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RIUNIONE KREFELD Domenica 7 Gennaio 2007 Missionario Ewald Frank******* |
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Pensavo che il fratello Russ avrebbe detto alcune cose. È così
meraviglioso che possiamo radunarci insieme, ed è pure bello che i fratelli
sono uniti con noi. Abbiamo realmente un gran numero di telefonate, una
telefonata da Joannesburg, una da Marsiglia, una dal fratello Manfred, una
dalla Romania, una dall’Ucraina, una chiamata dalla Finlandia, proprio da ogni
posto, e dalla Moldavia. È proprio meraviglioso, tutti ascoltano e si
rallegrano di poter ascoltare la Parola di Dio con noi. Dunque, abbiamo pure
richieste di preghiera, abbiamo fiducia nel Signore che Egli salverà, che Egli
guarisce. Abbiamo qui una richiesta di preghiera riguardo un figlio che da
dieci settimane ha la febbre, ha problemi, e i medici non riescono a trovare il
motivo. Noi pregheremo anche per questo.
Come già menzionato, tutte le e-mail, le persone scrivono da ogni posto e si rallegrano che possiamo ascoltare insieme la Parola di Dio. Dunque, oggi abbiamo in mezzo a noi il nostro caro fratello Karl Zink, oggi è il suo compleanno, egli ha soltanto ottantasei anni. Dopo, abbiamo i nostri fratelli Hans e Willy Cake in mezzo a noi, oggi è pure il loro compleanno, Dio vi benedica in modo particolare. Fratello Zink, alzati in piedi per favore, affinché ognuno possa vederti. Questo è il nostro caro fratello Zink, Dio ti benedica in modo potente. Dov’è il nostro fratello Cake? Dove sono loro, i due fratelli? Uno qui e l’altro là, Dio vi benedica in modo particolare. Vecchi amici che conosco da quarant’anni. Dunque, il fratello Kupfer ha scritto alcune cose qui in riferimento ai fratelli che predicano la Parola in questo luogo, «Essi ci predicano soltanto la Parola di Dio in tutta chiarezza e in verità, solo la Parola di Dio dalla Bibbia, come dice a noi la Scrittura.» E dopo, Apocalisse 22 come riferimento, e poi abbiamo la meravigliosa affermazione del fratello Kupfer: «Quello che non è scritto nella Bibbia, Dio non l’ha detto. Quello che non è scritto nella Bibbia, Dio non l’ha detto.» Questa è un’affermazione che include ogni cosa. Lode e ringraziamento. Caro fratello Kupfer, Dio ti benedica. Dopo, il nostro caro fratello Jokem ha scritto qualcosa qui, desidero leggere solo alcune righe: «Il cantico nuovo può essere cantato solo da chi riceve nuova vita da Dio. Dovete mettere via il vecchio uomo e indossare l’uomo nuovo.» Veramente straordinario. Dopo continua: «Dove posso piazzare me stesso biblicamente, dove Dio mi ha piazzato biblicamente.»
Sono soltanto
testimonianze dove si può notare che la Parola non è soltanto ascoltata, la
Parola è ricevuta e creduta. Si, noi crediamo in questo luogo come dice la
Scrittura. Giovanni 7:38, «Chi crede in me, come ha detto la Scrittura,» e la seconda parte: «fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal
suo seno.» E nel
verso 39: «Or disse
questo dello Spirito…» dello Spirito che dovrebbe
venire sopra di noi. E questo noi aspettiamo. Fratelli e sorelle, quantunque
noi aspettiamo le grandi cose che Dio farà, il rivestimento con la potenza
dall’alto è la precondizione affinché le grandi cose possano accadere tramite
la potenza di Dio, e il rivestimento avrà luogo in tutta la Chiesa. Dopo,
abbiamo in mezzo a noi i nostri cari fratelli e le sorelle dal Sud Africa, in
tutto 6, e vorrei chiedere al fratello Hilton di venire ora di fronte e
salutarci e pregare con noi. Poi vorrei chiedere al nostro fratello Daniel, non
di predicare, ma di venire semplicemente per salutare e pregare; la stessa cosa
con il nostro fratello da Parigi, e dunque, chiederemo ai fratelli di venire
per favore qui di fronte, venite. Fratello Hilton, vieni qui di fronte, dicci
alcune parole, come parole di saluti. Dopo chiederemo al fratello Daniel di
venire, e poi chiederemo al fratello Didie di venire.
[L’assemblea
canta un inno. –Ed.]
Amen. Potete sedervi.
Possa il Signore benedirci, possa Egli essere con noi, possa la Sua volontà
essere fatta nella nostra vita e nella Chiesa. Possa Egli stesso completare la
Sua opera con noi, e dopo possa iniziare con Israele, possa Egli pure
completarla e terminarla. Nella scorsa riunione a Zurigo abbiamo parlato
riguardo al fatto che il Signore Dio guidò in tale maniera che Abrahamo mandò
il suo servitore Eliezer per cercare una sposa per Isacco, per trovarla e
condurla a casa. Si può leggere in Genesi 24, ed io ho annotato alcuni pensieri
principali da Genesi 24, nel verso 11, questo uomo era al pozzo verso sera. Nel
verso 14, Isacco fu predestinato per Rebecca e Rebecca fu predestinata per
Isacco, predestinati. Si può leggere riguardo alla Chiesa in Efesini cap. 1,
verso 5: «predestinati
secondo il beneplacito della sua volontà.»
Si tratta di predestinazione, che noi abbiamo ricevuto e crediamo con tutto il nostro cuore. Nel verso 16, Rebecca era molto bella. Che bene sarebbe per me se noi non leggessimo in Efesini cap. 5, verso 27, che il Signore presenterà la Sua Chiesa davanti a Se nella bellezza, senza macchia né ruga. Quello che ci è già stato mostrato nell’Antico Testamento, nelle ombre, è accaduto naturalmente in vista di quello che avviene nel Nuovo Testamento. Dopo, nei versi 26 e 27, l’Eterno ha guidato in tale maniera, chi era, chi ha guidato le vostre vie nella vostra vita, in tale maniera che voi siete diventati credenti, che avete ricevuto la conoscenza della verità? Chi è stato? È stato un uomo? No, è stato Dio, l’Eterno, Egli ha guidato in tale maniera con ognuno di noi. Verso 31: «Entra, benedetto dal Signore!» L’uomo che fu mandato a cercare la sposa era il benedetto dal Signore. Chi sono oggi quegli uomini che, secondo Matteo 22, lasciano procedere la chiamata: «Ogni cosa è pronta per le nozze del Figlio, e quelli che erano stati invitati non erano pronti a venire.» E dopo il Signore disse: «Andate dunque ai crocicchi delle strade e chiamate.» Ed ecco che la sala delle nozze fu piena di commensali. Versi 43 e 44: «Egli l’ha destinata a te.» Verso 48: «Per prendere una sposa per suo figlio.» Dio aprì il suo cuore, non ha Dio aperto il tuo cuore? Non ha Dio aperto il nostro cuore? Non ci ha parlato? Non abbiamo sin dal primo giorno, sin dal primo sermone, non siamo stati d’accordo alla chiamata che ci è stata indirizzata? Ci siamo confidati con carne e sangue? Noi abbiamo saputo immediatamente: «Il Signore mi chiama, il Signore mi parla,» e, abbiamo lasciato ogni cosa dietro e abbiamo ubbidito alla chiamata. Dopo, abbiamo qui nei versi 50 e 51, come il Signore Dio ha determinato oggi, Egli l’ha determinato, l’ha predestinato in quel modo. Dopo, dal verso 56 al 58: «Non mi trattenete, giacché il Signore ha dato successo al mio viaggio.»
Fratelli e sorelle, è così straordinario, in quale maniera le ombre dell’Antico Testamento trovano la loro realizzazione e l’adempimento nel Nuovo Testamento. Noi non siamo sulla via per la nostra propria causa, noi siamo sulla nostra via per chiamare fuori la Sposa, per raggiungere tutti quelli che appartengono alla Chiesa Sposa. E noi ringraziamo Dio che ci ha dato la Parola e l’ha rivelata a noi, per portarla quale messaggio alla gente, e dopo tutti quelli che appartengono alla Chiesa Sposa ascolteranno la chiamata, non si confideranno con carne e sangue ma seguiranno il Signore. E questo è il momento in cui noi vediamo la luce, come anche Paolo la vide sulla via per Damasco. Nel momento in cui il Signore Dio ci parla, quando ci chiama, quando ci incontra, allora noi vediamo la luce, e in quella luce noi vediamo ogni cosa illuminata, di tutto quello che Dio ci ha dato nella Sua Parola. Dopo, non dobbiamo discutere più alcuna cosa, non interpretare più nulla, neppure Matteo 25, noi lo prendiamo semplicemente così com’è: «A mezzanotte si levò un grido,» nessuno ha bisogno di interpretarlo, se qualcuno deve venire e prendere la cosa in mano; noi lasciamo ogni cosa a Dio, nessuno può prendere le cose di Dio in mano, noi lasciamo ogni cosa a Dio ed Egli l’adempirà.
Siamo veramente
riconoscenti a Dio, che realmente viviamo in un tempo, e questo è stato
veramente espresso bene: Dio non ci toglie da una confusione per farci
scivolare ancora in una nuova confusione. Ma, Dio ci chiama fuori, Egli ci
conduce fuori e ci purifica tramite il lavacro della Parola, ci lava nel sangue
dell’Agnello, ed Egli ci vuole suggellare con lo Spirito Santo dopo che abbiamo
udito la Parola della verità, come è scritto in Efesini cap. 1, verso 13.
Fratelli e sorelle, noi non possiamo giocare con il vostro tempo e neppure con
il tempo di Dio, con il tempo della grazia. Noi abbiamo il sacro dovere di
chiamare fuori la Chiesa Sposa, e continuamente ritorniamo indietro alla stessa
Parola: «Chi ha
orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.» Noi crediamo che il
fratello Branham era un uomo mandato da Dio, come Giovanni il Battista era un
uomo mandato da Dio. E qui è il punto, lasciatecelo dire apertamente e
chiaramente, tutti quelli che hanno ascoltato un uomo mandato da Dio, costoro
hanno ascoltato Dio. Chiunque credeva Noè, credeva Dio; chiunque credeva
Abrahamo, credeva Dio; chiunque credeva Elia, credeva Dio; chiunque credeva
Isaia, credeva Dio.
Tutti gli uomini di Dio
che sono stati mandati con un messaggio divino, tutti quelli che hanno creduto
quello che predicavano questi uomini mandati da Dio, loro hanno creduto Dio, e
tramite questo sono stati giustificati davanti a Dio. Per esempio Abrahamo,
egli credette Dio, e tramite questo fu giustificato. Proprio nel momento, nel
momento in cui crediamo Dio siamo giustificati, e da quel momento in poi inizia
l’opera della fede e dell’ubbidienza. E noi vediamo pure con Abrahamo, il quale
ebbe la promessa riguardo a Isacco, e dopo vediamo che la sposa fu cercata per
il figlio promesso, ed ella fu trovata. Oggi è la stessa cosa, Gesù Cristo il Figlio di Dio
è lo Sposo, e la Sposa deve essere trovata per Lui, finché sia adempiuto ciò
che è scritto in Apocalisse 19: «e la sua sposa si è preparata. Le è stato dato di vestirsi
di lino fino, risplendente e puro; poiché il lino fino sono le opere giuste dei
santi.» C’è una
propria giustizia e c’è la giustizia dei santi, vale a dire di quelli che sono
santificati tramite la Parola di verità, «Santificali nella verità: la tua parola è verità.» E senza la santificazione
nessuno vedrà il Signore. Dunque, ritorniamo indietro alla Parola,
rispettiamoLa come Parola di Dio, riceviamoLa, per provare pure tramite questo
che siamo figli del Nuovo Patto, che abbiamo accettato il patto con Dio, che
non camminiamo più sulle nostre vie, ma abbiamo accettato come vero il patto di
Dio con noi. Al riguardo vorrei leggere alcune Scritture, per immergerci un po’
in quello che abbiamo ascoltato ieri. La Scrittura principale è nel profeta
Isaia, nel capitolo 42, dove ci viene detto che il Signore stesso sarebbe
diventato il patto del popolo, ed Egli lo è pure diventato. Isaia 42, qui
leggeremo il verso 6 fino al 9. Isaia 42, dal verso 6 al verso 9 «Io, il Signore, ti ho chiamato
secondo giustizia e ti prenderò per la mano; ti custodirò e farò di te
l'alleanza del popolo, a luce delle nazioni, per aprire gli occhi dei ciechi,
per far uscire dal carcere i prigionieri e dalle prigioni quelli che abitano
nelle tenebre.»
Qui abbiamo incluso quello
che è realmente incluso in un patto. Il patto non è in teoria, il patto è
veramente pratico, il patto include l’apertura degli occhi dei ciechi, di
portare fuori i prigionieri dalle prigioni e guidare i prigionieri dalla
cattività e recare luce a quelli che giacciono nelle tenebre. Quando ognuno
legge Luca 4, là il Signore legge la Parola da Isaia 61, leggiamo Isaia 61,
poiché l’abbiamo proprio davanti a noi. Isaia 61, verso 1: «Lo spirito del Signore, di Dio, è
su di me, perché il Signore mi ha unto per recare una buona notizia agli umili;
mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare
la libertà a quelli che sono schiavi, l'apertura del carcere ai
prigionieri, per proclamare l'anno di grazia del Signore.» Questo
va con ciò, e noi ringraziamo Dio. Io credo che ognuno di voi sarà d’accordo,
Dio ci ha condotto fuori da ogni prigione religiosa, Egli ci ha condotto fuori.
Tutti noi eravamo legati qua e là, e per grazia siamo stati liberati; colui che
il Figlio di Dio rende libero è veramente libero. Il messaggio divino è un
messaggio di liberazione, non per renderci di nuovo schiavi: «Tu devi fare
questo e devi fare quello,» non con cibi e giorni, e ogni regola. Molte volte
si possono trovare persone anche nel messaggio, i quali sono specializzati in
alcuni punti e faccende secondarie, e le rendendo cose principali. Noi
ringraziamo Dio che ci ha mostrato il nocciolo della redenzione divina e del
piano divino di salvezza; ci è stato mostrato ed è stato posto nel nostro
cuore. Indietro a questa Parola in Isaia 42: «farò di te l'alleanza.»
Egli ha fatto un patto con
Noè, ha fatto un patto con Abrahamo, ha fatto un patto con Isacco, con
Giacobbe, con Israele, ha fatto continuamente un patto. Ora, Colui che ha fatto
il patto, Egli stesso diventa Colui nel quale è fatto questo patto con noi
sulla terra, e Dio era in Cristo riconciliando il mondo a Sé stesso, e per la
fede in Lui i nostri occhi sono stati aperti, noi abbiamo potuto vedere e,
usciamo da ogni prigione per servire il Signore e seguirLo. Qui nel profeta
Isaia, nel cap. 58 noi leggiamo i versi 1 e 2; Isaia 58, versi 1 e 2: «Grida a piena gola, non ti
trattenere, alza la tua voce come una tromba; dichiara al mio popolo le sue
trasgressioni, alla casa di Giacobbe i suoi peccati. Mi cercano giorno dopo
giorno, prendono piacere a conoscere le mie vie, come una nazione che avesse
praticato la giustizia e non avesse abbandonato la legge del suo Dio; mi
domandano dei giudizi giusti, prendono piacere ad accostarsi a Dio.»
Anche questo è possibile,
che le persone camminino sulle loro proprie vie e aspettino il movimento di
Dio. Noi abbiamo lasciato le nostre proprie vie e siamo venuti nella via di
Dio, abbiamo messo la nostra fiducia nella via della verità, e tutte le
promesse che Dio ci ha dato noi le riceviamo per fede. E questa Parola è
scritta in relazione… lasciate che legga di nuovo il verso 6, verso 6, e dopo
specialmente dal verso 11. Isaia 58, verso 6: «Il digiuno che io gradisco
non è forse questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano
i legami del giogo, che si lascino liberi gli oppressi e che si spezzi ogni
tipo di giogo?» Il giogo degli uomini deve essere spezzato affinché
possiamo camminare con Cristo sotto il Suo giogo, come ha detto il nostro
Signore: «il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero.» Ogni giogo
umano deve essere spezzato. Tutti voi sapete cos’è un giogo, voi dell’antica
generazione certamente lo sapete. Un giogo è fatto di legno ed ha due aree, una
a sinistra e una a destra, ed è posto sopra i buoi, ed essi devono camminare
tutto il giorno insieme nella stessa direzione, poiché il giogo è uno, ma
entrambi sono uniti sotto questo giogo. E così l’abbiamo visto, quali uomini
eravamo sotto il giogo nelle chiese, ma Dio ci ha chiamato fuori, affinché
possiamo essere sotto il giogo di Cristo, per camminare con Lui nella stessa
via, per camminare al passo, e per questo Dio ci faccia grazia.
Dunque, affinché i
prigionieri siano resi liberi e ogni giogo sia spezzato. Versi 11 e 12: «Il
Signore ti guiderà sempre, ti sazierà nei luoghi aridi, darà vigore alle tue
ossa; tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua
non manca mai.» E quando accade questo, si adempie anche il verso
successivo, il verso 12: «I tuoi ricostruiranno sulle antiche rovine; tu
rialzerai le fondamenta gettate da molte età e sarai chiamato il riparatore
delle brecce, il restauratore dei sentieri per rendere abitabile il paese.»
Benedetto e lodato sia il Signore nostro Dio. Gli uomini possono scrivere e
dire riguardo al fratello Branham e al fratello Frank, possono scrivere e dire
quello che piace loro in merito all’opera missionaria. Noi crediamo quello che
dice la Scrittura e sappiamo in chi abbiamo creduto, e in chi abbiamo riposto
la nostra speranza. E ognuno che ripone il Lui la sua speranza non sarà
svergognato, perché Dio vigila sulla Sua Parola per adempierla. Il nostro
compito è di edificare le antiche rovine, di portare ogni cosa nella sua
condizione originale. Tutti voi sapete che tutta la Sacra Scrittura è stata
scritta in parabole. Quando il nostro Signore parla riguardo al fatto che il
corpo consiste di molte membra, quando Paolo parla al riguardo, come la chiesa
è messa in ordine, e dopo Pietro parla dell’edificio dove Cristo è la pietra
angolare, dove noi come diverse membra siamo pietre fissate nell’edificio,
allora sappiamo che con ciò s’intende la Chiesa.
Fratelli e sorelle,
tramite il messaggio di Dio possiamo sapere che Dio restaurerà ogni cosa nella
sua condizione originale. Si, deve essere riportata indietro, e la chiesa ha l’incarico
di portare la Parola, affinché Dio possa fare in mezzo a noi quello che ha
promesso e ciò che ha in programma. Come già menzionato ieri, il Signore Dio
usa sempre persone che sono presenti quando Egli fa qualcosa. Noè era presente
quando fu costruita l’arca, Mosè era presente quando ebbe luogo l’esodo. Gli
uomini di Dio sono stati sempre presenti quando Dio ha annunziato qualcosa, o
quando ha fatto qualcosa. Essi sono stati continuamente Suoi testimoni, che
hanno sperimentato quello che Dio ha ordinato e annunziato, essi l’hanno
testimoniato, come anche noi lo sperimentiamo ora. A cosa servirebbe, anche
questo l’abbiamo detto molte volte, a cosa servirebbe, se sapessimo quello che
Dio ha fatto quattromila anni fa, o tremila anni fa, o duemila anni fa; se
sapessimo quello che Dio ha fatto cinquecento anni fa o cinquanta anni fa, se
non fossimo a conoscenza di quello che Egli fa oggi, se non fossimo introdotti
nel piano di Salvezza tramite la Sua Parola, per riconoscere dove siamo
spiritualmente, quanto siamo arrivati vicino al ritorno di Gesù Cristo. Il
fratello Branham, si, almeno cinquant’anni fa: «Io non vedo nulla che non sia
stato adempiuto, se non che il ritorno di Gesù Cristo possa avere luogo.» Sin
da quel tempo, molti anni sono passati.
Se oggi guadiamo nel
mondo, allora ognuno può notare che si non può continuare così per lungo tempo,
tuttavia, fratelli e sorelle, soltanto chi è stato informato dalla Parola di
Dio, in merito a cosa accade ora, chiunque legge nella Sacra Scrittura verrà a
sapere qual è il tempo all’orologio del mondo. E come allora il profeta Daniele
leggendo dal profeta Geremia cap. 25 e 29, egli stava leggendo quando il
Signore Dio disse che Israele sarebbe stato settant’anni in cattività. Daniele,
al quale era stato ordinato da Dio di mettere per iscritto la visione, egli
ritornò alla Parola della profezia, ritornò a quello che Dio aveva proferito
tramite il profeta Geremia. Tuttavia, anche nel tempo di Geremia venne un uomo
sulla scena e disse: «Così dice il Signore, in due anni il giogo sarà spezzato
e il popolo sarà riportato indietro,» e il profeta
Geremia se ne andò via e disse: «ah, che sia così.» E non appena
lo lasciò, il Signore Dio gli parlò e disse: «Ritorna da lui e digli: il giogo
di legno è stato spezzato, un giogo di ferro sarà messo sul popolo, ma tu, tu
morirai quest’anno.» Ed egli morì. Ci sono sempre state persone che sono venute
sulla scena, che hanno profetizzato, anche profeti, ma non hanno profetizzato
con l’incarico di Dio, e questo lo possiamo distinguere tramite la Sua grazia.
Il fratello Branham non era soltanto un profeta, egli era un profeta promesso
al quale Dio mostrava visioni, al quale Dio parlava direttamente. Un uomo
mandato da Dio con la Parola di Dio. Tuttavia, la cosa principale naturalmente
rimane per sempre, che i nostri cuori dovrebbero volgersi indietro alla fede
dei padri. E di quello si tratta ora, qui, nel profeta Isaia, nel cap. 59 noi
leggiamo la meravigliosa Parola, la meravigliosa Parola in merito al patto,
riguardo alla Parola. Isaia 59, dal verso 20: «Un salvatore verrà per Sion e
per quelli di Giacobbe che si convertiranno dalla loro rivolta, dice il Signore.»
E dopo viene: «Quanto a me, dice il Signore, questo è il patto che io
stabilirò con loro: il mio spirito che riposa su di te e le mie parole che ho
messe nella tua bocca non si allontaneranno mai dalla tua bocca, né dalla bocca
della tua discendenza, né dalla bocca della discendenza della tua discendenza,
dice il Signore, da ora e per sempre.»
Non solo nel nostro
Signore, ma in tutti quelli con cui Egli ha fatto il patto. Lo stesso Spirito
rimane sopra di noi, le stesse Parole dimorano in noi per tutta l’eternità. E
questo è in 2. Giovanni, dove è scritto, 2. Giovanni, l’ultima parte dal verso
1, e dopo anche il verso 2: «e non solo io ma anche tutti quelli che hanno conosciuto la
verità, a motivo della verità che dimora in noi e sarà con noi in eterno.» Dunque, non solo nella
bocca del Signore, ma nella bocca dei figli e dei figli dei figli che hanno
udito e creduto la Parola di Dio, e ai quali è stata rivelata. Già nel primo
sermone il giorno di Pentecoste: «Poiché la promessa è per voi e per i
vostri figli, per tutti quelli che sono lontani e per quanti il Signore Dio
nostro ne chiamerà.» Dio ha fatto un patto, fratelli e sorelle, e questo
patto rimane fermo, «Cieli e terra passeranno ma la Parola di Dio rimane per
sempre.» E ogni cosa che Dio ha detto è vera, per favore ricevetelo per
fede quello che è scritto qui, prendetelo letteralmente e credetelo così come è
scritto: quelli che si convertiranno dalla loro rivolta, quelli che si
convertono dalla loro incredulità sono quelli che ritornano e ascoltano la
Parola di Dio e la credono. Perciò è scritto nel verso 21, in Isaia 59: «Quanto a me, dice il Signore,
questo è il patto che io stabilirò con loro…» è il Così
dice il Signore, «il
mio spirito che riposa su di te e le mie parole che ho messe nella tua bocca
non si allontaneranno mai dalla tua bocca, né dalla bocca della tua discendenza.» Siamo figli di Dio? Allora la Parola di Dio rimane in
noi come è stata nella Sua bocca, così è scritto, 1. Re 17, l’ultimo verso: «Allora la donna disse a Elia: «Ora
riconosco che tu sei un uomo di Dio, e che la parola del Signore, che è nella
tua bocca, è verità.» E chi è dalla verità riconoscerà che noi
predichiamo la pura Parola di Dio. Qui continua: «né dalla bocca della tua
discendenza, né dalla bocca della discendenza della tua discendenza, dice il
Signore, da ora e per sempre.»
Senza interruzione la
Parola di Dio dimora nella bocca e nel cuore di quelli che sono diventati
proprietà di Dio, i quali sono nati dal seme della Parola, nati di nuovo a una
vivente speranza tramite Gesù Cristo nostro Signore; e tramite questo
diventiamo partecipi della natura divina. Noi non pensiamo più in modo umano,
ma ci è stata data la mente di Gesù Cristo per mezzo della Sua grazia. In Luca
cap. 1, noi leggiamo la Parola d’introduzione che in quel tempo fu detta come
benedizione, che Zaccaria proferì per mezzo dello Spirito Santo. Luca cap. 1,
qui dice, dal verso 67, Luca 1, dal verso 67: «Zaccaria, suo padre, fu pieno di
Spirito Santo e profetizzò, dicendo…» Anche oggi, quando siamo riempiti con lo Spirito
Santo, allora andiamo alla Parola della profezia, e nessuna Parola della
profezia è per alcuna privata interpretazione. La Parola di Dio è diventata una
lampada ai nostri piedi. Ascoltate attentamente, nel verso 68: «Benedetto sia il Signore, il Dio
d'Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo, e ci ha suscitato un
potente Salvatore nella casa di Davide suo servo.» E ora viene il
meraviglioso verso: «come
aveva promesso da tempo per bocca dei suoi profeti.» Non è
questo meraviglioso? Ecco come ci è stato promesso per bocca di tutti i Suoi
santi profeti dal principio. Ora viene con il patto, nel verso 72: «Egli usa così misericordia verso i
nostri padri e si ricorda del suo santo patto, e si ricorda del suo santo patto.» Salmo
50, è stato già in parte menzionato. Qui nel Salmo 50 è scritto nei versi 4 e
6. Salmo 50, verso 4: «Egli chiama gli alti cieli e la terra per assistere al giudizio del suo
popolo: Radunatemi, dice, i miei fedeli che hanno fatto con me un patto
mediante il sacrificio.» E dopo dice: «I cieli proclameranno la sua giustizia, perché Dio
stesso sta per giudicare.»
Nel momento in cui siamo
radunati come popolo del Nuovo Patto, Dio ci giudica pure, e ognuno di noi
esamina se stesso nella presenza di Dio, se siamo in accordo con Dio e la Sua
Parola. Fino al punto… e, se noi avessimo tutti i doni e potessimo spostare i
monti, e non avessimo l’amore, allora non saremmo nulla, solo un rame risonante
o uno squillante cembalo. Fratelli e sorelle, nel messaggio alla prima epoca
della chiesa, in Apocalisse 2, dice: «Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo
amore. Ricorda dunque da dove sei caduto.» Dio ha
posto la chiesa nel principio su un terreno elevato, nessuno parlava in merito
a quello che era suo o quello che non era suo, era proprio così, che erano di
un sol cuore e di una sola anima, e Dio poteva manifestare Se stesso in modo
potente. Non l’abbiamo udito? al rapimento nessuno porterà qualcosa con se,
soltanto quello che Dio ci ha dato tramite la Sua grazia. Soltanto quello che
viene dal cielo sarà pure riportato indietro nel cielo. Dopo, abbiamo,
specialmente Ebrei cap. 7, in Ebrei cap. 7 ci viene ancora una volta mostrato
il patto che il Signore Dio ha fatto con noi. Ebrei 7, dal verso 22, qui dice:
«Ne consegue…» Ebrei 7, verso 22: «Ne consegue che Gesù è divenuto
garante di un patto migliore del primo.» Egli è diventato il garante, Egli ci ha dato la
garanzia per ogni cosa che appartiene al Nuovo Patto, quando disse: «Questo
è il Nuovo Patto nel Mio sangue.» In quel momento Egli divenne garante per
tutto ciò che Egli ha promesso e quello che ci è stato dato in Lui.
Fratelli e sorelle, non
siamo mendicanti, non siamo stranieri, noi siamo concittadini di Dio, figli e
figlie dell’Onnipotente, eletti prima della fondazione del mondo per essere
figli e figlie di Dio. Qui il nostro Signore è diventato garante, come garante del
Nuovo Patto, e dopo leggiamo nel verso 24: «egli invece, poiché rimane in eterno, ha un
sacerdozio che non si trasmette. Perciò egli può salvare perfettamente quelli
che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per
intercedere per loro.» Dunque,
non solo alla conversione, che noi siamo diventati proprietà di Dio, ma come
figli di Dio, se facciamo qualche errore, allora abbiamo un Avvocato che ci ha
dato piena salvezza. Nel Suo sangue c’era la vita, e noi dobbiamo credere con
tutto il nostro cuore, come è scritto in Levitico 17, verso 11: «La vita del
corpo è nel sangue,» così anche la vita divina era nel sangue divino che è
stato sparso per noi sulla croce del Calvario. Tutti voi sapete ciò che la
stampa, ciò che le persone si aspettano riguardo al nostro Signore; si potrebbe
rimanere sconvolti. Se viene detto qualcosa su un fondatore di una religione,
allora l’intero mondo è in tumulto. Riguardo al nostro Signore vengono dette le
cose più intollerabili, e nessuno rimane turbato. Ora viene mostrato persino un
film di questo uomo, Mel Gibson, e tutti voi avete sentito al riguardo, un
odiatore di Ebrei di primo rango, un Cattolico praticante che ha detto: «Io,
quale Cattolico ho sofferto nei paesi Protestanti proprio come Gesù ha sofferto
sotto i Giudei. E ora, dei gentiluomini a Gerusalemme hanno visto questo film e
l’hanno proibito, poiché hanno riconosciuto che questo film è diretto contro
gli Ebrei, e non ha nulla a che vedere con ciò che pretende di essere; tuttavia
il mondo è sedotto. Tutti voi avete sentito al riguardo, l’avete seguito,
quando lo stesso uomo che ha fatto questo film, mostrando la crocifissione del
nostro Signore, con tutta la brutalità come in realtà non è avvenuto. Egli è
stato fermato dalla polizia, ed egli ha imprecato sui poliziotti e ha detto:
«Voi dannati Ebrei.»
Lo stesso uomo che ha
fatto questo film riguardo a Cristo e alla Sua crocifissione, e che voleva
realmente colpire gli Ebrei; egli ha insultato i poliziotti che lo hanno
fermato mentre guidava in stato d’ebbrezza. E la prima cosa che ha detto ai
poliziotti: «Voi dannati Ebrei.» Si può già notare da quale spirito è condotto.
E dopo un fratello dagli Stati Uniti mi ha detto: «Sono stato al cinema sette
volte e ho visto questo film.» Io non devo vedere questo film neanche una sola
volta, io ho la crocifissione davanti ai miei occhi, noi predichiamo Gesù
Cristo il crocifisso, e sappiamo che è avvenuto per noi: «Dio era in Cristo
riconciliando il mondo a Sé stesso.» Non abbiamo bisogno di un film, non
abbiamo bisogno di derisione, abbiamo bisogno soltanto della vera proclamazione
della Parola di Dio, del nostro Signore. Qui abbiamo, Egli è diventato garante
di un patto migliore. E la Parola ancor più straordinaria è realmente scritta
alla fine della lettera agli Ebrei. Qui in Ebrei cap. 13 c’è una straordinaria
Parola, in Ebrei 13, il verso 8 ci è molto familiare, ma anche il verso 7.
Ebrei 13, verso 7: «Ricordatevi
dei vostri conduttori, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio;» che non
vi hanno raccontato storie né portato interpretazioni, ma che vi hanno
predicato la Parola di Dio «e considerando quale sia stata la fine della loro vita, imitate la
loro fede. Gesù
Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.» E dopo giunge l’ammonizione: «Non vi lasciate trasportare qua e
là da diversi e strani insegnamenti;» e dopo viene l’intera
ammonizione, e la descrizione, poi leggiamo nel verso 12: «Perciò anche Gesù, per santificare
il popolo col proprio sangue, soffrì fuori della porta.» E dopo la Parola è
indirizzata a noi: «Usciamo
quindi fuori del campo e andiamo a lui, portando il suo vituperio.»
Non siamo usciti da ogni
posto? e chi non è ancora uscito deve essere ancora buttato fuori. Noi non
possiamo rimanere in ogni posto fino alla fine, dobbiamo confessare il nostro
Signore, e dopo dice qui: «per santificare il popolo col proprio sangue.» Nel
verso 13, verso 13: «Usciamo
quindi fuori del campo e andiamo a lui, portando il suo vituperio. Poiché non
abbiamo qui una città stabile, ma cerchiamo quella futura. Per mezzo di lui,
dunque, offriamo del continuo a Dio un sacrificio di lode: cioè, il frutto di
labbra confessanti il suo nome!» Anche oggi noi daremo lode a
Lui con il frutto delle nostre labbra. Ma ora, alla Parola alla quale mi voglio
riferire, Ebrei 13 dal verso 20: «Or l'Iddio della pace che in virtù del sangue del patto
eterno (in virtù
del sangue del patto eterno) ha tratto dai morti il gran Pastore delle
pecore, Gesù nostro Signore, vi renda compiuti in ogni bene, onde facciate la
sua volontà, operando in voi quel che è gradito nel suo cospetto, per mezzo di
Gesù Cristo; a Lui sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen.»
Qui abbiamo il sangue del
patto eterno davanti a noi, e come abbiamo detto ieri, fratelli e sorelle, se
il Signore Dio già nell’Antico Testamento dovette lasciar passare oltre
l’Angelo della morte, a causa del sangue di un agnello che era stato messo
sugli stipiti. E quando il Signore Dio disse: «quando Io vedrò il sangue
allora passerò oltre a te.» E l’angelo della morte con tutta la sua ira non
poté fare nulla. Tutti i redenti tramite il sangue dell’agnello erano nella
casa, sotto la protezione del sangue. Tutti i redenti nel Nuovo Testamento sono
nella Casa di Dio, nella Chiesa del Signore, e noi siamo sotto il sangue,
tuttavia siate certi di essere nella Casa di Dio, che siete parte del tempio di
Dio. Non fate più tentativi da soli, lasciatevi piazzare da Dio nella Sua Casa,
nel Suo Tempio. Soltanto allora, quando tutti siamo arrivati all’unità della
fede, allora possiamo pregare di pari consentimento, e Dio scenderà, e spanderà
il Suo Spirito su ogni carne.
Lasciate che riassumiamo:
Dio ha fatto un patto con Noè, con Abrahamo, con Isacco, con Giacobbe. Dio ha
fatto un patto con Israele, e Dio ha detto nell’Antico Testamento: Quando vedrò
l’arcobaleno, allora passerò oltre a te. Fratelli e sorelle, giusto in
Apocalisse 4, noi abbiamo il Signore Dio sul trono, con l’arcobaleno sul Suo
capo, per mostraci ancora una volta il patto che Egli ha fatto. Apocalisse cap.
4, qui è scritto, leggiamo dal verso 1, Apocalisse 4, dal verso 1: «Dopo queste cose io vidi, ed ecco
una porta aperta nel cielo, e la prima voce che avevo udita parlante meco a
guisa di tromba, mi disse: Sali qua, e io ti mostrerò le cose che debbono
avvenire da ora innanzi. E subito fui rapito in ispirito; ed ecco un trono era
posto nel cielo, e sul trono v'era uno a sedere. E Colui che sedeva era
nell'aspetto simile a una pietra di diaspro e di sardònico; e attorno al trono
c'era un arcobaleno che, a vederlo, somigliava a uno smeraldo.»
Qui, dopo che sono state
rivelate le sette epoche della chiesa e proprio prima che fossero aperti i
sette suggelli nel cap. 5, il Signore Dio appare sul Suo trono con l’arcobaleno
sopra il Suo capo per dire: Voi siete il Mio popolo io ho indirizzato la mia
Parola a voi, ho posto il Mio Patto su di voi, siete la Mia proprietà per il
tempo e l’eternità. E dopo vediamo come nel profeta Isaia cap. 6, anche qui in
Apocalisse 4, l’esercito celeste grida ininterrottamente, nel verso 8 essi
gridano: santo, santo, santo è il Signore Onnipotente, che era, che è, e che ha
da venire. Fratelli e sorelle, noi viviamo in un tempo in cui Dio ha rivelato
Se Stesso. Anche al nostro caro fratello Branham nella nuvola soprannaturale,
nella stessa colonna di nuvola e fuoco che accompagnava il popolo di Israele al
tempo di Mosè. La stessa luce che Saulo vide sulla via per Damasco, la stessa
gloria di Dio che può concentrarsi in una nuvola affinché diventi visibile.
Anche il profeta Ezechiele vide la gloria di Dio al fiume Chebar. Ci sono stati
uomini sulla terra che sono stati collegati a Dio, che sono stati in comunione
con Dio e che ci hanno rivelato la Parola e le esperienze con Dio.
Fratelli e sorelle, ora
noi diciamo anche questo in chiusura di questo servizio. Se non potessimo dire
tutte queste cose che Dio ha fatto nel nostro tempo, allora i servizi non
sarebbero giustificati. Per grazia noi possiamo riferire riguardo a quello che
Dio ha promesso per il nostro tempo, e come Egli ha adempiuto la Sua Parola. Come
già menzionato: quando il tempo fu compiuto, non il vostro tempo né il nostro
tempo, ma al Suo tempo. Dio ha rivelato la Sua Parola, mandando il Suo
servitore e profeta, riportandoci indietro alla dottrina degli apostoli e dei
profeti, e così le originali antiche rovine possono di nuovo essere edificate
sopra il fondamento originale. E qui è necessario che non edifichiamo con
paglia e fieno, i fuoco porterà via ogni cosa che non può sostenere la prova.
Lasciate che enfatizziamo la fede che è stata purificata dal fuoco, vale a dire
quella fede che crede come ha detto la Scrittura. E dopo siamo di nuovo
indietro in Giovanni 7, verso 38: «Chi crede in me, come ha detto la
Scrittura.» Fratelli e sorelle, abbiamo
abbastanza motivo di ringraziare Dio, poiché Egli ha tolto da noi ogni giogo
umano e l’ha spezzato, Egli ha messo fine ad ogni confusione, e ci ha riportati
indietro a Gesù Cristo, che è la Parola. Piazzandoci insieme sotto il Suo
giogo, e la Parola che era nella Sua bocca non si dipartirà dalla nostra bocca,
verrà sui figli e i figli dei figli, e ognuno saprà che Dio ha parlato e la Sua
Parola dimora in eterno. A Lui, l’Onnipotente Iddio che ha fato un patto eterno
con noi, e che ci ha dato vita eterna per grazia, a Lui sia l’onore, sia la
lode ora e per tuta l’eternità.
Fratelli e sorelle, io
non so se siete consapevoli che la preparazione va avanti in ogni servizio, noi
non ci raduniamo mai invano, Dio ci parla sempre, siamo sempre portati avanti,
siamo fortificati nella Parola, fortificati nella fede, e possiamo camminare
avanti finché passeremo dal credere al vedere. Prendete la Parola, portatela a
casa, da Ebrei 13, considerate ciò nel vostro cuore: «Or l'Iddio della pace che in virtù
del sangue del patto eterno ha tratto dai morti il gran Pastore delle pecore,
Gesù nostro Signore.» Si, Egli ha avuto pure la stessa via con noi e vi
camminò. Noi siamo crocifissi con Cristo, siamo morti con Lui, siamo
risuscitati con Lui a nuova vita quale gregge riscattato, «vi renda compiuti in ogni bene,
onde facciate la sua volontà, operando in voi (operando in noi) quel che è
gradito nel suo cospetto, per mezzo di Gesù Cristo; a Lui sia la gloria nei
secoli dei secoli. Amen.» Alziamoci in piedi per
pregare. Cantiamo “Così qual
sono.”
[L’assemblea canta. –Ed.]
Fratelli
e sorelle, noi ringrazieremo Dio insieme, io so che siamo sopraffatti dalla
Parola, e nessuno può esprimere immediatamente la reazione a ciò. Tuttavia, sia
in silenzio o a voce alta, insieme alzeremo le nostre voci ringraziando Dio al
riguardo, che Egli ha benignamente guardato giù su di noi quale popolo del
Nuovo Patto, che Egli ci ha amati così tanto da andare sulla croce per noi,
quale Agnello di Dio, togliendo i peccati del mondo, togliendo anche i nostri
peccati. La lettera d’accusa è stata stracciata, grazia e salvezza ci è
accordata. Secondo la Scrittura: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò
compassione di chi avrò compassione.» Oggi in questo
servizio, se ci dovessero essere ancora amici che non hanno ancora la certezza
di fede di essere diventati proprietà di Gesù Cristo; cari amici, è scritto
che: «chiunque avrà invocato il nome
del Signore sarà salvato.» Anche oggi, anche oggi,
mentre tutti noi preghiamo insieme, invocate il nome del Signore Gesù Cristo
nella vostra preghiera, proferendolo ad alta voce. Questo dobbiamo farlo, se è
scritto: «chiunque avrà invocato il
nome del Signore,» questo non accade quando
rimaniamo in silenzio, ma quando si crede, in quel momento nel cuore, deve
essere proferito con le labbra. Così è scritto in Romani cap. 10: «Chiunque confessa Gesù come Signore e chiunque crede
nel suo cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti…» è una fede vivente in Colui che è morto per noi
e che vive per tutta l’eternità.
Oggi in questo servizio
nessuno se ne andrà a mani vuote, ognuno farà la Sua personale esperienza con
Dio, ognuno la porterà a casa. Io so che ci sono speciali richieste di
preghiera, anche per gli ammalati, che porteremo al Signore nostro Dio,
credendo che la guarigione ha avuto luogo sulla croce del Calvario, proprio
come la Salvezza, poiché Egli è stato ferito per i nostri peccati, Egli è stato
colpito, battuto, e le nostre malattie sono state poste sopra di Lui, affinché
noi per le Sue lividure fossimo guariti. Come è certo che il Signore ha sparso il
Suo sangue per noi, così è certo che noi siamo redenti. Come è certo che Egli è
stato schiacciato e battuto, si, letteralmente colpito finché divenne
sanguinante; Egli è stato ferito, così è certo che noi siamo guariti tramite le
Sue lividure. Il Signore Dio possa darci oggi un cuore riconoscente, essendo
riconoscenti per la redenzione tramite il sangue dell’Agnello. Riconoscenti per
la guida nella Parola e nella volontà di Dio. Riconoscenti che Egli ha aperto i
nostri occhi ed ha aperto i nostri cuori, dandoci intendimento per la
Scrittura. Ogni cosa è grazia, e per questo noi, oggi, in questo primo fine
settimana dell’anno 2007, oggi ringrazieremo Dio in vista dell’intero anno, che
andremo di gloria in gloria, di chiarezza in chiarezza, di potenza in potenza,
e con Dio continuerà sempre, come è scritto: «fino a quando spunti il giorno e la
stella mattutina sorga nei vostri cuori.» Al
nostro Dio e Signore, sia l’onore e la lode. Ed ora preghiamo insieme, il
fratello Russ verrà e pregherà con noi, e dopo alzeremo realmente le nostre
voci e ringrazieremo Lui. Alleluia. Di’ alcune parole se vuoi.
Fedele Signore, noi siamo riconoscenti per le Parole che abbiamo potuto ricevere oggi, naturalmente è il cibo spirituale, e noi siamo riconoscenti che il Signore l’ha preparato per noi, come l’ha mostrato in anticipo, il cibo spirituale doveva essere immagazzinato, è stato immagazzinato ed ora viene distribuito, e voi ed io possiamo esserne partecipi. Non siamo riconoscenti al Signore? Penso che tutti noi lo ringrazieremo, facciamolo insieme. Padre celeste, ti ringraziamo dal profondo del nostro cuore, anche per questa mattina Signore, per questo servizio, per la Tua Parola, specialmente per la Tua Parola. Tu ci hai parlato in modo potente attraverso la Tua Parola, poiché noi sappiamo che la Tua Parola è il Tuo parlare, una vivente Parola. Alleluia alla Tua Parola, ricevi la gloria, l’onore, la lode e l’adorazione. Benedici ogni continente, benedici ogni nazione, benedici, benedici, fallo per la Tua grazia, lo chiediamo nel Tuo meraviglioso nome di Gesù.
Lodate il Signore, ringraziamo il nostro Dio, glorificate il Suo santo nome, santo, santo è il Signore, la terra è piena della Sua gloria. Egli è la nostra lode, gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra. O Dio d’Abrahamo, Isacco e Giacobbe, Signore Dio Onnipotente, Tu sei in mezzo a noi, Tu hai il popolo del Nuovo Patto, la Tua Parola è nel nostro cuore e nella nostra bocca. Lode, onore e gloria, benedici in ogni posto, all’est e all’ovest, al nord e al sud, fai una breccia, un’effusione del Tuo Santo Spirito. Glorificate il Suo sangue, glorificate la Sua Parola, glorificate la Sua grazia.
Meraviglioso, meraviglioso Gesù è il Signore. Tu sei sul trono, Signore Dio Onnipotente, l’arcobaleno è sopra di Te e sopra il Tuo popolo, sopra la Tua Chiesa. Vieni sopra di noi con l’arcobaleno del Patto, sii Tu presente, o Signore nostro Dio. Dite ancora una volta: alleluia. Fratelli e sorelle, ricevetelo per fede, anche la Parola che è stata predicata oggi non ritornerà a vuoto, e possa essere adempiuto che la Parola del Signore, come era nella Sua bocca, nella bocca dei profeti, nella bocca degli apostoli, possa pure rimanere vera nella nostra bocca, che possiamo soltanto dire quello che ha detto la Scrittura, che la nostra fede rimanga ancorata in Dio e nella Sua Parola. Fratelli e sorelle, oggi Dio ha fatto grandi cose in ognuno di noi, e con noi Egli ha benedetto tutti quelli che ascoltano e che hanno creduto la Sua Parola, e hanno ricevuto la sua Parola. Dal lontano nord, dalla Finlandia, attraverso l’Europa dell’est, in tutto il mondo fino in Asia, in Africa, al Nord America, in ogni posto, nel Sud America, dappertutto, Dio ha il Suo popolo, fratelli e sorelle che sono uniti con noi e con Dio.
Il nostro unico desiderio è di raggiungere tutti quelli che appartengono alla Chiesa Sposa. Lasciate che sia ripetuto anche questo, come Eliezer, la sposa disse “si”, la sposa andò con lui per incontrare lo sposo. Così è oggi, in ogni popolo e lingua. Quelli che appartengono alla Chiesa Sposa sanno che Dio ha mandato il suo messaggero per chiamare, non per chiamare tutta la gente; il Vangelo è predicato a tutti come testimonianza, ma la Chiesa Sposa ascolta la chiamata dello Sposo, e anche noi possiamo dire come Giovanni in quel tempo: «questa mia gioia è ora completa.» Noi non lo diciamo soltanto, noi sappiamo e crediamo che facciamo parte della Chiesa Sposa per mezzo della Sua grazia, e per questo siamo veramente riconoscenti a Dio con tutto il nostro cuore e con tutta la nostra anima, al nostro Dio, al nostro Signore che siede sul trono con l’arcobaleno sopra il Suo capo. Egli ha parlato, ha mostrato a Giovanni cosa sarebbe accaduto, dopo sono stati aperti i suggelli, e lo stesso Dio è apparso al nostro fratello Branham, gli ha parlato, e nel marzo 1963 sono stati aperti i suggelli in modo soprannaturale. Un segno che noi siamo arrivati alla fine del tempo della grazia, poiché il Libro doveva rimanere sigillato fino al tempo della fine, e soltanto allora essere aperto e rivelato. E poiché siamo arrivati al tempo della fine, perciò Dio vigila sulla Sua Parola e adempie quello che ha promesso.
Fratelli e sorelle, queste non sono storie, questa è realtà divina qui sulla terra, nella Chiesa del Dio vivente, e noi siamo riconoscenti al riguardo, che abbiamo una parte diretta in quello che Dio fa nel nostro tempo. Se terminiamo con la frase, allora Dio possa darci grazia che ognuno di noi lo riconosca. Noi non viviamo solo nel tempo della fine, noi siamo arrivati alla fine del tempo della fine, il ritorno di Gesù Cristo è vicino, levate i vostri capi poiché sapete che la redenzione, si, la nostra redenzione è vicina, la redenzione del corpo, il mutamento del corpo, è vicino. Il nostro Signore non verrà troppo tardi, perseveriamo pazientemente finché vedremo le promesse di Dio adempiute, e tramite questo fare la volontà di Dio per mezzo della Sua grazia. A Lui, l’Onnipotente Iddio, che ha rivelato Se Stesso personalmente a noi in Gesù Cristo, a Lui sia la lode, l’adorazione ora e per sempre. Fratelli e sorelle, la presenza di Dio è in questo edificio, Dio è presente, io lo sento, tutti noi lo sentiamo, Dio è presente, lo spirito di Dio rimane sopra di noi. Grandi cose accadono in questo momento, tramite la potenza del sangue, della Parola e dello Spirito. Benedetto e lodato sia il nostro Dio anche per questo servizio che Egli ci ha dato tramite la Sua grazia, e possa giungere il momento in cui l’arcobaleno scenda pure qui in questo luogo, dove la nuvola di gloria è sopra di noi, e l’ultima pioggia possa cadere, che è stata promessa a noi prima del ritorno di Gesù Cristo il nostro Signore. Dio ci benedica, possa Egli volgere il Suo sguardo su di noi e dare a tutti noi la Sua pace, ora e per sempre. Amen.