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RIUNIONE KREFELD Sabato 31 Marzo 2007 Missionario Ewald Frank******* |
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Potete sedervi.
Ora invitiamo il fratello Frank a servirci la Parola.
Lode e ringraziamento siano al Signore nostro Dio per tutta la Sua grazia e fedeltà, e per il grande privilegio che anche oggi possiamo stare insieme in questo modo, ascoltando la Parola di Dio, credendola per fede, ricevendola, con il desiderio che ogni cosa che la Parola di Dio ci dice, e ciò che è promesso in essa, trovi realmente adempiuto con ognuno di noi. Abbiamo calorosi saluti, e vi diamo un caloroso benvenuto, abbiamo pure saluti dal fratello John da Bucarest, saluti dal fratello Stefano Genton, saluti dal fratello Lakna, saluti, si, da mezzo mondo. Saluti dal fratello Vallstrom, saluti dal fratello Graf, dal fratello Mutika da Joannesburg, saluti da Città del Capo, dal fratello Daniel, saluti dal fratello Manfred da Santiago, saluti da ogni posto. È così meraviglioso, dal fratello Rigober dal Benin, da Kinshasa, si, e da altre nazioni. E noi diamo pure il benvenuto a tutti quelli che sono qui oggi per la prima volta. Abbiamo il nostro caro fratello Bujor dal Ghana, e vorrei che egli si alzi in piedi, dovunque egli sia, fratello Bujor dal Ghana, questo è il mio amico, il papà dal nostro fratello Paul Bujor, che ieri si è sposato. Dunque, c’è stata l’occasione che il nostro fratello visitasse anche noi.
Dopo abbiamo qui il fratello Hilton da Città del Capo; dov’è il fratello Hilton, alzati in piedi, questo è il nostro fratello Hilton da Città del Capo. Dopo abbiamo qui il fratello Israel dal Canada, il fratello Israel dal Canada, Dio ti benedica in mezzo a noi. Abbiamo fratelli qui dall’Inghilterra, dalla Francia, dal Belgio, dall’Austria, dalla Svizzera, ed oggi abbiamo pure visite dalla Finlandia e dalla Svezia. Dio vi benedica. Dopo abbiamo visite dalla Polonia, il fratello Dujak dalla Polonia è qui, per favore alzati in piedi affinché ognuno possa vederti. Diamo semplicemente il benvenuto ad ognuno di voi. Dov’è il fratello? Non è ancora qua, dunque egli verrà naturalmente in ritardo. Dopo abbiamo qui due fratelli dal Marocco che ora abitano in Francia, ma entrambi vengono dall’Islam, ed anche per questo siamo riconoscenti che Dio chiama fuori da ogni popolo, lingua, da ogni religione, poiché così è scritto, che Dio vuole benedire tutti, questa è stata la prima promessa che il Signore fece ad Abrahamo: «in te saranno benedette tutte le famiglie della terra.»
Dunque, sentitevi a casa; dalla Repubblica Ceca, dalla Slovacchia, come già detto, dall’Austria, da ogni posto, Dio ci benedica tutti, dalle ricchezze della Sua grazia. Questa volta ho uno straordinario rapporto da darvi, dal mio viaggio missionario in America Latina. Fratello Leonard, per favore alzati in piedi, dov’è il fratello Leonard? Questo è il fratello Leonard Lifese da Brussel, insieme abbiamo fatto un viaggio, dal Messico in Guatemala, dopo in El Salvador; e la mia ultima stazione è stata a Lima Perù. Abbiamo sperimentato cose meravigliose. Insieme con il fratello Menat ero già stato in alcune nazioni e città, ma questa volta nel messaggio, erano tutte assemblee e fratelli che non avevo mai incontrato prima. Era una ricezione che raramente si può vedere, i cuori erano aperti, e così la Parola del Signore realmente per come si può valutare, ha compiuto all’istante ciò per cui è stata mandata. In particolare ringraziamo pure il nostro fratello Ervin Paceco che traduce in lingua spagnola, così ora abbiamo un grande numero di città e fratelli che sono stati aggiunti, che ora possono essere aggiunti a quelli di cui ci prendiamo cura. Siamo così felici al riguardo, che la Parola di Dio corre e l’umanità viene raggiunta. Oggi noi salutiamo pure da questo luogo tutti, in ogni popolo, lingua e nazione. Sono stati in molti a telefonare, oggi essi saranno collegati per testimoniare e sperimentare insieme a noi.
È stato sottolineato che vorrebbero vedere un filmato e non solo immagini fisse su internet. Tuttavia, anche riguardo a questo un giorno di questi ce ne occuperemo, per vedere di farlo così, abbiamo i nostri fratelli che si occupano di queste cose. Ora, forse qualcosa che mi è accaduta nel mio ultimo viaggio. Probabilmente l’ho detto prima, tuttavia in questo piccolo aggeggio ho tutti i 1159 sermoni del fratello Branham. E questa volta avevo con me questo aggeggio. Ed anche per la prima volta ho ascoltato sermoni e servizi del 1947 e 1948. Soltanto uno del 1948 lo conoscevo già, tutti gli altri, del 1947 e del 1948 erano nuovi per me, e ringrazio il nostro fratello Morvad di Zurigo che mi ha dato questo meraviglioso dono. E questo dispositivo si può portare in aereo, si può ascoltare, e la cuffia è molto confortevole. Ed io potrei, realmente potrei dire di aver ascoltato quasi giorno e notte, ed ho udito quello che non avevo mai sentito prima, ed ho sperimentato quello che mai avevo sperimentato prima in tale maniera, vale a dire, che il fratello Branham era guidato da Dio in tale maniera a proferire la guarigione agli ammalati. E tutti, senza eccezione, tutti erano guariti all’istante, questo si deve ascoltare una volta, come accadeva nel 1946, 1947 e 1948 e probabilmente 1949, come accadeva nel ministero del fratello Branham, e come egli, quasi in ogni sermone si riferiva alla sua chiamata, specialmente al 7 Maggio 1946, e in collegamento con questo, che gli fu detto: come a Mosè sono stati dati due segni, così sono dati due segni a te.
Ciò che mi ha impressionato in modo particolare, ciò che mi ha sopraffatto è che il fratello Branham ha detto: lo stesso Dio vivente che scese a Mosè e al popolo d’Israele quale Angelo del Patto, e che guidò fuori i figli d’Israele e li accompagnò, lo stesso Angelo, lo stesso Signore, lo stesso Dio è qui oggi su questa piattaforma. E accadeva, accadeva all’istante. Tutti voi sapete, la religione è anche nel Cristianesimo. Ma che Dio all’istante possa fare in modo che il cieco veda e lo zoppo cammini; che Dio all’istante guarisca cento, duecento, trecento persone, il fratello Branham pregava fino a tarda notte, ed accadeva. Io ho dovuto dire del continuo, questo in una misura simile, anche nei quattro Vangeli non è riportato in tale maniera, finché ho letto Giovanni 20, dove dice, «se fosse stato riportato tutto quello che ha fatto il Signore, allora la terra non potrebbe contenerne i libri.» E dopo ero di nuovo soddisfatto che Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno, e quello che faceva allora, questo accade nel nostro tempo, e questo ci sopraffà, questo ha qualcosa da dirci. Non era l’uomo era il Signore Dio, il Signore Dio che poteva usarlo in modo così meraviglioso. E cos’era collegato a ciò? Che la nostra attenzione fosse attirata alla Parola promessa, e con questo al messaggio dell’ora. E tutti noi sappiamo, Mosè naturalmente non prese i segni e la conferma per il suo scopo, ma affinché il popolo credesse che Dio l’aveva mandato.
Anche questo è stato continuamente enfatizzato, e, all’improvviso, realmente, quale rivelazione dal cielo blu, ecco come si potrebbe dire, accadde realmente con me, io ascoltavo continuamente e sentii che il fratello Branham diceva: “se credete che io sono il profeta di Dio”, ed anche “se credete che io sono da Dio, che Dio mi ha mandato…” ed io pensai dentro di me: gli uomini di Dio probabilmente avrebbero operato senza questa domanda. All’improvviso fuori dal cielo blu, tramite ispirazione venne a me il pensiero seguente: immaginate soltanto, se fossero venute persone nella fila di preghiera che avrebbero pensato in loro: “oh, questo è un ciarlatano”, e si sarebbe pregato su loro e sarebbero stati guariti, e dopo sarebbero ritornati a casa con il pensiero: “oh, questo ciarlatano ha fatto un bel lavoro”. No, Dio non da la Sua gloria ad un altro; i servitori di Dio hanno il diritto di chiedere: “Credi che io sono stato mandato da Dio? Credi che io sto qui tramite l’incarico di Dio?” Si, dunque, questo è stato realmente straordinario. Lo ripeto, immaginate soltanto, le persone sarebbero venute nella fila di preghiera ed avrebbero pensato in loro, questo o quello sarebbero stati in dubbio. Non è giusto questo, non è giusto, è questo uomo da Dio oppure non è da Dio. Allora, molto probabilmente non sarebbe accaduto nulla. Allora sarebbero ritornati a casa; ma non poteva accadere, e, affinché Dio potesse confermare la Sua Parola, perciò accadeva. Ed io sono semplicemente sopraffatto, nuovamente sopraffatto di quello che Dio ha fatto tramite la Sua grazia.
Al riguardo vorrei leggere dal Libro dell’Esodo, in Esodo cap. 4. Esodo cap. 4, verso 1: «Mosè rispose e disse: “Ma ecco, essi non mi crederanno e non ubbidiranno alla mia voce, perché diranno: Il Signore non ti è apparso”.» E collegato a ciò: “il Signore non ti ha mandato affatto. Essi non mi crederanno”, e dopo Dio diede la risposta: “Si, essi ti crederanno, Io ti darò due segni, se essi non crederanno il primo, allora crederanno il secondo. Verso 8: «Avverrà», disse il Signore, che, se non ti crederanno e non daranno ascolto alla testimonianza del primo segno…» Si trattava della convinzione. Dopo il fratello Branham enfatizzava Ebrei 11, verso 1, che la fede… Leggiamolo in Ebrei cap. 11, Ebrei cap. 11, verso 1, «Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.» Questa è la fede, Abrahamo non aveva ancora visto nulla, ma egli credette, e dopo lo vide. Verso 12 in Esodo cap. 4: «Ora dunque va', io sarò con la tua bocca e t'insegnerò quello che dovrai dire.»
E dopo il collegamento, abbiamo qui lo scopo del mandato; versi 22 e 23: «Tu dirai al faraone: "Così dice il Signore.» Mosè aveva il Così dice il Signore. Nella stessa maniera il fratello Branham aveva il Così dice il Signore. Lo stesso Dio, e come in quel tempo il mandato per la Chiesa d’Israele, fu indirizzato alla Chiesa d’Israele, così oggi, il mandato è indirizzato alla Chiesa del Dio vivente. In collegamento a questo, è scritto qui, la seconda parte. Dal verso 22: «Israele è mio figlio, il mio primogenito, e io ti dico: Lascia andare mio figlio, perché mi serva.» Tutte queste parole ci sono conosciute. Dopo, andiamo al condurre fuori, al condurre fuori. In Esodo cap. 14, qui dice, nel verso 18; Esodo 14, verso 19: «Allora l'angelo di Dio, che precedeva il campo d'Israele, si spostò e andò a mettersi dietro a loro; anche la colonna di nuvola si spostò dalla loro avanguardia e si fermò dietro a loro.»
Si potrebbe continuare a leggere; ritorniamo indietro in Esodo 4, qui l’angelo è il Signore Dio stesso. Esodo cap. 4, e qui leggiamo, no, è il cap. 3, Esodo cap. 3, verso 2: «L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco, in mezzo a un pruno. Mosè guardò, ed ecco il pruno era tutto in fiamme, ma non si consumava. Mosè disse: “Ora voglio andare da quella parte a vedere questa grande visione e come mai il pruno non si consuma”!» Ed ascoltate attentamente ora: «Quando il Signore vide…» L’Angelo del Signore gli era apparso come fiamma di fuoco: «Il Signore vide che egli si era mosso per andare a vedere. Allora Dio lo chiamò di mezzo al pruno e disse: «Mosè! Mosè!»
Fratelli e sorelle, cari amici, Dio rivela Sé stesso, e quando Egli appare nella forma di un angelo, allora Egli è ancora l’Angelo del patto, o il Signore Dio. Ora indietro, indietro in Esodo cap. 14, e qui giusto gli ultimi versi, gli ultimi versi. Esodo 14, dal verso 29, “I figli d'Israele invece camminarono sull'asciutto in mezzo al mare, e le acque formavano come un muro alla loro destra e alla loro sinistra.» Un miracolo, Mosè alzò il bastone, Dio divise il mare, e là vi erano due muri, uno alla destra e l’altro a sinistra, e i figli d’Israele attraversarono sulla terra asciutta. Tuttavia, ascoltate cosa c’è scritto qui nell’ultimo verso: «Israele vide la grande potenza con cui il Signore aveva agito contro gli Egiziani. Il popolo perciò ebbe timore del Signore,» ed ascoltate attentamente: «credette nel Signore e nel suo servo Mosè.»
Tutto il
mondo può dire: “io credo Dio”; tutto il mondo; ma credono realmente Dio?
Chiunque crede realmente Dio, crede le promesse che Dio ha dato, ed ha parte
nel loro adempimento. Ogni altra cosa è una fede che le persone mettono su.
Cosa dice il nostro Signore nell’evangelo di Giovanni? Nel cap. 14: «credete
in Dio e credete anche in me.» Si tratta di questo, che si creda Dio e si
riceva in tale maniera come Egli rivela e manifesta Sé stesso in quel momento.
Giovanni 14, verso 1: «Il
vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!»
Il popolo
d’Israele confidava in Dio, credeva in Dio, ma ora, Dio rivelò Sé stesso nella
carne, ora era stato adempiuto quello che Dio aveva predetto, ora il piano di
salvezza aveva preso forma, ora Dio era all’opera. E, è scritto: “Egli venne ai
Suoi e i Suoi non l’hanno accolto”. E perché essi non l’hanno ricevuto? Perché
non credettero al Suo precursore che preparava la via al Signore. Fratelli e
sorelle, noi potremmo leggere un gran numero di Scritture, per esempio, ben
conosciuta a tutti noi la Parola in 2. Cronache, 2. Cronache, giusto il verso
20, 2. Cronache verso 20: «La mattina seguente si alzarono presto e si misero in marcia verso
il deserto di Tecoa; mentre si mettevano in cammino, Giosafat, stando in piedi,
disse: «Ascoltatemi, o Giuda, e voi abitanti di Gerusalemme! Credete nel
Signore, vostro Dio, e sarete al sicuro; credete ai suoi profeti, e
trionferete.»
È proprio in quel modo, Dio non ha preso il vento e il sole per portare il Suo Messaggio al popolo, al Suo popolo. Dio sin da principio ha avuto profeti, e come è scritto in Ebrei cap. 1, dal verso 1, che Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti in diverse maniere, negli ultimi giorni Egli ci ha parlato nel Suo figlio. Ed è ancora scritto: «Ecco, Io vi mando il profeta Elia prima che venga il grande e terribile giorno del Signore.» Ed è ancora scritto: «Dio ha posto nella Chiesa: apostoli, profeti, pastori, insegnanti ed evangelisti.» Ed è ancora scritto in Matteo 23: «Ecco, Io vi mando profeti e scribi dei quali ne ucciderete alcuni.» Non si può mai mettere una parola contro l’altra parola. Si deve sempre avere il collegamento da una parola all’altra, e dopo riconoscere perché il Signore dice qui quello, e qui dice questo.
A chi Egli
ha parlato, come è la costruzione di ciò che Egli ha detto? La stessa cosa si
applica a tutti quelli che conoscono il Messaggio dell’ora, i quali credono che
il fratello Branham era l’uomo mandato da Dio. E tuttavia prendono alcune
enunciazioni così male fuori dal contesto e le distorcono per la loro
distruzione; e questo è il grande problema. Chiunque una volta da un’occhiata
alle nostre e-mail, le domande principali sono in merito ad Apocalisse 10, in
merito a 1. Tessalonicesi 4, in merito al ritorno del Signore. Fratelli e
sorelle, non c’è bisogno di essere predicatori, non c’è bisogno di essere
alcunché per comprendere che anche 1. Tessalonicesi 4 è molto chiaro, non è
persino permesso, non è persino possibile leggere qualcos’altro in ciò di
quello che è scritto là. E la principale faccenda è, in 1. Tessalonicesi, lo
dico giusto per tutti quelli che sono in difficoltà in tutto il mondo. E qui,
in 1. Tessalonicesi nel cap. 4, la faccenda principale è indirizzata a quelli,
si riferisce a quelli che dormono, tre volte è scritto di fila in merito a
quelli che dormono. E questo bisogna tenerlo a mente e considerarlo, bisogna
sapere qual è il soggetto, cosa è stato detto riguardo a questo soggetto, cosa
si tratta quello che Paolo scrive qui, 1. Tessalonicesi 4, dal verso 13: «Fratelli, non vogliamo che siate
nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono…»
Essi avevano difficoltà
riguardo a quelli che dormivano, cos’è accaduto loro, come sarà? e la risposta
fu: non vi preoccupate di quelli che dormono, Dio non ci ha lasciato all’oscuro
al riguardo. Continua: «affinché
non siate tristi come gli altri che non hanno speranza.» Perché
essere tristi, noi abbiamo una beata speranza, nel verso 14: «Infatti, se crediamo che Gesù morì e
risuscitò, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati.» Questo
è il soggetto: Quelli che si sono addormentati in Cristo, Dio li ricondurrà con
Lui. Perché dovremmo essere preoccupati al riguardo, Dio si è preso ogni
responsabilità per i vivi e per i morti. Naturalmente, e dopo continua dal
verso 15: «Poiché questo vi diciamo
per parola del Signore…» Questo mi piace sempre, «per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino
alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati.»
Questo è il soggetto, io non so di cosa i fratelli siano preoccupati, perché fraintendono così malamente il fratello Branham, il quale una sola volta in tutti i suoi 1159 sermoni ha detto che il grido in 1. Tessalonicesi 4 è il Messaggio. E da ciò essi deducono che dall’apertura dei suggelli il tempo della grazia sia passato e il Signore è già sceso. Certe volte si deve realmente rimanere calmi, chiedendosi: perché e come queste persone leggono la Bibbia, forse essi leggono la Bibbia con la loro mente, leggono ciò che ha detto il fratello Branham senza ricevere chiarezza dalla Parola, riguardo a cosa sia realmente il soggetto. E dopo, verso 16: «perché il Signore stesso, con potente grido…» Lasciate che sia il messaggio, e quando dopo il Signore viene, quando il grido esce, quando si ode la voce dell’arcangelo con la tromba di Dio, si, benissimo, se il grido era il messaggio e tuttora si ode, allora, sicuramente la voce dell’arcangelo non è stata ancora udita e neppure la tromba di Dio, e quelli che dormono non sono neppure qui. Allora, lasciate che siamo soddisfatti. Dopo ritorniamo alla Parola di Dio, alla semplicità, Dio è nella semplicità.
Ed è scritto qui che il Signore stesso scenderà; qui è scritto, bianco su nero, e i morti in Cristo risusciteranno per primi. Prima tre volte: quelli che dormono, un altro soggetto, non vi preoccupate di quelli che dormono, e dopo, quando il Signore ritornerà, allora quelli che dormono in Gesù saranno risuscitati per primi, e dopo noi che siamo in vita e rimaniamo, saremo mutati e radunati insieme con loro sulle nuvole per incontrare il Signore nell’aria. Per favore, fratelli in tutta la terra, ricevetelo, la Parola di Dio è sempre collegata alla realtà, il Signore porterà con Se quelli che dormono, i morti in Cristo risusciteranno per primi. Tutti voi sapete, attualmente tutti i santi perfetti non hanno ancora il corpo di resurrezione; essi hanno un corpo celeste, proprio come questo corpo, ma in questo corpo celeste non possono mangiare né bere, esistono semplicemente come tutti gli angeli, come tutti i cherubini e serafini. Ma nel momento del ritorno di Gesù Cristo il nostro Signore allora avrà luogo la risurrezione e dopo avremo un corpo di resurrezione, e saremo trasformati all’immagine di Gesù Cristo, e mangeremo e berremo di nuovo, e insieme con il Signore siederemo insieme con Abramo, Isacco e Giacobbe celebrando la Cena del Signore nella Gloria.
Dio l’ha fatto in questo
modo, e noi siamo felici al riguardo, e lo ringraziamo che Egli vigila sulla
Sua Parola per adempiere ogni cosa. Io penso pure ad un’altra Parola che è
stata continuamente messa in discussione; in 1. Corinzi cap. 7, tutti noi
sappiamo che qui parla riguardo al fatto che si davano risposte alle lettere,
Paolo rispondeva alle lettere, 1. Corinzi 7: «Or quant'è alle cose delle quali m'avete scritto…» E dopo
egli scrive le risposte finché egli giunge al verso 8, e qui… per favore
prestate attenzione a ciò che segue, quando Paolo dice: “questo dico io”, e
quando dopo dice: “non io, ma il Signore dice”. Anche qui si deve prestare
attenzione mentre si legge la Parola di Dio. 1. Corinzi 7, verso 8: «Ai celibi e alle vedove, però, dico che è
bene per loro che se ne stiano come sto anch'io.» Qui Paolo dice:
“Questo lo dico io, è bello, è buono se rimangono come me”. Egli naturalmente
non era sposato, era un suo diritto, ma quando continuiamo a leggere nello
stesso capitolo, allora egli dice, nel verso 26; 1. Corinzi 7, verso 26: «Io stimo dunque che a motivo della imminente
distretta sia bene…»
Dunque, è
stato scritto intorno al 70 d.C, quando i Romani avevano già distrutto
Gerusalemme, e c’era realmente una grande distretta in tutto il paese, ed egli
fece la raccomandazione a causa di questa situazione disperata. Se tutti
fossero vissuti in buona salute, allora egli avrebbero potuto dire certamente:
ti piace Maria? Sposala il più presto possibile. Tuttavia, ritorniamo indietro
alla cosa principale di questa domanda nel verso 10: «Ma ai coniugi ordino…» E dopo
viene la piccola correzione o l’enfasi: «non io ma il Signore.»
Ora egli si riferisce al Così dice il Signore. Quello che ora segue, non io dico, ma questo è il Così dice il Signore: «che la moglie non si separi dal marito,» Ed ora viene il verso che ognuno fino ad oggi fraintende, quelli che hanno trattato questo soggetto. Verso 11: «…e se si fosse separata, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito; e che il marito non mandi via la moglie.»
E sapete dov’è il problema qui? Che sin dal 1979 è stato interpretato in modo errato e viene semplicemente detto: “una moglie credente si può separare”. Ho fatto lo sforzo, ho dato un’occhiata all’enciclopedia, ho dato un’occhiata alla Brock House, ho esaminato anche studi Biblici, ho dato un’occhiata a questo soggetto, ed è scritto letteralmente: “se lei è già separata, allora rimanga senza risposarsi”. Qui non è una raccomandazione per il futuro, non uno schema per il futuro, ma se è già accaduto nel momento in cui questa lettera arriva alla chiesa, se è già accaduto, allora rimanga senza risposarsi o si riconcili al marito. Non è stato detto ad ogni moglie: se consideri di separarti da tuo marito, allora naturalmente puoi riferirti a 1. Corinzi 7, verso 11, vale a dire: se lei vorrebbe separarsi… E questa è la stessa menzogna satanica come fu detto a Eva nel giardino dell’Eden. Fratelli e sorelle, il momento è giunto in cui dobbiamo leggere la Parola di Dio in modo preciso, per comprendere realmente cosa è stato detto e cosa si intendeva. Ed anche con una simile Scrittura si deve andare in tutte le altre Scritture.
Dunque, possano i fratelli che hanno difficoltà con questo in tutto il mondo, possano sapere che qui è stato descritto quello che è già accaduto, e non che a qualche sorella sia dato il diritto di dire al proprio marito, “ascolta: ciao, ciao, io vado per le mie vie perché così è scritto, che si separi pure”. Non è scritto per il futuro, è scritto soltanto in riferimento al passato. E questo deve essere corretto in tutto il mondo, affinché le persone sappiano quello che è realmente scritto. Voi potete esaminare tutte le altre Scritture: «la moglie è legata tramite la legge di Dio finché ella vive.» Si devono prendere tutte le altre Scritture, se si prende solo una Scrittura allora abbiamo un grande problema, e specialmente quando il nemico ce lo interpreta in modo errato. Dunque, indietro alla Parola, e indietro in tutte le Scritture che trattano lo stesso soggetto, affinché siamo tutti ammaestrati da Dio, e veniamo all’unità della fede e della conoscenza. La stessa cosa è con Apocalisse cap. 10, non è persino necessario che qualcosa venga interpretata o rimanga sospesa in aria, ma che accada nella sequenza come è scritto là, vale a dire che, il Signore quale Angelo del patto scenderà, e quando qualcuno vi dice qualcosa, che i sette tuoni sono rivelati, ad un tale uomo potete realmente dirgli: allontanati.
Solo nel momento, ed io vi chiedo, per favore, fratelli e sorelle in tutto il mondo, possa esserci dato il timore di Dio davanti alla Sua Parola, affinché si possa realmente rispettare la Parola di Dio così come è scritta. Apocalisse 10 deve essere letto con una mente sana, e dopo si nota che soltanto allora, quando il Signore quale Angelo del patto mette i Suoi piedi sulla terra e sul mare, ruggendo come un leone, allora i sette tuoni faranno udire le loro voci. Per che cosa, a che pro tutte queste correnti, questi fuorviamenti, e dopo persino in riferimento al profeta. Fratelli e sorelle, il tempo è qui, lo dirò del continuo, anche il più grande profeta è solo un preparatore della via, solo lo Spirito Santo guida in tutta la verità; il grande profeta può predicare la più grande rivelazione, se lo stesso Spirito di Dio non riposa in noi e ci da la stessa rivelazione, che ne è allora? È proprio necessario avere un collegamento personale e una relazione con Dio. I profeti l’ebbero, il fratello Branham l’ebbe, Paolo l’ebbe. E noi abbiamo bisogno della comunione personale con Dio, le esperienze che ci sono riportate nella Sacra Scrittura. E dopo anche la fede che con il messaggio, il condurre fuori e la chiamata fuori hanno luogo, come allora con Mosè, così anche ora, con l’incarico era naturalmente collegato pure: «lascia andare il mio popolo.» E dopo leggiamo: «La Colonna di fuoco davanti a loro, e quando i nemici erano dietro di loro, allora la Colonna di fuoco andava dietro a loro per proteggerli, e Israele aveva la luce e i nemici erano nelle tenebre.»
Con il messaggio divino con il quale fu mandato il fratello Branham, ha avuto luogo l’uscita fuori da ogni schiavitù. Non più schiavitù, non più un giogo che ci sopprime anche dottrinalmente, ma essendo perdonati da Dio: «lascia andare il mio popolo, lascia andare mio figlio, lascia andare la mia chiesa, lasciali andare…» e questo accade ora, che il Signore chiama fuori la Sua Chiesa. Tuttavia il punto più importante è questo: fratelli e sorelle, che noi siamo collegati con Dio. E non dico questo per criticare, lo dico con una pena. Molti, specialmente i fratelli di lingua Inglese, e in particolare nel continente Nord Americano sono collegati al fratello Branham: “il profeta, il profeta, il messaggero, il messaggero”, e non conoscono il Dio del profeta, e quello che è stato detto lo fraintendono e dopo lo chiamano il messaggio dell’ora. Il messaggio dell’ora è in questo libro, qui non può essere cambiato nulla, niente può essere aggiunto, niente può essere tolto, qui è contenuto tutto il consiglio di Dio.
Il fratello Kupfer è venuto oggi nel mio ufficio, ed ha detto: “fratello Frank, ho letto il Salmo 33”, ed io gli ho detto: “fratello Kupfer, guarda qui, ho annotato il Salmo 33, l’ho già letto”; entrambi ci siamo rallegrati. Qui, nel Salmo 33, verso 10 fino a 12, dice: «Il Signore rende vano il volere delle nazioni, egli annulla i disegni dei popoli. La volontà del Signore sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d'età in età. Beata la nazione il cui Dio è il Signore.» E noi possiamo dire, “il Signore è il nostro Dio, il Signore è il nostro Dio”. Nella seconda parte del verso 12: «beato il popolo ch'egli ha scelto per sua eredità.» Il popolo che può dire: “il Signore è il mio Dio.” Che realmente possiamo diventare l’eredità, la proprietà di Dio, avendo fatto la nostra personale esperienza con il Signore. In 2. Corinzi cap. 5, Paolo scrive qualcosa di meraviglioso. E complessivamente la Sacra Scrittura è la Santa Parola di Dio. Tuttavia, ci sono passi che enfatizzano certi punti. 2. Corinzi cap. 5, dal verso 14. 2. Corinzi cap. 5, dal verso 14: «infatti l'amore di Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono; e ch'egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro.»
Ditemi: è questa la nostra decisione oggi? Che tutti noi vogliamo vivere per Lui? Per il nostro Signore che è morto per noi? Che possa essere detto di noi: “ora non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Fratelli e sorelle, vi dico ancora una volta, specialmente a tutti i nostri fratelli nel ministero su tutta la terra, chiunque è morto con Cristo non ha più la propria volontà, non ha più la propria conoscenza, egli non vuole conoscere più nulla, egli non conosce altro. Egli è ispirato da Dio, riceve la Parola rivelata, ed è guidato dallo Spirito Santo in ogni verità. Chiunque pensa, chiunque ancora pensa di conoscere qualcosa, io non so come sarebbe con una simile persona. Possa egli ascoltare ora, è accaduto nel 1976, quando abbiamo avuto qui una conferenza di predicatori, e un fratello da New York venne da me e disse: “Fratello Frank, vorrei predicare i sette tuoni”; dissi: “Benissimo, ma prima vieni con me in questa stanza di preghiera qui”; ed abbiamo fatto pure ciò, andammo là nella stanza di preghiera, ed io chiesi: “caro fratello, dimmi cosa sono i sette tuoni”, egli disse: “è molto semplice, 2. Pietro cap. 1, le sette virtù che Pietro elenca là, questi sono i sette tuoni”. Dissi: “oh, andiamo, tu non devi dirlo a nessuno, le sette virtù sono le sette virtù”. Alla fine, egli dovette persino ridere di sé per avere detto una simile cosa.
Tali persone io vorrei realmente averli tutti davanti a me un giorno, per richiamarli indietro a Cristo, per chiamarli indietro a Cristo non per seguire le proprie considerazioni, ma affinché credano la Parola di Dio, ed essere guidati dallo Spirito Santo nella Parola di verità. Qui, in 2. Corinzi 5, verso 16: «Talché, da ora in poi, noi non conosciamo più alcuno secondo la carne; e se anche abbiam conosciuto Cristo secondo la carne, ora però non lo conosciamo più così.» Anche noi fratelli e sorelle, non conosciamo più alcuno secondo la carne, crediamo che Dio fa ogni cosa nuova, e dove non è ancora accaduto, lì accadrà ancora, perché il nostro Signore dice: «Ecco, Io faccio ogni cosa nuova.» L’importante è che perdoniamo dove c’è qualcosa da perdonare, affinché noi siamo perdonati. Molto importante, chiunque pensa che qualcuno gli abbia fatto qualcosa che bisogna perdonare, andate e ditelo al vostro fratello o alla vostra sorella. Ed io sono convinto davanti a Dio, se realmente c’è una colpa, e se una trasgressione ha avuto luogo, e se qualcuno ha fatto qualcosa a qualcun altro, che tutti noi che siamo qui oggi, che possiamo dire con tutto il nostro cuore: “perdonami, non lo intendevo in quel modo”. Chiunque riceve perdono trasmette perdono. Ma qui nel verso 17: «Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura, (una nuova creazione); le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove.» Ed ora viene, verso 18: «E tutto questo vien da Dio…»
Chi possiamo allora glorificare, chi possiamo allora glorificare, se tutto ciò è l’opera di Dio, quello che accade con noi, in noi e attraverso di noi; ma tutto ciò è l’opera di Dio. Dunque, lasciate che Dio operi in noi, tramite il sangue dell’Agnello, tramite la Parola di Dio, tramite lo Spirito di Dio. Anche stasera, non solo osservare la Parola, ma sperimentarla. E, fratelli e sorelle, sotto la predicazione noi dobbiamo essere in accordo con quello che viene predicato e dire: “Caro Signore, opera in me, affinché possa accadere in me e con me, come leggiamo qui”. E dopo Paolo scrive la meravigliosa Parola, dopo che ha detto: «E tutto questo vien da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione, il ministero della riconciliazione. E continua qui, nel verso 19: «in quanto che Iddio riconciliava con sé il mondo in Cristo…» Ci ha riconciliati, non ci riconcilierà, è compiuto, ha avuto luogo: «non imputando agli uomini i loro falli.» Non imputando le trasgressione, «beato è colui i cui peccati sono perdonati e il cui peccato è coperto;» non rimescolando nel passato, ma ringraziando Dio per la riconciliazione, per il perdono, per la grazia e per la salvezza. E qui è scritto ancora di più: «ed ha posta in noi la parola della riconciliazione.» Verso 20: «Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo…»
Mosè era un ambasciatore, un mandato; i profeti erano dei mandati, Giovanni il Battista era un uomo mandato da Dio, Paolo, alla sua chiamata gli fu detto: “ovunque ti manderò, vale a dire lontano ai Gentili”. Il fratello Branham, un uomo mandato da Dio. Non possiamo ancora contare quanto spesso il nostro Signore disse quale Figlio dell’uomo, nel suo ministero Egli disse: «Colui che mi ha mandato è con me; colui che mi ha mandato è con me.» Come mandato Egli era profeta, poiché Mosè disse: «di mezzo ai vostri fratelli Dio vi susciterà un profeta come me.» Anche in merito a questo si deve realmente prestare attenzione in quale collegamento appartiene questa certa Parola. Quando il nostro Signore è Agnello di Dio, Avvocato, Mediatore, Re, Sacerdote e Profeta, tutti questi attributi ci sono mostrati qui in questo Libro. E dopo si deve vedere dove ciò appartiene. Tuttavia la cosa più importante è che noi ci lasciamo piazzare nel piano di salvezza, che possiamo aver parte in quello che Dio fa proprio ora, che possiamo sperimentare personalmente il perdono, la grazia, la riconciliazione, la salvezza; che possiamo dire: “io sono riconciliato con Dio”, e naturalmente anche con tutti quelli che ricevono riconciliazione, che possiamo trovare noi stessi di nuovo nella Sacra Scrittura, trovando noi stessi in una simile Parola.
Nel verso 20 continua: «Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro,» Dio esorta per mezzo nostro. E dopo: «vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.» Verso 21: «Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.» Questa è una straordinaria affermazione; non solo giustificati ma che possiamo essere fatti giustizia di Dio. Colossesi 1, in vista della Cena del Signore che avremo stasera. Colossesi 1, qui abbiamo le meravigliose Parole dal verso 14; in alcune Bibbie nel verso 14 manca quello che ora aggiungeremo qui: «In lui abbiamo la redenzione,» e qui dice nell’originale: «attraverso il Suo sangue.» Triste ma vero, qui manca nella mia Bibbia e in altre Bibbie. Qui appartiene: «In lui abbiamo la redenzione attraverso il Suo sangue, ed anche il perdono dei peccati.» E dopo viene elencato, elencato, e dopo nel verso 19: «Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli.»
È un’opera compiuta da Dio. Ed a questa Scrittura appartiene Efesini cap. 2, verso 3; Efesini cap. 2, dal verso 3, oppure il verso 4, è il verso 4: «Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo…» Noi eravamo morti nei peccati e nelle trasgressioni, e in Cristo, si, lo sperimentiamo ora, è accaduto per noi, quando il nostro Signore ha sparso il Suo sangue per noi sulla croce del Calvario, lì Dio era in Cristo riconciliando il mondo. Voi ed io, Egli ci ha riconciliati a Sé, tutte le nostre trasgressioni, tutte le nostre colpe, tutti i peccati Egli li ha posti sull’Agnello di Dio, affinché possiamo avere pace; si, affinché possiamo essere fatti giustizia di Dio, «ci ha vivificati con Cristo.» E dopo dice: «è per grazia che siete stati salvati.» Verso 6: «e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù.» Agli occhi di Dio la Chiesa è già perfezionata, davanti al trono della grazia, poiché è realmente un’opera compiuta per tutta l’eternità.
Qui appartengono ancora moltissime Scritture, anche riguardo all’elezione, riguardo alla predestinazione, in merito alla grazia che Dio ci ha dato. Giusto ancora due versi, uno da Pietro, qui in 1. Pietro, l’uomo di Dio ha scritto riguardo la redenzione, ed io chiedo a tutti, realmente a tutti quelli che sono qui oggi, che non hanno ancora finito con il passato, che non hanno finito con le difficoltà che li opprimono, quelli che vengono con questo. Per favore ricevetelo oggi come un dono di Dio, per ognuno di noi, per ognuno di noi è valido che siamo stati riconciliati con Dio in Cristo tramite la croce. Il sangue è stato sparso per il nostro perdono. 1. Pietro cap. 1, dal verso 18: «e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù.» Ed ora viene, proprio come noi siamo stati predestinati prima della fondazione del mondo, così è scritto qui dell’Agnello di Dio: «ma con il prezioso sangue.» E dopo: «Già designato prima della creazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi.»
Per voi, è accaduto a
causa mia e a causa vostra, è accaduto per voi e per me, ed è accaduto con voi
e con me; noi siamo crocifissi con Cristo, siamo morti con Lui, tramite il
battesimo siamo sepolti con Lui, e siamo risuscitati con Lui a nuova vita.
Tramite la potenza della resurrezione di Gesù Cristo. Nell’ultimo verso, qui
dice: «per mezzo di lui
credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria affinché la
vostra fede e la vostra speranza siano in Dio.» Si potrebbe leggere
il verso 23, si potrebbe leggere e ancora leggere. Andiamo in Apocalisse cap.
5, Apocalisse cap. 5 versi 9 e 10: «Essi cantavano un cantico nuovo, dicendo: «Tu sei degno di prendere il
libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai acquistato a Dio,
con il tuo sangue, gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione.» Amen,
alleluia, «e ne hai fatto per
il nostro Dio un regno e dei sacerdoti; e regneranno sulla terra.»
Fratelli e sorelle, è una redenzione compiuta; e per riassumerlo, la Parola di Dio c’è stata rivelata affinché non la interpretiamo più, ma riceviamo ogni cosa così come è scritta, stabilendo la connessione di Scrittura in Scrittura, ricevendola realmente come insegnamento da Dio, poiché così è scritto: «E tutti saranno ammaestrati da Dio.» Ed ecco come è scritto: «dal monte Sion uscirà l’insegnamento e da Gerusalemme la Parola del Signore.» Essa uscì, a Pentecoste ebbe luogo a Gerusalemme l’effusione dello Spirito Santo, la fondazione della Chiesa del Nuovo Testamento, tutte le dottrine, ogni cosa ci è stata data da Dio. Per favore, lasciate che non siamo solo spettatori e ascoltatori, ma chiediamo a Dio oggi, che accada qualcosa di soprannaturale con noi, che Dio oggi possa manifestare la Sua presenza, che realmente riceviamo la Parola per fede, e che sperimentiamo realmente le cose che Dio ha promesso. Il Signore è fedele, Egli ci aiuterà, Egli ci ha aiutati fino a questo giorno.
Giusto ancora una domanda: “quanti sono grati che Dio ci ha rivelato la Sua Parola?”, amen, amen, affinché possiamo essere realmente ammaestrati da Dio, essendo guidati in ciò. Ed io dico onestamente, sono riconoscente a Dio che non ho portato nulla con me, tutto ciò che abbiamo in questo luogo, questo l’abbiamo ricevuto da Dio. E questo semplicemente lo trasmettiamo e diamo tutta la gloria al Signore Dio, e siamo riconoscenti a Lui per tutti i servitori mandati, per tutti i profeti, per tutti gli apostoli, riconoscenti per l’Antico e il Nuovo Testamento, riconoscenti per aver mandato il fratello Branham. Tutti noi saremmo rimasti nelle tenebre, nessuno di noi avrebbe saputo quello che Dio ha promesso nella Sua Parola per questo tempo, e nessuno avrebbe potuto aver parte in quello che Dio fa proprio ora, se il Signore non avesse mandato il Suo servitore e profeta con il messaggio. Tuttavia, con la Sua dipartita il messaggio non è andato a casa, ci è stato lasciato e noi possiamo portarlo in tutto il mondo, e ringraziamo Dio che il preparatore della via è venuto e che possiamo camminare nella via stretta.
Fratelli e sorelle, oggi,
giusto ora avremo la Cena del Signore, tutti voi conoscete la Parola della
Scrittura in Matteo 26, conoscete la Scrittura in Marco cap. 14, conoscete le
parole di Paolo in 1. Corinzi cap. 10 e da 1. Corinzi 11; tutte queste
Scritture vi sono conosciute. Marco 14 è una delle maggiori Scritture che si
adatta in riferimento alla Cena del Signore. Marco 14, versi 22 e 23: «Mentre mangiavano, Gesù prese del pane; detta
la benedizione, lo spezzò, lo diede loro e disse: «Prendete, questo è il mio
corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero.
Poi Gesù disse: «Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per
molti.»
Tutti noi sappiamo, la coppa non è stata versata ma il sangue del patto è stato sparso sulla croce. Il vino fu bevuto come simbolo e in ricordo dell’opera compiuta di redenzione sulla croce del Calvario. E tutti noi che tramite il sangue dell’Agnello siamo stati redenti, e che abbiamo sperimentato il perdono e la grazia, partecipiamo alla Cena come pasto di ricordanza, poiché così è scritto: «fate questo in mormorai di Me, finché bevete, fate questo in memoria di Me.» Così è scritto qui, in Matteo 26, verso 26, e così è scritto in 1. Corinzi cap. 11; 1. Corinzi cap. 11, qui abbiamo le parole di Paolo che da un riassunto di quello che il nostro Signore ha già detto. Leggiamo 1. Corinzi cap. 11, dal verso 23: «Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.» Anche questo vogliamo fare stasera, benedetto sia il nome del Signore. Amen.
Forse ci alziamo in piedi e preghiamo insieme e dopo chiederemo alle nostre due sorelle di cantarci un cantico che si adatta per questa occasione. Prima ringraziamo: Padre celeste, Ti ringraziamo con tutto il nostro cuore per l’opera compiuta di redenzione sulla croce del Calvario. Caro Signore, io prego, chiedo perdono, perdono per ogni colpa, per ogni peccato, per ogni trasgressione. Perdonaci tutti, perché se Tu volessi imputare il peccato e la trasgressione chi potrebbe sussistere davanti a Te. E noi ricordiamo la Parola: «che perdona tutte le tue iniquità e che sana tutte le tue infermità, che redime la tua vita dalla morte e ti corona di benignità e compassioni.» Prezioso Signore, nell’Antico Testamento, era una profezia, nel Nuovo Testamento è l’adempimento. Noi Ti ringraziamo con tutto il nostro cuore e con tutta la nostra anima per quello. Caro Signore, possano tutti, anche il nostro fratello e la nostra sorella da Amburgo che sono qui oggi per la prima volta, possa il Tuo Spirito venire sopra di loro, sopra tutti noi, possano essi sperimentare e ricevere il perdono e la redenzione, la salvezza e la guarigione. Caro Signore, abbi la Tua propria via con ognuno di noi, e noi ti ringraziamo per la potenza del Tuo sangue, della Tua Parola e del Tuo Spirito. E Ti diamo la gloria nel nome santo di Gesù, alleluia, alleluia. “Oh Alleluia Tutto è Compiuto”.
[L’assemblea canta. –Ed]
Prima ringraziamo e poi potete cantare. Fratello Russ, per favore, prendete ognuno di voi il pane.
[Il fratello Russ prega. –Ed] Fedele Dio, Ti ringraziamo dal profondo del nostro cuore per l’opera compiuta che è avvenuta sulla croce del Calvario. Tu hai dato il Tuo corpo, sei stato percosso per te e per me, e questo è in ricordo di Te, questo pane rappresenta il Tuo corpo, è stato spezzato sulla croce del Calvario, Ti ringraziamo fedele Signore per questo pane, Ti ringraziamo per tutti quelli che ne sono partecipi, possano essi essere benedetti nel nome del Signore, il nostro Signore Gesù Cristo. Amen.
[Il fratello Smith prega. –Ed] Dio mio, lode, onore e gloria Ti è già stata data, Tu, oh Signore, Tu come corpo sei stato spezzato, così noi preghiamo, Ti chiediamo Signore di benedire questo pane che è qui in ricordo di Te, il Tuo corpo è stato spezzato, così anche noi spezziamo questo pane nella Tua presenza, e Ti chiediamo, ognuno che vi partecipa Signore, ognuno che Ti sperimenta, ognuno che è diventato Tua eredità, chiunque è partecipe d’esso, benedici dalle ricchezze della Tua grazia. Amen.
[Le sorelle cantano. -Ed]