IO SO

17 Aprile 1960 (Alba)

Tabernacolo Branham

Jeffersonville, Indiana, U.S.A.

 

Siamo certamente delle persone privilegiate per il fatto di essere qui, stamattina, di essere in vita sulla terra per vedere un altro grande momento di Pasqua. La Pasqua ci porta sempre qualcosa di così glorioso, delle nuove speranze. E, quant’è glorioso!

E stamattina, proprio nel momento in cui entravo nella stanza, là dietro, qualcuno mi è venuto incontro e ha detto: “Fratello Branham, lo conosci il bambino o, piuttosto, il fanciullo o qualcuno per cui si è pregato a Chautauqua, l'anno scorso, il quale doveva subire un’operazione al cuore, alle valvole o si doveva fissare piuttosto qualcosa?” Ha aggiunto: “Questo bambino è stato guarito e si trova seduto nell'edificio, stamattina”. Così, questo è molto bello; avremo, forse, una piccola testimonianza al riguardo, giusto prima di iniziare l'altro servizio. E, siamo veramente un popolo felice.

Adesso, chiederò al fratello Neville se vuole fare la lettura della Scrittura, in Matteo o in Luca, una di queste, sulla risurrezione, se non l'ha ancora letta. L'hai letta, fratello?  [Il fratello Neville dice: “No”. -Ed.] Così, nel frattempo che ci prepariamo per la preghiera...

Ed ora, dopo questo servizio, ci sarà il servizio di guarigione. Dopo che questo servizio sarà finito, andrete allora a fare colazione. E poi, in seguito, ritorneremo alle 9:30 e cominceremo un altro servizio. Seguiranno poi i servizi di guarigione e, infine, quelli di battesimo.

E, in quanto a questo, è un momento meraviglioso per il battesimo! Oh, la risurrezione! È per questo motivo che siamo battezzati, perché Lui è risuscitato.

Mi ricordo che, prima che avessimo il nostro battistero qui, avevo l'abitudine di portarli laggiù al fiume, di buon’ora, nelle mattine fresche ed un po’ glaciali, ed io battezzavo queste persone laggiù nel fiume. In ciò c'è qualcosa che rende questo un momento veramente sacro. La Pasqua, è un momento meraviglioso.

Guardavo il fratello Pat Tyler seduto laggiù.

Dicevo ieri sera, giusto a qualcuno che all'epoca della nostra ultima riunione a Oklahoma… ho provato a… provo adesso (ed io annuncerò questo) a mettere da parte il mio vecchio ministero di discernimento, finché Dio non mi chiami ad esercitarlo, perché intendo cominciare... il nuovo ministero sta per iniziare.

L'altra sera, senza che alcuno sapesse nulla, l'ho provato su un bambino che è venuto sulla piattaforma. Era nato cieco, un bambino; ed egli era totalmente cieco, era un ragazzo di circa sedici anni. E, subito dopo, esclamò: “Fratello Branham, io ci vedo”. Pat Tyler stava lì vicino, giusto accanto al ragazzo, nel momento in cui i suoi occhi si sono aperti per la prima volta nella sua vita. E così, credo che voi, qui, siate in grande attesa e mi aspetto che Dio faccia qualcosa per noi e che ci porti ad un livello più alto di quello in cui siamo stati. Chiniamo, adesso, i nostri capi per pregare.

Nostro misericordioso Padre celeste, essendo riuniti, stamattina, qui, nella piccola chiesa sul ciglio della strada, Ti siamo infinitamente riconoscenti per tutto ciò che questo significa per noi e, particolarmente, in questo mattino di Pasqua. Se non ci fosse stata una Pasqua, non saremmo nella condizione in cui siamo oggi. Questa Pasqua è ciò che ha sigillato tutte le promesse di Dio. Ce le ha confermate. Tutto ciò che Egli aveva promesso, è stato reso interamente reale a Pasqua. È uno dei più importanti giorni di festa che possiamo avere durante l'anno. Noi vorremmo chiederTi, oggi, Signore, di confortare i nostri cuori mentre siamo seduti, aspettando e sperando che lo Spirito Santo, che è venuto dopo la Pasqua, venga nei nostri cuori per confortarci e restaurare la nostra fede in grande e potente misura, affinché possiamo condurre la vita che Gesù ci ha ordinato di condurre.

Noi preghiamo per tutti, per ogni persona, specialmente per quelli che sono impediti e non possono assistere alle riunioni, ovunque siano, oggi. Dio, sii con loro. Possa questa essere una vera Pasqua per essi, che si alzino dai letti e che abbiano una nuova salute, tale come non l’hanno mai avuta prima nella loro vita. Concedilo, Signore.

Possa ogni predicatore, ogni servitore che Tu hai intorno al mondo, oggi, e che celebra questo grande memoriale, possa ognuno avere l'unzione, la forza e la potenza per portare alla propria assembla (le pecore che sono in attesa) il Cibo che Dio ha in serbo per il Suo popolo. Concedilo, Signore. Noi aspettiamo, umilmente, la nostra porzione, nel nome del Signore Gesù Cristo. Amen.

Adesso, chiederei al Fratello Neville di leggere i passi delle Scritture in merito alla risurrezione.  [Il fratello Neville dice: “Matteo 28” e legge la seguente Scrittura –Ed.]

Dopo il sabato, verso l'alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l'altra Maria andarono a vedere il sepolcro. Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e vi sedette sopra. Il suo aspetto era come di folgore e la sua veste bianca come neve. E, per lo spavento che ne ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte. Ma l'angelo si rivolse alle donne e disse: «Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto; venite a vedere il luogo dove giaceva. E andate presto a dire ai suoi discepoli: "Egli è risuscitato dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete". Ecco, ve l'ho detto». E quelle se ne andarono in fretta dal sepolcro con spavento e grande gioia e corsero ad annunziarlo ai suoi discepoli. Quand'ecco, Gesù si fece loro incontro, dicendo: «Vi saluto!» Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e l'adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea; là mi vedranno». Mentre quelle andavano, alcuni della guardia vennero in città e riferirono ai capi dei sacerdoti tutte le cose che erano avvenute. Ed essi, radunatisi con gli anziani e tenuto consiglio, diedero una forte somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: "I suoi discepoli sono venuti di notte e lo hanno rubato mentre dormivamo". E se mai questo viene alle orecchie del governatore, noi lo persuaderemo e vi solleveremo da ogni preoccupazione». Ed essi, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute e quella diceria è stata divulgata tra i Giudei, fino al giorno d'oggi. Quanto agli undici discepoli, essi andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro designato. E, vedutolo, l'adorarono; alcuni però dubitarono. E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente».

[Spazio vuoto sul nastro. –Ed.] ...aggiungere le Sue benedizioni alla lettura della Sua Parola.

Adesso, vorremmo annunciare ancora che i servizi del mattino riprenderanno alle 9:30, appena avremo terminato questo servizio mattutino. Noi chiamiamo questo, il nostro servizio dell’alba. Abbiamo delle grandi cose da riferirvi in merito alle riunioni precedenti. Vogliamo che, stamattina, voi tutti che siete malati ed afflitti, veniate con fede per credere che questo Gesù risorto vive oggi e che Egli è proprio lo stesso come Lo è sempre stato. Egli non è affatto cambiato.

Adesso, voglio leggere un breve brano della Scrittura che si trova nel capitolo 19 di Giobbe, cominciando dal verso 15.

I miei domestici e le mie serve mi trattano come un estraneo, ai loro occhi sono un forestiero. Chiamo il mio servo, ma egli non risponde; devo supplicarlo con la mia bocca. Il mio fiato è ripugnante per mia moglie, e sono nauseante ai figli del mio stesso grembo. Persino i bambini mi disprezzano; se provo ad alzarmi, parlano contro di me. Tutti gli amici più intimi mi hanno in orrore, e quelli che amavo si sono rivoltati contro di me. Le mie ossa si attaccano alla mia pelle e alla mia carne e non mi è rimasto che la pelle dei denti. Pietà di me, pietà di me, almeno voi, amici miei, perché la mano di Dio mi ha colpito. Perché mi perseguitate come fa Dio e non siete mai sazi della mia carne? Oh, se le mie parole fossero scritte oh, se fossero incise in un libro; se fossero scolpite per sempre su una roccia con uno stilo di ferro e col piombo! Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si leverà sulla terra. Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, nella mia carne vedrò Dio. Lo vedrò io stesso; i miei occhi lo contempleranno, e non un altro. Il mio cuore si strugge dentro di me.

Mi piacerebbe prendere come testo, tratto da questo capitolo 19 di Giobbe: “Io So”.

Il patriarca di quell’epoca era un po’ come noi, oggi. Aveva avuto delle serie afflizioni, delle “alte maree”, come noi le chiamiamo, ed egli era disperato. Per parecchi giorni, rimase seduto su un mucchio di cenere, ed egli provava a trovare delle parole che potessero consolarlo, provava a trovare qualcosa che potesse dargli coraggio, qualcosa che potesse confortarlo, poiché realizzava che la sua vita stava per lasciarlo.

Innanzi tutto, lui era un vecchio uomo di circa novant'anni, ed era stato colpito dalla mano di Dio. Adesso, sappiamo che Dio non l'aveva colpito con la Sua mano, ma aveva permesso a Satana di colpirlo. Dio si serve di agenti per eseguire certe cose. Se Dio vuole che arrivi una sciagura, Egli lascia semplicemente che sia Satana a farlo. E se vuole che sia fatto un bene, ha i suoi servitori che Egli manda per farlo.

E Satana avevano colpito Giobbe per un scopo: per provarlo, perché lui e Dio avevano avuto un dibattito. E Dio aveva detto a Satana: “Ho un servitore sulla terra, non c'è nessuno come lui. Qualsiasi cosa gli dica, lui la fa. È un uomo perfetto, un uomo giusto”.

Satana disse: “Se soltanto lo lascerai in mio potere, farò in modo che Ti maledica in faccia”.

Giobbe era ignaro di tutto ciò che accadeva. Ciò immerse il patriarca in un profondo sconforto. Tuttavia, in qualche modo, quando tutto gli fu portato via, egli conservava ancora la sua posizione in Cristo. Egli disse: “Io so che il mio Redentore vive”.

Adesso, noi passiamo per queste situazioni. Tutti noi vi passiamo. Ed io credo che, oggi, siamo riuniti qui per qualcosa di simile, per questo stesso scopo. Tutti noi siamo su un mucchio di cenere. Abbiamo le nostre afflizioni, i nostri alti e bassi, i nostri momenti bui, le nostre malattie, i nostri dispiaceri e le nostre delusioni. Così, veniamo in questa condizione questa mattina, in questo mattino di Pasqua, per trovare delle parole di conforto, come Giobbe cercava di trovarle dai suoi amici.

Nessuno di loro poteva consolarlo. A motivo delle sue afflizioni, essi l'accusavano di essere qualcuno che peccava in segreto. Tuttavia, in mezzo a tutte quelle difficoltà, Dio venne in suo soccorso.

Giobbe si poneva delle domande. Non solo perché sapeva che la sua malattia, le sue ulceri, la sua afflizione ed i suoi dispiaceri, la perdita della sua famiglia e di tutta la sua ricchezza, erano sul punto di togliergli la vita, ma sapeva pure di essere un uomo vecchio, in età avanzata, che si dirigeva verso la tomba; sapeva e credeva che c’era qualcuno che l'aveva posto sulla terra, non poteva essere venuto qui da sé. Egli sapeva di essere venuto da un padre e da una madre; tuttavia, questo padre e questa madre dovettero essere generati da qualcuno. E ciò lo riportò all'origine: “Chi generò il primo uomo?”

Ed allora, egli si stupiva di questo: “È una cosa strana che io sia qui a passeggiare, avendo una vita superiore a quella di un animale e una vita superiore a quella di una pianta”. Tuttavia, troviamo che Egli disse: “Se l'albero muore, vivrà di nuovo. Se un fiore muore, vivrà di nuovo”. Ma egli disse: “L'uomo si addormenta, spira e dov’è egli? I suoi figli vengono a piangerlo e rendergli omaggio ed egli non lo vede”. Così, lui si chiedeva: “Come è possibile che Dio possa lasciar rivivere una vita come quella dei fiori e delle piante, mentre l'uomo non può rivivere?” Tutto questo lo turbava.

E se arriviamo a questa conclusione, stamattina... ed è per questo motivo che siamo qui. Abbiamo ascoltato molte volte la storia di Pasqua e l’abbiamo letta dall'inizio alla fine; ed oggi, nelle vostre emissioni radiofoniche sentirete diversi ministri parlarne. Ma, la cosa a cui ho pensato, stamattina, per il piccolo gruppo che il Signore mi ha dato, è di parlarne da un diverso punto di vista, se posso, per arrivare a questo: perché passiamo per queste afflizioni? Cosa fa si che queste cose sopraggiungano? Perché un Cristiano dovrebbe essere sempre perplesso? Perché non deve scorrere tutto in modo perfetto per un Cristiano? Ma non è così, noi lo sappiamo.

E, talvolta, abbiamo più difficoltà quando diventiamo dei cristiani piuttosto che quando eravamo dei peccatori. Naturalmente, è scritto: “Molte sono le afflizioni del giusto, ma Dio lo libera da tutte”. Dio ha promesso molte afflizioni, dei sentimenti e delle cose strane che sarebbero al di là della nostra comprensione, tuttavia è sempre per il nostro bene. Non possiamo semplicemente comprendere ciò, perché se lo comprendessimo, allora non sarebbe più la fede per noi; cammineremmo secondo la comprensione. Ma noi lo facciamo e l'abbiamo, per fede crediamo secondo la Sua Parola che ciò coopererà per il nostro bene. Se potessimo comprendere ciò, oggi, questa mattina. Se potessimo comprendere che tutte le nostre afflizioni... e nessuno di noi è immune da ciò. Se potessimo renderci conto che queste cose cooperano al nostro bene...

In una delle Scritture, nella Bibbia, è scritto che le prove che vengono su di noi sono più preziose dell'oro stesso, perché è Dio che manda queste prove”. Dopo essere diventati Sua proprietà, la nostra confessione, il nostro battesimo e la nostra promessa di vivere per Lui… allora ciascuna prova che ci arriva è destinata a renderci perfetti per la Sua gloria. Questo è per portarci ad un livello in cui Dio possa diventare più reale per noi di quanto lo fosse stato prima che  venisse la prova.

Vorrei unirmi, stamattina, a Giobbe, per dire che ho vissuto abbastanza a lungo per sapere che è la verità. L'ho notato nella mia propria vita, che ogni volta che sopraggiunge una situazione grave, in cui non posso agire né passarvi sopra, Dio apre una via e ne è glorificato. Mi chiedo semplicemente come la Sua grazia faccia sempre ciò; tuttavia Egli lo fa.

E, ricordate, che in tutte queste cose, Satana prova a renderci nervosi ed a sconvolgerci, per indurci a pensare: “Oh! Perché è accaduto questo? Perché non sono stato così?”

Qualche giorno fa, quando sono uscito dal luogo più bello e magnifico che abbia mai visto in tutta la mia vita… era il grande edificio del nostro fratello Oral Roberts. Quando ho visto quel marmo solido, senza una finestra da nessuna parte ed il modo in cui questo era sistemato... Sono stato a Hollywood, sono stato nei palazzi reali, sono stato dovunque per quanto mi sia stato possibile, quasi nel mondo intero e in tutte queste belle case e luoghi lussuosi; ma non ho mai visto, da nessuna parte, qualcosa, un luogo che sia paragonabile a ciò. Come dei piccoli fili d’alluminio si intrecciano all'interno e, oh, in tutta la mia vita non ho mai visto niente di così magnifico. Quando entrai lì, strofinai con le mani quelle colonne e quel magnifico granito, il tutto nella forma di una trinità, di Padre, Figlio e Spirito Santo, le sculture, tutte quelle cose... Venivo giusto dal fratello Tommy Osborn ed ho visto, là, la sua importante ed imponente opera per il Signore.

Mi sono tenuto all'esterno, ho guardato di nuovo questo edificio ed ho pensato: “Oh Dio, certo, sono diventato un ipocrita, certo, sono diventato un reietto, da qualche parte; perché i ministeri di questi uomini sono usciti dal mio”. Pensavo: “Forse non sono tanto degno di fiducia, Signore, che non puoi affidarmi qualcosa così. Persino i pochi dollari che Tu mi lasci pagare per le campagne e altro, adesso essi cercano di mandarmi in prigione a causa di ciò. È perché sono un tale ipocrita o perché sono una persona non credibile?” Ero su un mucchio di cenere, come una volta lo era stato Giobbe.

Mentre ero là, all'esterno, potevo appena trattenere il fiato, a motivo di un tale splendore; come un povero ragazzo, nato in una caverna, un Pentecostale, sia potuto riuscire ad erigere un edificio tanto enorme... Ed io pensavo: “Oh Dio, forse non sono degno”.

Proprio allora, una piccola Voce si è fatta sentire lungo quei corridoi, e diceva: “Ma Io sono la tua parte”.

Allora pensai: “Oh, Signore Dio, allora lascia che rimanga così, Signore, perché non sarei abbastanza intelligente per dirigere una grande opera come quella per Te. Ed io sono un analfabeta. Ma, fintantoché Tu sei la mia parte, io sono Tuo e Tu mi condurrai. Non posso condurmi da me stesso. Ma, oh Signore, conducimi!”

Queste sono ore cruciali che ci spingono verso queste terre sacre. Ciò era nella Bibbia. E, ricordate, poco importa quanto sia grande l’afflizione, Satana non può togliervi la vita, fintantoché Dio non abbia finito con voi. Non c’è niente che possa accadervi a meno che Dio lo permetta. Nessuna sciagura può arrivare senza che Dio lo permetta. Ed Egli fa cooperare ciò per il vostro bene.

Riflettiamo: quando il diluvio si abbatté, per distruggere il mondo, ciò non poteva distruggere Noè. Noè non poteva essere distrutto, perché aveva un’opera da fare per Dio.

Un giorno, in una grande nazione, sotto una grande schiavitù, c'erano alcuni giovani Ebrei che noi conosciamo come Shadrac, Meshac e Abednego. Si arrivò ad un punto in cui loro dovevano prendere una decisione, qualcosa doveva essere fatta. Essi dovevano... la loro fede fu messa alla prova.

E quando la vostra fede è messa alla prova, allora non fallite. Restate solamente con ciò che credete.

Quando arrivarono all’ora cruciale, la loro fede fu messa alla prova.  Essi non passarono soltanto su un mucchio di cenere, ma entrarono pure in una fornace ardente. Ma Satana non poteva distruggerli, perché lo scopo di Dio non era stato ancora raggiunto. Loro potevano entrare là con questa speranza: “Io so che il mio Redentore vive”. Potevano entrare con questa speranza: “Siamo certi che Dio è capace di liberarci da questa fornace ardente, ma, anche se... non ci inchineremo davanti a questa immagine”.

Satana non poteva prenderli. Non poteva annegare Noè nel diluvio, né bruciare i giovani Ebrei fintantoché lo scopo di Dio non fosse stato raggiunto. Lui non poteva uccidere Giobbe con le ulcere e le afflizioni fintantoché lo scopo di Dio non fosse stato raggiunto. Neppure i leoni potevano divorare Daniele, fintantoché lo scopo di Dio non fosse stato raggiunto. La morte e la vecchiaia non potevano prendersi Abrahamo, fintantoché lo scopo di Dio non fosse stato raggiunto.

Ed essa non può prendere voi né me, fintantoché lo scopo di Dio non sia stato raggiunto nella nostra vita. Così, ne traiamo una consolazione.

E perché Dio fa arrivare le difficoltà? Dio attacca le difficoltà, mette dei morsetti nelle loro bocche e fa si che gli ubbidiscano. E queste afflizioni ci portano ad una comunione più intima con Dio.

Non c'era stato l’arcobaleno prima del diluvio. Ma dopo che Noè fu messo nella condizione in cui era, per navigare durante quaranta giorni e quaranta notti in una tempesta, mentre la piccola arca beccheggiava dall'alto in basso sull'acqua… Fu dopo che il diluvio terminò, che egli vide l’arcobaleno nella sua prima apparizione, il patto della speranza, il patto della promessa. Dopo che egli attraversò l’afflizione, vide allora la promessa.

Ecco il modo in cui vedete la promessa, dopo che siete passati attraverso l’afflizione. Mi piace questa poesia o questo cantico: “Devo essere trasportato in cielo su un letto fiorito e di tranquillità, mentre gli altri hanno combattuto per vincere il premio, navigando su dei mari insanguinati?”

Noi cerchiamo conforto e pace. Ma Dio ci dà il meglio che potrebbe darci. Le prove e le afflizioni che sono migliori del conforto e della pace. Il nostro conforto è al di là del fiume.

Fu solamente dopo che i giovani Ebrei furono costretti ad entrare nella fornace ardente, in una delle loro prove più dure, che videro qualcuno simile al Figlio di Dio che stava in mezzo a loro. La loro prova fece si che il Figlio di Dio stesse in piedi tra di loro nella cenere per allontanare le onde calde. Ma il Consolatore apparve solamente dopo che furono entrati nel fuoco.

Fu Daniele che aveva deciso nel suo cuore di non contaminarsi con le cose del mondo e che fu messo davanti ad una prova: o pregare Dio, o andare nella fossa dei leoni. Tuttavia, fu dopo che il fuoco fu acceso e che egli fu gettato nella fossa dei leoni, che vide l’Angelo del Signore, in piedi, accanto a lui, tenendo lontano… quella grande Colonna di fuoco stava tra lui e i leoni. I leoni non potevano divorarlo, perché lui era passato per delle prove, tentazioni e difficoltà. Sapeva che il suo Dio era capace di liberarlo da ciò.

Fu Abrahamo che, dopo aver visto che il suolo non era più fertile, che la siccità era venuta e che Lot si era separato ed era sceso per condurre una vita nelle delizie nel mondo, fu dopo avere sentito i lamenti e le grida dei suoi pastori a corto di pascoli per il suo bestiame, che restò, malgrado tutto, nel paese che Dio gli aveva dato e nel quale gli aveva detto di soggiornare. E così, quel giorno, fu dopo che lui era stato provato al punto che la sua pazienza stava per esaurirsi, dopo che le prove erano passate, che lui parlò faccia a faccia con Elohim sotto una quercia. Fu dopo che lui aveva sostenuto le sue prove, dopo aver attraversato le difficoltà, che Dio gli apparve, nella forma di un Uomo.

Si sedette là e gli disse che lui era sposato e che il nome di sua moglie era Sara. Gli disse che lei aveva riso di Lui, là dietro, dentro la tenda. Fu là che Abrahamo Lo chiamò “Elohim”. Fu dopo le prove e le afflizioni.

Oh! Se la chiesa potesse solamente svegliarsi, oggi, per vedere che è dopo le afflizioni, le prove, le derisioni e le beffe, cose per le quali la chiesa è passata, la chiesa Pentecostale, che vediamo Dio in mezzo a noi, compiere grandi segni e miracoli.

Dopo le fatiche e le difficoltà del giorno,

Dopo che tutto ciò sarà passato,

Allora vedremo infine Gesù. Mi aspetterà,

Gesù così bello e così fedele Sul Suo trono maestoso,

Ci accoglierà a Casa.

Dopo che il giorno sarà passato.

(Operiamo mentre è giorno.)

Tutti questi grandi uomini, ci prenderebbero una buona parte del nostro servizio della mattina, se ci mettessimo a menzionare il fatto che hanno attraversato delle prove e hanno visto Dio. Hanno attraversato delle prove e hanno visto gli angeli. Essi hanno attraversato delle prove, hanno avuto delle rivelazioni e hanno visto dei segni, dei prodigi ed altro. Ma, oh! Nessuno di loro vide ciò che Giobbe aveva visto!  

Tutti questi uomini, dopo aver visto gli angeli e Dio, dopo aver visto tutte queste cose, non hanno visto niente che potesse dar loro la speranza al di là della tomba. Ma Giobbe vide la risurrezione! Egli vide la Pasqua. Vide la cosa che conforta ogni cuore. Questo avvenne mentre esclamava: «Oh, se le mie parole fossero scritte oh, se fossero incise in un libro; se fossero scolpite per sempre su una roccia con uno stilo di ferro e col piombo!»

Vediamo, ciò... Tutto si era girato contro lui. Persino i suoi servi non gli parlavano. Sua moglie diventò una straniera. Lui si sedette là, su un mucchio di cenere. In questa grande prova, la chiesa venne e gli girò le spalle per sette giorni. Nessuno lo consolava.

Dunque, Egli dovette avere la visione di Pasqua, quando gridò: “Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si leverà sulla terra. Io so! Oh, se le mie parole fossero scritte, oh, se fossero incise in un libro; se fossero scolpite per sempre su una roccia con uno stilo di ferro e col piombo, perché io so che il mio Redentore vive! Io so! Io so!”

Cosa sai Giobbe? “Io so che il mio Redentore vive”. Avete notato che, non solo c'era qualcuno che era vivente, ma era il Redentore di Giobbe!

56 Oh! Benedetto sia il nome del Signore! Sono felice di far parte della Pasqua, di fare parte di questa risurrezione. E noi ne facciamo parte, stamattina, perché in noi, come partecipanti, abita la Vita di questa risurrezione che ha portato la Pasqua. “Io so che il mio Redentore...” Cosa sapete voi? Io non suppongo ciò; abbiamo molte supposizioni oggi. “Io so che il mio Redentore vive!” Sì, signore.

Adesso, cos’era Lui? Se Lui era vivente, era il Redentore di Giobbe. “Il mio”, pronome personale, “il mio Redentore vive!”

E, che altro sai, Giobbe, cos’hai visto in questa visione? “Negli ultimi giorni Egli starà sulla terra. Ed anche se i vermi distruggessero il mio corpo, tuttavia nella mia carne vedrò Dio, Lo vedrò io stesso. So che il mio Redentore vive e starà sulla terra nell'ultimo giorno. Anche se le mie reni si consumassero, anche se i vermi distruggessero il mio corpo, tuttavia, nella mia carne, vedrò Dio”. Lì c’era la più grande visione.

Daniele vide un Angelo. I giovani Ebrei videro il Figlio di Dio. Noè vide l'arcobaleno. Abrahamo vide Dio faccia a faccia. Ma Giobbe vide la risurrezione; Giobbe guardò avanti. Tramite le loro visioni e le loro rivelazioni, tutti i patriarchi ed i grandi santi della Bibbia aspettavano quel giorno, con una certezza, che essi avrebbero avuto un tempo di risurrezione.

Adesso vediamo aver luogo delle grandi opere. Vediamo la grande potenza di Dio. Vediamo le grandi cose che Egli ha potuto fare. Non potete guardare il sole e non riconoscere che è la potenza di Dio che fa girare questa terra intorno a questo sole. Non potete non vedere la primavera venire senza sapere che c'è un Dio. Quando vedete gli occhi dei ciechi e gli orecchi dei sordi essere guariti, sapete che è Dio. Ma che ne sarebbe se ci fosse tutto questo e dopo, una volta che moriamo, finirebbe tutto? Ma la risurrezione, la Pasqua… Oh! Ecco ciò che ha sigillato tutto ciò che Dio aveva sempre promesso, era la risurrezione.

Ed essi dovevano avere una crocifissione prima che voi potevate avere una risurrezione. Prima che la chiesa possa essere in grado di vedere la potenza di risurrezione, prima che possa vedere un nuovo ministero cominciare in me, prima che voi possiate entrare in una nuova comunione con Dio, ci deve essere una crocifissione di sé stessa affinché una risurrezione abbia luogo. Dobbiamo morire ai nostri propri pensieri, morire alle nostre proprie abitudini, morire a tutto ciò che ci circonda e passare attraverso le prove e le afflizioni, affinché possiamo vedere una nuova risurrezione, una nuova Vita. Prima che un peccatore possa diventare un Cristiano, deve esserci una morte, poi una risurrezione.

Prima che Abrahamo potesse vedere Elohim, ci vollero venticinque anni di prova. Prima che i giovani Ebrei potessero vedere il Figlio di Dio, dovettero entrare nella fornace ardente. Prima che Daniele potesse vedere l'Angelo, dovette andare nella fossa dei leoni. Prima che Giobbe potesse vedere la risurrezione, dovette passare di là e perdere tutto ciò che aveva; ma dopo, tramite una visione, egli vide!

E se tramite una visione Giobbe poteva tenersi così fermamente su una promessa, quanto più dovremmo fare noi, dopo che Cristo è risuscitato dai morti ed è diventato la Primizia di coloro che dormono ed ha mandato lo Spirito Santo su di noi come suggello della promessa, affinché anche noi avessimo la vita? “Poiché Io vivo, anche voi vivrete!” Vediamo operare la Sua grande presenza in mezzo a noi, facendo gli stessi segni e prodigi che Egli faceva sulla terra, dandoci la speranza. Resteremo allora sui nostri mucchi di cenere dopo essere arrivati alla risurrezione? Lasciamo i mucchi di cenere, oggi, con una nuova visione, con una nuova potenza, con una nuova determinazione per vedere Dio nella Sua Potenza. Vediamo avvicinarsi la risurrezione delle cose.

Siamo al tempo della morte. Siamo seduti alle porte della morte. Le nazioni si trovano alle porte della morte.

La Russia ha scoperto una nuova arma adesso, come ne avrete tutti sentito parlare alla radio e così via. Non hanno bisogno di venire qui per far saltare ciò con una bomba. Possono portare semplicemente una piccola cosa qui, introdurre le loro spie e lanciare una piccola cosa su ogni nazione, e tutto sarà paralizzato in 24 ore. Verranno e, quando vi sveglierete, ci sarà un russo che busserà accanto, una grande guardia russa che si impossesserà della vostra casa, che violerà vostra moglie, che getterà i vostri bambini sulla strada e occuperà la vostra casa. Possono farlo. Non perderanno una sola cosa. Essi hanno ciò. Nessuno sa cosa sia. Vedete? È tutto in via di sviluppo. Adesso, essi possono utilizzare ciò, senza temere nulla, perché nessun altro la possiede.

Non sappiamo come ciò verrà, cosa avrà luogo. Ma sappiamo una cosa, che siamo su un mucchio di cenere. La nazione è su un mucchio di cenere. Il mondo è su un mucchio di cenere.

E siccome il mondo è su un mucchio di cenere, sono così felice che lo Spirito di Dio possa venire e noi possiamo dire: “Io so che il mio Redentore vive e nell’ultimo giorno Egli starà su questa terra!” Uno di questi giorni Egli verrà! Non meraviglia che il poeta abbia scritto:

Vivendo, Egli mi amò; morendo, mi salvò;

Sepolto, portò via i miei peccati;

Risuscitando, gratuitamente mi giustificò per sempre,

un giorno Egli verrà, O glorioso giorno!

Ci fu bisogno prima di un Getsemani, dove dei grumi di sangue uscirono dalla Sua pelle. Ci fu bisogno di una crudele agonia, al Calvario, prima che vi fosse la prova di un Dio eterno il Quale poteva risuscitare dai morti. Ci fu bisogno del Getsemani e del Calvario per fare una Pasqua. Certamente.

Come questi apostoli, quel mattino, quando erano così scoraggiati, al punto che Pietro disse: “Sono veramente scoraggiato, credo che tornerò semplicemente a pescare. Tornerò laggiù. Io L'ho visto…”

Loro avevano delle grandi speranze, credevano e via dicendo, finché venne quel grande momento di tenebre. Che cosa faceva Dio? Lui stava portando questi apostoli su un mucchio di cenere. Li portava ad un punto dove avrebbero avuto la conferma della loro fede.

E Pietro disse: “Io L'ho visto operare dei grandi miracoli laggiù in Galilea. Ma, oh! Lui giace laggiù, morto e rigido, nella tomba! Credo che stamattina, andrò semplicemente al mare a gettare la rete, andrò a pescare. Forse, guardando laggiù dall'altro lato del mare, scoprirò... Ricordo di averLo visto, quando Egli ci aspettava sulla riva. Credo che scenderò semplicemente”.

E gli apostoli dissero: “Sai una cosa? Credo che verrò con te”. Oh! Essi erano tristi. Avevano pianto e i loro occhi erano gonfi.

Come sappiamo attraversare queste situazioni! Quanto lo sappiamo! Noi tutti siamo abituati a queste cose.

Mi ricordo quando deposi nella tomba una preziosa persona, laggiù nella cima della collina chiamata “Eastern” [Il cimitero dell'est –Ed.] o il cimitero di Walnut Ridge. Là, deposi una piccola bambina sulle braccia di sua madre. Ed io piangevo. Piansi talmente fino al punto da non avere più lacrime. Avevo fatto tutto il possibile, fino al punto di prendere una pistola, per tentare di suicidarmi. Stavo attraversando un periodo terribile. E fu in quell’ora, in quella piccola camera lassù, mentre ero in ginocchio, che i cieli si aprirono e io la vidi stare là nello splendore dell'immortalità. Fu in quell’ora che sentii le sue braccia cingere le mie spalle e dirmi: “Bill, tu non comprendi. Noi stiamo molto meglio di te”.

Vedete, ci vuole una crocifissione. Bisogna che il fiore sia schiacciato per estrarne il profumo. Bisogna che una vita sia schiacciata per tirarne fuori ciò che c'è di migliore. È la ragione per la quale Gesù doveva essere schiacciato per manifestare ciò che Lui era. Prima della crocifissione, Egli non poteva stare là e dire: “Ogni potere nei cieli e sulla terra è stato messo nelle mie mani”. Ma dopo la crocifissione, Egli poteva tenersi là e dire: “Ogni potere nei cieli e sulla terra è stato messo nelle mie mani”. Ma cos’è che ha recato ciò? C’è voluta prima la crocifissione.

Gli apostoli dovettero passare per l’oppressione e per la delusione. Loro videro il loro Salvatore, Colui che amavano e al quale videro risuscitare anche un morto dalla tomba. Lo videro fare ciò. E dopo pensavano: “Lui giace là, rigido nella tomba, stamattina”.

Queste persone che Gli videro aprire gli occhi dei ciechi e che Lo videro stare là e discernere i pensieri stessi che erano nei cuori delle persone, dissero: “Come faceva Egli a non sapere che quelli Lo avrebbero seguito?” “Perché non sapeva che Giuda Lo avrebbe tradito? Perché non sapeva che i soldati percorrevano la montagna laggiù, con bastoni, spade e altro per fermarlo, se poteva discernere i loro pensieri?”

Vedete, il Diavolo stava operando su di loro, mettendoli su un mucchio di cenere, perché avevano bisogno della testimonianza: “Io so” (non “io suppongo” o “forse è così”). “Io so. Io so”.

E ricordatevi che, allo stesso modo, queste prove vi sono inflitte affinché non diciate: “Ebbene, forse questo è vero, forse la Scrittura è vera, forse la guarigione divina è vera, forse lo Spirito Santo è vero”. Ma quando fate questa esperienza, lasciate questo mucchio di cenere,ricevete la rivelazione di Dio, per il battesimo dello Spirito Santo, e potete gridare: “Io so che il mio Redentore vive, perché Egli vive in me”.

Pietro disse: “Andrò a pescare”. Questi apostoli dissero: “Credo che verrò semplicemente con te”. Ed essi erano sul loro mucchio di cenere, laggiù in mezzo al mare, e le difficoltà continuavano a persistere. Ed io posso sentire uno di loro dire: “Oh! Come è potuto ciò accadere, Pietro? Come è potuta accadere una cosa simile, che un Uomo come Quello sia potuto morire? Come è stato possibile metterLo nella tomba, essendo quel che era? Come poteva Egli stare là e sopportare che Gli sputassero in viso, Gli strappassero la barba e che Gli mettessero questa corona sulla testa? Come poteva Egli, oh, ed essere sempre Dio? Non posso proprio comprendere ciò”. Oh! Quale delusione!

Tutto ad un tratto guardarono sulla riva e, là, videro ciò che Giobbe aveva visto quattromila anni prima, proprio lo stesso genere di rivelazione che aveva avuto Giobbe. Il Redentore stava là, vivente e pieno di vigore, stava sulla riva con un fuoco acceso ed un pesce che vi cuoceva sopra. Diciamo che li invitò.

Gesù ha una tavola apparecchiata

Dove i Santi di Dio vengono nutriti,

Egli invita il Suo popolo eletto: “Venite a cenare”.

Con la Sua manna ci nutre e supplisce ai nostri bisogni,

Oh! è buono cenare sempre con Gesù!

Quanto possiamo pensare a ciò, come ci fu bisogno di queste grandi cose! Come l'apostolo Paolo, questo grande apostolo che dovette passare i suoi momenti di agitazione quando assistette alla morte di Stefano e vide il suo piccolo viso guardare verso il cielo mentre le pietre lo colpivano. Ed avendo alzato gli occhi, egli disse: “Vedo i cieli aperti. Vedo Gesù in piedi alla destra di Dio”. Disse: “Signore, non imputare loro questo peccato”. E Paolo teneva i loro vestiti. Ciò deve averlo messo su un mucchio di cenere per delle settimane, faceva avanti e indietro al punto che la sua mente era inquinata e si mise in strada verso Damasco per provare di aprirsi una via di uscita, come un uomo che va a bere del whisky per provare di annegare il suo dispiacere.

Lui era in mezzo a ciò, quando una Voce venne dal cielo, una grande Luce brillò e disse: “Saulo, Saulo perché mi perseguiti?”. Egli Lo vide. Riconobbe che era Gesù il Risorto, Quello di cui lui ne aveva testimoniato la morte, era risuscitato.

Oh! Mi ricordo della mia propria vita, nella via della distruzione, quando sentii una dolce Voce: “Sono Gesù, ero morto, ma ora sono vivente per sempre. Poiché Io vivo, anche tu vivrai”. Da quel tempo, ponendo la mia mano nella Sua, mi affido a Lui nei momenti bui. Quando viene il momento in cui non so più vedere la strada che sto seguendo, confido sempre in Lui.

Ogni credente Cristiano deve essere portato in queste prove. Ogni credente Cristiano deve essere messo su un mucchio di cenere, affinché ne esca con un'esperienza: “Io so che il mio Redentore vive!”

Non veniamo semplicemente qui, stamattina, giusto per sederci e parlare di un affare passato, (il che è del tutto vero), ma veniamo qui, stamattina, con una testimonianza: “Io so che Gesù Cristo è il Figlio di Dio, lo so senza ombra di dubbio. So che è risuscitato dalla morte e che vive in me, oggi. È in me ed io sono in Lui. Sono coerede con Lui, nel Regno di Dio”.

La Pasqua! La Pasqua porta qualcosa di glorioso, una risurrezione, una nuova speranza. L'avete ricevuta stamattina? Ciò si trova nel vostro cuore? Sapete che il vostro Redentore vive e che fa cooperare ogni cosa?

Voi dite: “Fratello Branham, mi sono seduto qui, aspettando la fila di preghiera”.

Dio fa cooperare ciò esattamente al bene. Perché, l'altro giorno, questo prezioso ragazzino era cieco fin dalla sua nascita? Ciò è avvenuto affinché Dio ricevesse la gloria e che una città fosse scossa. Certamente, Dio sa ciò che fa. Dio lo sa. Ed Egli ci mette su un mucchio di cenere per mostrarci la Sua gloria.

Così, stamattina dico questo, amici. Dopo trent'anni di ministero, dopo trent'anni di duro lavoro nel campo, voglio dare la mia testimonianza  riguardo a questo. Ho avuto delle delusioni. Ho avuto dei momenti in cui ho chiesto, pianto e supplicato per delle cose, ma non le ho ottenute. Ma, se io aspetto pazientemente Dio, allora so che ciò funzionerà esattamente bene, si rivelerà completamente giusto, farà esattamente la cosa giusta.

Quando ho perso la mia bambina, la mia piccola Sharon... Quella fu una cosa che mi aveva fatto inciampare. Ho detto: “Come può ciò essere per il bene? Come può ciò essere per il bene?” E dei mesi più tardi, quando l'ho vista stare là in tutta la bellezza di una ragazza, parlarmi, stando accanto a quel vecchio carro rotto, là, compresi che se fosse vissuta, forse, avrebbe potuto condursi in modo errato.

Dio doveva riprenderla mentre lei era tenera e dolce. Io so che la rivedrò. So che la vedrò; lo so senza ombra di dubbio.

Penso a mia moglie che, all'età di ventidue anni, fu presa. Non era che una ragazza sebbene fosse già una piccola madre. Quando i giornali hanno messo come titolo: “Una giovane madre, la moglie di un pastore, è appena morta”. Oh, il mio cuore ha sanguinato! Non sapevo cosa fare.

Ma, oggi, so che tutto ciò cooperava per il mio bene. So che la vita doveva essere macinata, strizzata e spremuta, per farne uscire ciò che c’era all'interno. C'era all'interno troppo Branham, doveva essere spremuto prima che Dio potesse farsi conoscere.

C'era troppo di voi stessi, in voi, al punto che Dio doveva estrarlo attraverso delle prove. E mentre viene esercitata questa pressione… ciò è duro. Tuttavia, dopo un po’, i cieli ridiventano chiari e voi vedete il proposito di Dio. Allora gridate: “Io so che il mio Redentore vive e negli ultimi giorni Lui starà sulla terra! Anche se i vermi distruggessero questo corpo, tuttavia, nella mia carne, vedrò Dio!” Queste piccole prove ed altre cose sono solamente per un tempo, poi passano e spariscono. Ma arrivano solamente per il nostro bene e affinché Dio sia glorificato.

Possiamo chinare i capi solo un momento? Vorrei chiedere, prima della preghiera, se c'è qualcuno, qui, che vorrebbe essere ricordato con una parola di preghiera prima che terminiamo. Dio vi benedica. Quanti, qui, vorrebbero dire: “Voglio che al momento della mia prova, Dio mi dia una nuova esperienza affinché possa essere rinnovato?” Alzate la mano, dite: “Voglio che questa sia una risurrezione per me, una Pasqua, per risuscitarmi con nuove speranze, nuova potenza, una nuova salute ed una nuova gioia”. Il Signore vi benedica, mia cara gente.

Oh! Nostro Dio e Salvatore, Ti siamo molto riconoscenti per questa Pasqua, per quel che significa per i nostri cuori. E, per fede, noi vediamo laggiù, dall'altro lato del paese, la venuta del Signore Gesù, mentre Egli si prepara, indossando i Suoi abiti reali. E la Chiesa si sta vestendo, lo Sposo la sta vestendo del suo abito da Sposa. Lì ci sarà molto presto un grande incontro.

Questo mucchio di cenere non può rimanere per sempre. Mentre noi sentiamo le persone ridere, burlarsi di noi e chiamarci con questo nome scandaloso di “esaltati”, e burlarsi di noi, e dire persino che non siamo mentalmente a posto. Oh! Ciò non durerà per sempre, Signore. Nondimeno, lasciaci essere come Giobbe e serbare la nostra testimonianza. Facci essere come Daniele nella fossa dei leoni, come i giovani Ebrei nella fornace ardente, o come Abrahamo durante il suo viaggio.

Aiutaci, o Signore, a restare fedeli finché vedremo arrivare questa cosa gloriosa: “Quando la tromba suonerà e i morti in Cristo risusciteranno, noi viventi che  saremo rimasti, saremo cambiati in un istante, in un batter d'occhio”. Allora verrà per noi questa Pasqua di cui Cristo si è rallegrato quel mattino là, di circa 1900 anni fa, e Lui disse: “Poiché Io vivo, anche voi vivrete!”.

“Questo stesso Gesù che è stato tolto di mezzo a noi, ritornerà nella medesima maniera in cui se ne è andato”. Noi Lo vedremo, persino con le cicatrici nelle Sue mani e i segni delle spine sul Suo capo. Lo vedremo.

“Oh! Io Lo riconoscerò, Lo riconoscerò,

E redento, al Suo fianco starò”.

Sì, Signore, il mio povero cuore, come il mio corpo debole, comincia a curvarsi sotto il peso delle responsabilità e delle fatiche nel campo della mietitura, i campi di missione, gli alti e bassi e l'indifferenza dei ministri arroganti, da un posto all’altro e così via, e il disprezzo delle persone e dei poteri malefici... Ma, oh! Signore, un giorno scenderemo al fiume come Elia; vedremo laggiù, attaccato ad ogni cespuglio un carro di fuoco che ci porterà via. Lasciaci sapere che questi mucchi di cenere sono solamente dei veli che ci impediscono di vedere quella grande cosa che è proprio davanti a noi, questa grande gloria.

Possiamo noi, come Giobbe, restare fedeli finché Lo vedremo faccia a faccia. Possiamo essere così fedeli quanto il nostro Signore, il Quale è il nostro esempio, per andare al Calvario ed essere crocifissi, crocifissi con Lui, affinché possa esserci una risurrezione nella nostra vita. Concedilo, Signore.

Possano… se ci sono degli schernitori, qui, come nel caso di Paolo, una volta, che fu ridicolizzato, possano scoprire la Pasqua sulla loro strada del ritorno a casa, stamattina. Concedilo, Signore.

Noi preghiamo, Signore, che questa sia l’ora in cui saranno liberati coloro che sono su questo mucchio di cenere di distruzione e di malattia.

Ieri sera, parlando a questa piccola signora ed a suo marito, là, all'esterno, vicino la roulotte, in qualche modo, laggiù, a Phoenix, lui era in uno stato critico. Aveva questi enormi cancri su di lui, ed oggi è in perfetta salute e in una normale condizione. Ed il piccolo bambino che doveva essere operato al cuore è seduto qui, nell'edificio, stamattina, normale ed in buona salute. Un ragazzino cieco che camminava una volta nelle tenebre e non vedeva mai la luce del giorno, oggi cammina e vede la luce del giorno. E, oh! Dio, quanto Ti ringraziamo per questo! E tutti noi guardiamo al di là del velo, a questo glorioso giorno di risurrezione. Concedilo, Padre. Possano essi sapere che queste cose dovevano essere così affinché quel ragazzino cieco potesse vedere e il piccolo bambino che soffriva di complicazioni cardiache potesse dare una testimonianza agli altri. Tutte queste cose cooperano al bene di coloro che Ti amano.

Tutto è possibile per noi, perché Uno è stato ubbidiente durante la prova; è stato Qualcuno che ha resistito alla prova, era Gesù, Egli fu così ubbidiente al Padre che il Padre Lo risuscitò la mattina di Pasqua, perché non era possibile che Egli fosse trattenuto dalla morte. “Perché Io non permetterò che il Mio Santo veda la corruzione, né lascerò la Sua anima nel soggiorno dei morti”. Poiché Egli fu trovato fedele, facendo sempre ciò che piaceva al Padre.

Dio, possiamo noi essere sempre fedeli al posto di dovere. Poco importa quali siano le nostre prove e le nostre afflizioni. Possiamo noi essere sempre capaci di dire: “Io so che tutto coopera al bene per quelli che amano Dio”. Concedilo, Padre.

Benedici queste persone, stamattina, con le Tue benedizioni. Loro hanno lasciato di buon’ora le loro dimore e sono venuti al Tabernacolo. Sono venuti per essere confortati. Possano ritornare a casa, stamattina, con la potenza dello Spirito Santo che arde nei loro cuori, camminando lungo la strada, come quelli che venivano da Emmaus, dicendo: “Non ardevano i nostri cuori dentro di noi mentre Egli ci parlava per la via?” Concedilo, Padre. Io Te li affido, adesso, nel nome del Signore Gesù Cristo. Amen.

Molto bene, Fratello Neville. Ricordatevi adesso di queste riunioni.

Non avremo biglietti di preghiera, stamattina, poiché, se avessimo dei biglietti di preghiera… Fintantoché porterò le persone a stare qui, in questo modo, io conterò sempre su questo dono. Devo arrivare al punto da mettere ciò da parte e possa uscire di qui... Sembra che io abbia paura e tema di commettere un errore. Perdere una battaglia non significa perdere una guerra. Patton ha perso parecchie battaglie, ma non ha perso mai una sola guerra. È vero. Noi perdiamo pure molte battaglie, ma non perderemo la guerra. Commetterò molti errori, ma non perderò la causa. Dio ce l'ha data ed Egli se ne prenderà cura. Questa è l'unzione. E adesso, è tempo… credo che sia l'ora, ed io comincio, dato che oggi è Pasqua… voglio andare avanti, come ho fatto là, pregando per i malati. E se posso... È l'unzione. È qualcosa che deve accadere in me. Non sono troppo abituato a ciò. Viene in un modo che, forse non sono in grado di scoprirlo realmente bene, ma devo continuare ad avanzare finché conosca veramente ciò, ogni volta. Così, oggi proverò, per la grazia di Dio.

Il Signore vi benedica, adesso. Fratello Neville. Le riunioni inizieranno alle 9:30. Fratello Neville.

 

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