivelata, altri La interpretano fino a questo
giorno. Si tratta di grazia e ancora grazia, quando Dio può aprirci
l’intendimento per la Scrittura. L’esempio ben noto a tutti noi è in Luca 24, e
qui noi riconosciamo quanto sia importante che camminiamo insieme al Signore,
con Lui il risorto, che camminiamo con Lui nella stessa via. Luca 24, verso 30
fino a 32: «Quando
fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro.
Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero; ma egli scomparve alla loro
vista.» Il verso seguente: «Ed essi dissero l'uno all'altro: “Non sentivamo
forse ardere il cuore dentro di noi mentr'egli ci parlava per la via e ci
spiegava le Scritture?”»
Se il Signore cammina ora con noi
e noi con Lui, allora Egli ci aprirà le Scritture, allora ognuno comprenderà
che noi in questo luogo non glorifichiamo un uomo, che noi non corriamo dietro
il fondatore di una religione, oppure un certo uomo che afferma di essere
qualcosa, ma che noi siamo stati reputati degni di credere secondo le promesse
della Sacra Scrittura, credendo quello che Dio fa proprio ora e come Egli
adempie le Sue promesse in questo tempo. Specialmente la promessa principale,
che naturalmente dobbiamo menzionare in ogni sermone; ed io ve lo dico così
com’è: un sermone che non include quello che Dio ha promesso nella Sua Parola è
realmente vano, perché guida intorno a Dio e intorno al piano di Salvezza di
Dio. E questo si può dire perché è così: tutti quelli che ascoltavano Giovanni
il Battista si lasciavano piazzare nel piano di Salvezza, erano battezzati,
erano d’accordo con Dio. E dopo dice: «L’amico dello Sposo ode la voce della
Sposa, e questa mia gioia è ora completa.» Al messaggio che il preparatore
della via predicava, in ubbidienza essi accettarono di essere battezzati.
Ora è la stessa cosa, ed
io voglio mostrarvi qualcos’altro dalla Sacra Scrittura. Quale tipo di autorità
divina hanno avuto gli uomini di Dio nel Nuovo Testamento per applicare una
Parola dall’Antico Testamento, diversamente da come era stato detto nell’Antico
Testamento e tuttavia lasciandolo così come era. Per quel collegamento in cui
appartiene. Ben noto a tutti noi, niente di nuovo ora, la Parola dal profeta
Malachia, qui abbiamo entrambi, e queste due cose sono veramente importanti.
Cari fratelli e sorelle, per favore non dimentichiamolo, Dio ha avuto servitori
e profeti, e Dio non fa nulla, così è scritto in Amos 3 verso 7, Dio non fa
nulla senza la dichiarazione, “ecco” in questa traduzione Tedesca dice
qualcos’altro, ma nell’originale dice: «Ecco, Io vi mando il mio angelo,»
Malachia 3, verso 1, «ecco Io vi manderò.» Dio manda, Dio commissiona, e
Giovanni il Battista era l’adempimento di questa promessa.
Un mandato che appartiene
al piano di Salvezza di Dio, al principio del Nuovo Testamento. La stessa cosa
è scritta pure nel verso 4, la maggior parte della gente ha 4 capitoli. Malachia 4, verso 1: «Poiché, ecco, il
giorno viene, ardente come una fornace; allora tutti i superbi e tutti i
malfattori saranno come stoppia. Il giorno che viene li incendierà.» E dopo
la promessa: «Ecco,
io,» così dice il
Dio onnipotente, «vi
mando il profeta Elia, prima che venga il giorno del Signore. Si, e nel Nuovo Testamento. Si, e nel
Nuovo Testamento Pietro del grande e terribile giorno ne ha fatto un giorno
glorioso. Qui l’abbiamo già menzionato, Atti cap. 2, qui l’uomo di Dio si
riferisce all’Antico Testamento, a quello che era stato promesso, e, noi lo
enfatizziamo subito.
Quello che è scritto
rimane in questo collegamento. Solo quando poi si tratta della Chiesa del Nuovo
Testamento, allora quella parte che si riferisce alla Chiesa viene enfatizzato.
Io leggo Atti cap. 2, verso 20, «Il sole sarà mutato in tenebre, la luna in
sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore.» Che ne è
ora? là il grande e terribile giorno, e qui all’improvviso il grande e glorioso
giorno; la stessa Scrittura, la stessa Parola del Signore è usata, e dopo, si
deve andare con questa Scrittura in altre Scritture per vedere come lo Spirito
di Dio… e lasciate che sia detto ora, nell’Antico Testamento il mistero della
Chiesa non era stato rivelato affatto, le cose erano state annunziate, ma solo
nel Nuovo Testamento Paolo scrive: «come è stato ora rivelato ai Suoi Santi
profeti e apostoli.» Qui abbiamo, in 1° Corinzi cap. 1, e sempre in
collegamento con il ritorno di Gesù Cristo. E questa è dunque la conferma che
gli uomini di Dio erano sotto la guida dello Spirito Santo, mostrando
l’adempimento della Parola dall’Antico Testamento, mostrando poi non solo la
parte naturale di ciò «che il sole sarà mutato in tenebre e la luna in
sangue», ma essi mostrano quella parte che giunge alla fine del tempo della
grazia, all’irrompere del giorno del Signore, vale a dire il glorioso mattino,
il ritorno del nostro caro Signore, prima che il sole sia mutato in tenebre e
la luna in sangue. 1. Corinzi cap. 1, 1. Corinzi cap. 1, verso 7: «in modo che non mancate di alcun
dono, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Egli
vi renderà saldi sino alla fine, perché siate irreprensibili nel giorno, nel
giorno del Signore nostro Gesù Cristo.» Qui l’enfasi non è per il giorno del Signore ma
per il giorno di Gesù Cristo, il giorno del glorioso ritorno del nostro
Signore. «perché siate
irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Fedele è Dio dal
quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore
nostro.»
Qui ci addentriamo nella
guida dello Spirito Santo, come gli uomini di Dio nel Nuovo Testamento
piazzavano la Parola, vale a dire piazzandola per noi, affinché siamo
posizionati e stabiliti nella Parola. Filippesi cap. 1, qui è scritto alcune
volte in Filippesi cap. 1 in quale maniera Paolo piazza il giorno del Signore
come il giorno di Gesù Cristo. Filippesi cap. 1, verso 6: «E ho questa fiducia: che colui che
ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di
Cristo Gesù.» Fino al
giorno di Gesù Cristo. Dal verso 9: «E prego che il vostro amore abbondi sempre più in
conoscenza e in ogni discernimento, perché possiate apprezzare le
cose migliori, affinché siate limpidi e irreprensibili per il giorno di Cristo,
ricolmi di
frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di
Dio.» Vediamo
che Paolo guardava al compimento della Chiesa, desiderava vedere la Chiesa
pronta per il giorno di Gesù Cristo.
Qui in Filippesi cap. 2,
nel verso 16 leggiamo: «Tenendo alta la parola di vita, in modo che nel giorno di Cristo io
possa vantarmi di non aver corso invano, né invano faticato.» Ed ora i punti dove gli
apostoli lasciano il giorno del Signore come giorno del Signore, 1.
Tessalonicesi cap. 5, qui abbiamo di nuovo l’enfasi per il giorno del Signore,
non per il giorno di Cristo. 1. Tessalonicesi cap. 5, e voi già notate nel cap.
4 si parla del rapimento, specialmente nel verso 13. Anche questa Parola si
deve lasciare nel collegamento al quale appartiene, quelli che dormono in
Cristo risusciteranno per primi, dopo, noi che siamo in vita e che rimaniamo fino
al giorno del Signore saremo mutati e insieme a loro saremo chiamati su e
rapiti. Ed anche qui si deve lasciare ogni cosa come è scritta, quando accade
questo, allora due macineranno al mulino, uno sarà preso e l’altro lasciato;
due saranno nel campo, uno sarà preso e l’altro lasciato; due saranno in un
letto, uno sarà preso e l’altro lasciato. Quando qualcuno dice ora: «il Signore
è già venuto», oppure come mi ha detto questo fratello in Virginia: «il
rapimento ha avuto luogo tanto tempo fa.» Allora si deve dire, «lasciate ogni
Parola di Dio nel contesto in cui appartiene». Non portate nulla da qui a là,
ma lasciatela come è scritta qui. E se è scritto qui, in 1. Tessalonicesi 4,
verso 16: «perché
il Signore stesso scenderà dal cielo con potente grido,» il Signore stesso, il
messaggio precede la Sua seconda venuta; ed anche questo è il punto che
dobbiamo enfatizzare, non perché vogliamo enfatizzarlo, ma perché dobbiamo
farlo, perciò al fratello Branham fu naturalmente detto: «Come Giovanni il
Battista fu mandato per precedere la prima venuta di Cristo…» mandato, per
favore, esaminate le vostre concordanze, esaminate quanto spesso è scritta la
parola “mandato”, sempre, quando un incarico era dato in collegamento con il
piano di Salvezza, c’era sempre una chiamata, un incarico, un mandato. Dunque,
è fino a questo giorno.
Noi crediamo senza ombra
di dubbio, per due motivi noi crediamo, in primo luogo perché è una promessa
che Dio deve adempiere, non c’è modo per aggirarlo. Se qualcuno mi dice che una
promessa non trova adempimento, questa persona non è un mio partner di
conversazione. Tutte le promesse di Dio sono si e amen, e quando giunge l’ora
dell’adempimento allora il popolo di Dio lo riconosce, vale a dire tutti quelli
che prestano ascolto alla voce del Signore. Ora, la transizione in 1.
Tessalonicesi cap. 5, verso 1: «Or quanto ai tempi ed ai momenti, fratelli, non avete
bisogno che vi se ne scriva; perché voi stessi sapete molto bene che il giorno
del Signore…» Ora abbiamo di nuovo la stessa formulazione: «che il giorno del Signore verrà
come viene un ladro nella notte.» E, il collegamento ora non è più per la Chiesa ma
per ciò che accade ora: «Quando diranno: “Pace e sicurezza”, allora una rovina improvvisa verrà
loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno.» E dopo ci viene detto, «Ma voi,» verso 4: «Ma voi, fratelli, non siete nelle
tenebre, così che quel giorno abbia a sorprendervi come un ladro; perché voi
tutti siete figli di luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né
delle tenebre.» Così è
scritto qui.
E dopo, noi andiamo in
Pietro, che di nuovo descrive il giorno del Signore come quello che viene col
fuoco, e tuttavia egli parla di apostoli e profeti che ci hanno predicato la
Parola. 2. Pietro cap. 3, verso 2: «Perché vi ricordiate le parole già dette dai santi profeti,
e il comandamento del Signore e Salvatore trasmessovi dai vostri apostoli.
Sappiate questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno schernitori
beffardi, i quali si comporteranno secondo i propri desideri peccaminosi e
diranno: “Dov'è la promessa della sua venuta?”» E dopo, versi 8 e 9, «Ma voi, carissimi, non dimenticate
quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono
come un giorno.» Verso
9: «Il Signore non
ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente
verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al
ravvedimento.» E
subito dopo, egli ritorna di nuovo al termine dell’Antico Testamento, verso 10:
«Il giorno del
Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli
elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa
saranno bruciate.»
Noi vediamo che questo
termine è stato realmente illuminato da entrambi i lati. In 2. Tessalonicesi
cap. 2, dove si parla dell’uomo del peccato e dell’empio. Noi abbiamo pure una
breve descrizione riguardo al giorno del Signore, 2. Tessalonicesi cap. 2, dal
verso 1: «Ora,
fratelli, circa la venuta del Signore nostro Gesù Cristo e il nostro incontro
con lui,» qui si
tratta del rapimento, il ritorno del nostro Signore, il radunamento con Cristo,
quando Lo incontreremo nell’aria, quando saremo presi su per la Cena delle
Nozze dell’Agnello. «Vi preghiamo fratelli,» oggi, noi siamo implorati,
«di non lasciarvi
così presto sconvolgere la mente, né turbare sia da pretese ispirazioni, sia da
discorsi, sia da qualche lettera data come nostra, come se il giorno del
Signore fosse già presente.» Il giorno del Signore naturalmente è solo quando il sole
è mutato in tenebre e la luna in sangue, tuttavia ci sono sempre fratelli in
mezzo ai credenti che vogliono conoscere di più, ma che non sono stati ordinati
da Dio, che non hanno una chiamata né un incarico, e recano sempre confusione.
Per esempio, ho portato
qui con me numerose affermazioni del fratello Branham che egli ha fatto
riguardo a Matteo 25, del 1963, 1964, 1965, come egli riferisce al fatto che
viviamo in un periodo di tempo in cui deve avere luogo un risveglio, un
risveglio deve aver luogo, dove le lampade devono essere preparate e devono
essere riempite d’olio. Non c’è bisogno che qualcuno venga sulla scena e dica:
«da ora in poi questo è nel suo adempimento», si sta adempiendo da molto tempo,
e tutti quelli che hanno parte nell’adempimento non interpretano più, ma
credono la Parola e sono santificati nella Parola. Tutti gli altri, tutti gli
altri si fanno avanti con le loro interpretazioni e recano confusione e
disordine. Dio non ha bisogno di alcuno che interpreti la Sua Parola, è così
che abbiamo udito qui, nelle tre dichiarazioni del fratello Branham, ed anche
nelle cinque affermazioni del fratello Branham. Non fraintendere ma avere parte
nell’adempimento delle promesse. Noi crediamo pure in questo punto, in merito a
ciò, che Dio vigila sulla Sua Parola. Dio volendo lo mostreremo domani che la
chiamata fuori è la cosa più importante per appartenere alle vergini savie,
poiché le stolte escono pure per incontrare lo Sposo ma non si lasciano
chiamare fuori, non si lasciano correggere, non si lasciano portare in accordo
con Dio e la Sua Parola, ma rimangono là dove erano, perciò è scritto: «Andate
dai venditori, andate dai mercanti.» Un uomo di Dio non è un mercante, un uomo
di Dio è un mandato dal Signore, incaricato dall’Onnipotente Dio. E, dove sono
i mercanti che hanno tutto? Tutti i carismatici. Noi non giudichiamo, tuttavia,
chi non è uscito fuori non può chiamare fuori altri; chi non si lascia
correggere dalla Parola…
Fratelli e sorelle, ci si
potrebbe spaventare se si sollevassero tutti i dettagli nella Sacra Scrittura,
tuttavia, veniamo velocemente a quello che abbiamo detto all’inizio, quello che
Paolo e il fratello Branham hanno detto in riferimento alla gara per
raggiungere il traguardo. Proprio velocemente questa meravigliosa Parola in 1.
Corinzi cap. 9; 1. Corinzi cap. 9, dal verso 24: «Non sapete voi che coloro i quali
corrono nello stadio, corrono ben tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte
in modo da riportarlo.» Dunque,
in questo caso, non vi preoccupate del fratello o della sorella, preoccupatevi
di voi stessi e guardate al traguardo, avendo i vostri occhi fissi al
traguardo, non al fratello né alla sorella, non alle circostanze, guardate al
traguardo. E dopo, verso 25: «Chiunque fa l'atleta è temperato in ogni cosa; e quelli lo
fanno per ricevere una corona corruttibile; ma noi, una incorruttibile.» Ed ora viene la cosa più
importante, la cosa più importante ora: «Io quindi corro ma non in modo incerto, lotto al pugilato,
ma non come chi batte l'aria; anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco
in schiavitù, che talora, dopo aver predicato agli altri, io stesso non sia
riprovato.»
Dunque, noi guardiamo al
Signore, guardiamo al traguardo, come Paolo lo mostra specialmente ai
Filippesi, in Filippesi cap. 3, Filippesi cap. 3, dal verso 12: «Non che io abbia già ottenuto il
premio o che sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il corso se mai io
possa afferrare il premio; poiché anch'io sono stato afferrato da Cristo Gesù.» Fratelli e sorelle, per
favore, permettetemi di dire questo ora, tuttavia, nell’Europa dell’Est
naturalmente ci sono alcune cose diverse da come sono qui da noi, e, quando due
settimane fa, quando eravamo in Romania, là hanno ancora l’abitudine nelle
chiese Pentecostali, che le persone che vengono al servizio piegano le
ginocchia e mettono il servizio davanti al Signore e pregano. Questo mi piace
realmente, qui ognuno può fare come sente di fare, ma in quella chiesa
Pentecostale ad Arat, dove ero stato invitato a predicare, dopo il sermone il
predicatore ebbe il coraggio di dire: «ora vogliamo inginocchiarci tutti e
ringraziare Dio per la Parola che abbiamo udito». Questo mi ha realmente
sopraffatto, le persone avevano udito il messaggio di Dio per la prima volta,
l’avevano udito in una forma compatta, e dopo ringraziarono il Signore sulle
ginocchia per avere udito la Parola. Si poteva sentire, si poteva sentire, la
preghiera era ad alta voce, e si poteva realmente sentire che le persone
avevano ricevuto la Parola là, e il predicatore disse poi al nostro fratello
Daniele, dopo disse, disse qualcosa in chiusura e venne di nuovo e ci portò la
Parola di Dio. Fratelli e sorelle, il Signore chiama ancora fuori, e non siamo
qui oggi per una coincidenza, siamo qui oggi perché Dio chiama ancora fuori, e
le riunioni che abbiamo qui sono ordinate da Dio, non è il mio o il vostro
piano.
E se dico pure questo ora
molto umilmente, non solo l’apostolo Paolo ricevette la Parola sulla sua via: «Io
ti manderò ai Gentili.» Non solo Giovanni il Battista era un uomo mandato
da Dio, al quale prestavano ascolto tutti quelli ai quali Dio apriva il cuore;
il fratello Branham era un uomo mandato da Dio e, se noi stiamo qui nella
presenza del Dio Onnipotente, e se possiamo guardare indietro al giorno e alle
parole che sono ancora nelle nostre orecchie e nei nostri cuori, che ancora
echeggiano: «Io ti manderò di città in città a predicare la mia Parola.»
Dunque, non è terminato con un discorso, il messaggero è stato tolto di mezzo a
noi, ma il Messaggio è stato portato in tutto il mondo. E tutti quelli che sono
a conoscenza di ciò, possono ricordare che dopo la dipartita del fratello
Branham, la Parola rivelata, il Messaggio divino per questo tempo, è stato
portato in tutto il mondo. E oggi, noi insieme a tutto il mondo, possiamo osservare
la Parola, ed io spero che ognuno dal lontano nord del nostro continente e nei
tanti paesi sulla terra, quelli che sono uniti a noi e con Dio, e che ognuno
possa apprezzare il grande privilegio che Dio ci ha dato di avere parte in
quello che Egli ha promesso, e ciò che è parte dell’incarico divino. E dopo,
ancora una volta, indietro al termine “un assoluto”. Non indietro a discutere,
è definitivo, non si può contestare, è definitivo, un assoluto è definitivo,
non c’è bisogno di parlarne più, un assoluto, un assoluto di Dio è definitivo
per sempre. Dunque, gli uomini di Dio avevano un assoluto, e perciò Paolo
poteva scrivere: «Cristo non è si e no, ma si e Amen».
La Parola di Dio è
naturalmente certa e sicura, la Parola di Dio è il mio e il vostro assoluto. E
noi riconosciamo, l’abbiamo visto nei due esempi, che gli uomini di Dio nel
Nuovo Testamento, quello che era scritto nell’Antico l’hanno lasciato nel
contesto in cui appartiene, e tuttavia, tramite la rivelazione dello Spirito
essi potevano piazzare ogni cosa in modo corretto di ciò che accade con la
Chiesa del Nuovo Testamento: “verso sera ci sarà luce,” il Signore
ritornerà e porterà i Suoi a Casa, e questo accade prima che il sole sia mutato
in tenebre e la luna in sangue. Fratelli e sorelle, questi sono i momenti più
importanti di tutta la storia dell’umanità, la chiamata fuori, la preparazione
della Chiesa Sposa di Gesù Cristo il nostro Signore, poiché solo chi ascolta
ora quello che lo Spirito dice alle chiese, udrà la tromba, udrà la voce, udrà
ogni cosa che Dio ha promesso, e di ciò che accade nel contesto in cui Egli
l’ha messo. Cos’altro possiamo fare oggi se non di ringraziare Dio, dando a Lui
la lode e l’adorazione. Egli adempie la Sua Parola, ha mandato il profeta, Egli
non ha bisogno di chiedere ad alcuno. E qui è il punto, tutti passano accanto,
soltanto quelli che appartengono alla Chiesa Sposa di Gesù Cristo hanno le
orecchie aperte per ascoltare la Voce dello Sposo, per ricevere e credere. Al
riguardo molte cose potrebbero essere ancora dette, ancora una volta Filippesi
3: «Non che io
abbia già ottenuto il premio o che sia già arrivato alla perfezione; ma
proseguo il corso se mai io possa afferrare il premio; poiché anch'io sono
stato afferrato da Cristo Gesù.»
Possa questo accadere oggi in mezzo a noi, che possiamo essere così afferrati nel nostro interiore, che possiamo fare stima del privilegio che Dio ci parla in modo così comprensibile, che Egli ci insegna per mezzo della Sua Parola, si, Egli ci dà rivelazione per grazia. Come il fratello Branham si rese disponibile per una giovane coppia che divenne colpevole della morte di qualcun altro, e in preghiera, in preghiera egli ricevette l’assoluto, egli ricevette l’assoluto e lo disse pure alla gente, ed ecco che Dio rispose. Fratelli e sorelle, abbiamo persone qui con diversi problemi e bisogni, difficilmente c’è una casa o una famiglia, o individui in cui non ci siano problemi, possa Dio darcelo come assoluto, come disse pure il fratello Branham: «tutto quello che chiedete in preghiera vi sarà dato». Il fratello Branham elencò alcune Scritture e del continuo diceva: «Questo è il mio assoluto, la mia fede è ancora là». E in quel momento, quando la fede è ancorata nelle promesse di Dio, allora diventa la potenza di Dio, e dunque il Signore Dio rivela la Sua potenza e gloria in mezzo a quelli che credono in Lui.
Fratelli e sorelle, noi aspettiamo l’operato soprannaturale di Dio, lasciate che ci addentriamo, andiamo con la Parola, diamo posto all’opera dello Spirito, diamo posto, accordiamoci alla predicazione, accordiamoci nella preghiera, diventiamo semplicemente una parte di ciò che Dio fa nel nostro tempo. Noi rispettiamo la chiamata e l’incarico di ogni uomo di Dio, fino al nostro caro fratello Branham. Ancora un’osservazione, tutti gli uomini di Dio del passato sono grandemente onorati e stimati, i quali non avevano affatto una rivendicazione, ma gli uomini di Dio del tempo presente sono rigettati, tutti quelli che hanno o hanno avuto una legittimazione divina. E dopo viene adempiuto quello che disse pure il fratello Branham: «Le persone ringraziano sempre Dio per quello che Egli ha fatto e aspettano quello che egli deve ancora fare, ma passano accanto a quello che egli fa proprio ora.» E chi è aiutato da ciò? Nessuno, Dio non è «Io ero» ma «Io Sono», ecco come Egli disse a Mosè, ed è così che si applica oggi.
Non soltanto quello che Dio ha fatto al tempo del fratello Branham, o al tempo degli apostoli, ma quello che Egli fa proprio ora. Lasciate che abbiamo parte in ciò, crediamo con tutto il nostro cuore e riceviamolo. A Lui, l’Onnipotente Dio, il Quale ci ha affidato la Sua Parola, che ci ha aperto le Scritture e parla a noi come un amico parla ai suoi amici. A Lui, all’Iddio di Abrahamo, Isacco e Giacobbe, che ci parla in modo così personale, e che ci vivifica la Sua Parola, a Lui sia l’onore ora e per sempre. Alleluia, amen. Alziamoci in piedi e ringraziamo Dio insieme, forse cantiamo il coro: «Sol abbi fe’, sol abbi fe’.»
[L’assemblea canta. -Ed.]
Abbiamo i nostri capi chini, apriamo i nostri cuori davanti a Dio il Signore. Fratelli e sorelle, preziosi amici, come nei giorni della Bibbia così anche oggi, dovunque il Signore adempie le Sue promesse e ovunque è in mezzo a noi, là accade quel che accadeva sempre quando Egli camminava in questa terra. Egli cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro, e là dove le persone ascoltano quello che lo Spirito dice alle chiese, lì non apriamo soltanto i nostri cuori al Signore ma ogni cosa che abbiamo, e diciamo: «Vieni in mezzo a noi, cammina in mezzo a noi, salva quello che è perduto, guarisci quello che è ammalato, libera quello che è legato.» Noi vogliamo farlo. Quanti sono qui che hanno realmente una speciale richiesta di preghiera e credono che Dio risponderà a questa preghiera? Dio benedica, Dio benedica, dappertutto.
Signore nostro Dio, Tu sei un Dio personale, Tu sei apparso a noi in Gesù Cristo il nostro Signore, Tu sei diventato uomo a causa dell’uomo, Tu hai visto ogni difficoltà, ogni schiavitù, hai visto ogni tormento del diavolo, Tu l’hai visto con i Tuoi occhi e l’hai testimoniato qui in questa terra. E dopo Tu, o Signore, sei andato alla croce, hai sparso il Tuo sangue, hai dato la Tua vita per redimerci, per guarirci, per salvarci completamente e togliere via il potere di Satana, per vincere l’inferno e trasferirci nella libertà dei figli di Dio. Caro Signore, insieme glorifichiamo la potenza del Tuo sangue, la potenza della Tua Parola, la potenza del Tuo Spirito, e possa accadere nel nome del Signore che ognuno che crede ora riceva l’assoluto di Dio nel proprio cuore e la Parola di Dio come assoluto. Caro Signore, noi Ti ringraziamo con tutto il nostro cuore per la Tua presenza, per le Tue benedizioni, per il Tuo parlare. Abbi la Tua propria via con ognuno di noi, non ti lasceremo andare se non ci avrai benedetti. Grande Dio, grande Dio, abbi la Tua propria via, manifesta la Tua potenza, salva, guarisci, libera e benedici. Dona rivelazione per mezzo del Tuo Spirito, apri il nostro intendimento per la Scrittura. Grande Dio, grande Dio. Ti ringraziamo insieme per la parte che ora possiamo avere nell’adempimento delle promesse, avendo parte in quello che Tu o Dio fai proprio ora sulla terra.
Tu confermi la Tua Parola, hai pure rivendicato il Tuo profeta in modo soprannaturale, come nei giorni di Mosè Tu potevi scendere nella Nuvola e nella Colonna di fuoco. O grande Dio, grazie, Ti sei levato dall’alto e ci hai visitati. Il Signore Dio ci parla tramite la Sua Parola, e la Sua Parola anche oggi non ritornerà a vuoto, ma compirà ciò per cui Dio l’ha mandata, qui e in ogni posto intorno alla terra. Prezioso Signore, benedici la Tua Chiesa in tutto il mondo, possa ognuno essere benedetto, tutti quelli che ascoltano e quelli che ancora ascolteranno, e donaci la grazia di essere orientati al traguardo, correndo nella gara, dimenticando le cose che ci stanno dietro e protendendoci ciò che ci stanno dinanzi con i nostri occhi fissi al traguardo. Alleluia, Lodate Dio. O Dio vivente, Dio eterno, Tu non hai parlato soltanto ad Abrahamo e Mosè, Tu hai parlato anche a noi; riempici con lo Spirito Santo, o Spirito del Signore scendi, benedici, benedici. Come al principio così anche alla fine, benedici, alleluia, alleluia…
Cantiamo «Oh Egli è Gesù»
[L’assemblea canta. –Ed]
Cantiamo un coro conosciuto in tutte le lingue «Io Lo amo, io Lo amo»
[L’assemblea canta. –Ed]
Cantiamolo in Inglese.
[L’assemblea canta. –Ed]