Ministero Profetico Apostolico della Bibbia

- La Pasqua -

Missionario Ewald Frank

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Signore e signori, è il fratello Frank che vi parla. Oggi tratteremo il soggetto della Pasqua, Pesach, Passover, svariati nomi che parlano dello stesso avvenimento e della stessa celebrazione. In Esodo cap. 12 noi troviamo numerose volte la parola Pasqua. Questo era veramente uno speciale avvenimento. Dio aveva fatto una promessa in Genesi cap. 15, verso 13, la promessa ad Abrahamo: “Dopo quattrocento anni, Io porterò il tuo popolo fuori dalla schiavitù”. E dopo che i quattrocento anni erano passati, Dio si ricordò della Sua promessa che Egli aveva fatta ad Abrahamo e alla sua progenie. Ed il Signore Dio apparve a Mosè nel pruno ardente, parlandogli e dicendogli: “Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo santo”. Poi noi sappiamo come Mosè, quale profeta di Dio fu mandato a Faraone per domandare: “Lascia andare il mio popolo”.

Qui noi abbiamo il comando: “Lascia andare il mio popolo”. E dopo tutte le piaghe accadde qualcosa, il Signore parlò a Mosè in Esodo cap. 12, dandogli delle istruzioni precise di come la liberazione del popolo di Dio, il popolo d’Israele, avrebbe avuto luogo, come ogni famiglia avrebbe dovuto radunarsi, uccidere un agnello, mettere il sangue a sinistra e a destra, e in alto sugli stipiti, e mangiare la carne dell’agnello.

E poi il Signore disse: “Quando vedrò il sangue passerò oltre”. Tutti gli altri, tutte le famiglie in Egitto furono colpite ed i primogeniti morirono. Ma ovunque il sangue fosse stato applicato, non c’era distruzione, né morte che potesse accadere, perché il sangue era là, l’agnello era stato ucciso. E qui è scritto, in Esodo cap. 12, verso 11: «Mangiatelo in questa maniera: con i vostri fianchi cinti, con i vostri calzari ai piedi e con il vostro bastone in mano; e mangiatelo in fretta: è la Pasqua del Signore, la Pasqua del Signore». Nel verso 13: «Il sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete; quand'io vedrò il sangue, passerò oltre…» “Passerò oltre”, senza colpire, senza distruggere, senza uccidere, semplicemente passando oltre, perché il sangue era stato applicato. E perciò è la più grande delle tre feste in Israele. La Pasqua, Pesach, Passover significa passare oltre, senza colpire. L’intera casa era protetta, l’intera famiglia, i primogeniti erano protetti dal sangue dell’agnello. E questo era già un segno che l’Agnello di Dio sarebbe venuto e soltanto coloro che sono sotto il sangue, che ricevono il perdono dei loro peccati tramite il sangue versato sulla croce del Calvario, sono protetti. E quando i grandi giudizi colpiranno la terra, coloro che sono redenti tramite il sangue, in quel tempo saranno nella gloria.

Persino se continuiamo a leggere nel cap. 12, possiamo vedere lo scopo divino di quella grande celebrazione, era il più grande giorno nella storia dei Giudei. Come ho già menzionato, Dio aveva fatto una promessa ad Abrahamo, poi ad Isacco, poi a Giacobbe, ed ora il tempo era giunto per adempiere quella promessa. Ed è assolutamente meraviglioso credere le promesse di Dio e poi vedere il loro adempimento. Ma come abbiamo pure letto, noi dobbiamo fare ciò che Dio richiede, non possiamo avere le nostre proprie vie, la nostra protezione, la nostra religione, no! Dobbiamo seguire le istruzioni di Dio, dobbiamo venire nella via di Dio, dobbiamo realizzare ciò che Dio ci ha promesso.

Pasqua. Qui è scritto, nel verso 21: «Mosè dunque chiamò tutti gli anziani d'Israele e disse loro: “Andate a procurarvi degli agnelli per le vostre famiglie, e immolate la Pasqua”». Era l’agnello di Pasqua, non solo la Pasqua, ma l’agnello che era stato ucciso, era necessario affinché l’angelo distruttore non recasse alcun danno a quella casa ed a quella famiglia.

Così, noi comprendiamo per la grazia di Dio, persino l’applicazione dall’Antico al Nuovo Testamento. In 1. Corinzi cap. 5, l’apostolo Paolo scrive così: «Il vostro vanto non è buono. Non sapete che un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta?» Se ritornate in Esodo cap. 12, loro dovevano mangiare per sette giorni del pane non lievitato, in collegamento con l’agnello ucciso, affinché la Pasqua potesse aver luogo. Ora, nel Nuovo Testamento l’applicazione va all’Agnello di Dio, a Gesù Cristo il Figlio di Dio e poi a tutti coloro che credono in Lui. E perciò, l’apostolo scrive: «Il vostro vanto non è buono. Non sapete che un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta?» E poi l’ammonizione: «Togliete via dunque il vecchio lievito, affinché siate una nuova pasta, come ben siete senza lievito; la nostra pasqua infatti, cioè Cristo, è stata immolata per noi».  Qui, nel Nuovo Testamento, Cristo è la Pasqua, e la lezione è profonda: «Togliete via dunque il vecchio lievito».

Ora, ognuno sa che il fratello Frank predica la Parola di Dio senza alcun compromesso. Perciò, deve essere detto che dobbiamo uscire da ogni religione, da ogni denominazione, perché c’è del lievito in ciascuna di esse, e dobbiamo essere acquistati, dobbiamo essere purificati e dobbiamo avere un nuovo inizio senza alcun lievito. E qui è scritto che persino Cristo, la nostra Pasqua è stato immolato per noi, e noi dobbiamo accettare le istruzioni divine di Dio e gli ordini, per togliere tutti gli insegnamenti, per togliere tutte le pratiche, per togliere tutte le cose che abbiamo ereditato ed iniziare di nuovo con il Signore Gesù Cristo. Senza mischiare il vecchio con il nuovo, ma togliere il vecchio lievito ed essere una nuova creatura in Gesù Cristo, il nostro Signore. Qui è scritto: «…la nostra pasqua infatti, cioè Cristo, è stata immolata per noi». E noi siamo santificati soltanto in Lui, non c’è salvezza, né giustificazione, niente al di fuori di Cristo.

Soltanto in Gesù Cristo noi abbiamo il perdono dei nostri peccati, la redenzione. Soltanto in Cristo noi abbiamo la Vita Eterna, ed è per questo che la Parola di Dio dice in 1. Giovanni cap. 5, versi 11 e 12: «Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita».

E, amici, noi possiamo vivere in eterno soltanto se abbiamo ricevuto vita eterna. E la morte non da la vita eterna. Soltanto Gesù Cristo ci da la vita eterna. E perciò, dobbiamo prepararci nel tempo della nostra vita per incontrare il Signore nella gloria, dobbiamo venire per trovare la strada stretta e la porta che conduce al cielo. Poi è scritto qui, in 1. Corinzi 5, nel verso 8: «Celebriamo perciò la festa non con vecchio lievito, né con lievito di malvagità e di malizia, ma con azzimi di sincerità e di verità». Che messaggio, che ci collega con Esodo cap. 12, quando Dio adempì la Sua promessa e portò il Suo popolo fuori dall’Egitto dopo quattrocento anni di schiavitù. Ed il Signore disse: “Uccidete un agnello, mettete il sangue sugli stipiti e sull’architrave, e quando Io vedrò il sangue…” L’angelo della morte non avrebbe colpito, la famiglia era salva, il primogenito era salvo, nulla sarebbe accaduto a coloro che erano sotto la protezione divina.

Noi tutti ricordiamo, almeno io, la seconda guerra mondiale, quando le persone cercavano di proteggersi dalle bombe. E, amici, la distruzione verrà sulla terra, non ci sarà un luogo sicuro sui cinque continenti, no e ancora una volta no. Soltanto in Cristo noi siamo al sicuro. E dunque, prima che il sole sia mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno del Signore, prima che i giudizi colpiscano la terra, il Signore Gesù ha fatto una promessa: “Io vado a prepararvi un posto, poi ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi”. Il tema principale e il messaggio di oggi è in merito alla seconda venuta di Cristo e alla nostra preparazione; e l’essenza del messaggio è come è stato allora. Noi dobbiamo essere redenti, dobbiamo riconoscere che l’Agnello di Dio è stato ucciso ed il sangue deve essere applicato. Soltanto allora abbiamo redenzione, abbiamo liberazione, abbiamo sicurezza, soltanto allora il Mar Rosso si aprirà, soltanto allora avremo un libero esodo ed il nemico potrà essere dietro di noi, ma il Mar Rosso si chiuderà, tutti i nemici annegheranno e noi proseguiremo per entrare nella terra promessa.

Dunque, la Pasqua per i Giudei fino a questo giorno è una delle più grandi celebrazioni, per ricordare il grande giorno, il grande giorno in cui gli israeliti furono portati fuori dall’Egitto, quando Dio adempì la Sua promessa, quando l’agnello di Pasqua fu ucciso ed il sangue fu applicato. Che lezione! E qui, noi comprendiamo la celebrazione che i Giudei hanno fino a questo giorno, che ricorda loro ciò che accadde nei giorni di Mosè. Ma noi, quali credenti del Nuovo Testamento, abbiamo una seconda celebrazione, una seconda commemorazione di ciò che accadde quando fu fatto il Patto del Nuovo Testamento, e quando Cristo, l’Agnello di Dio fu immolato sulla croce del Calvario, quando il Suo sangue fu sparso, il sangue del Nuovo Patto.

Ora, il nemico deve passare oltre, è impossibile, egli non può passare attraverso il sangue, è impossibile, no. Noi siamo redenti e proseguiamo in questa via finché saremo portati nella gloria. Dunque, non solo la Pasqua, la Pasqua, no, ciò non è sufficiente. Io sono riconoscente per la Pasqua, ma sono riconoscente per l’Agnello di Pasqua del Nuovo Testamento, quando la nostra redenzione è stata compiuta in modo completo. Non solo la Pasqua, ma un totale perdono, una totale redenzione, una nuova vita ci è stata data tramite la grazia di Dio per mezzo di Gesù Cristo, l’Agnello di Dio. Se leggete Giovanni cap. 1, due volte Giovanni indica Gesù Cristo, dicendo: “Questo è l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”. E poi, quando giunse il tempo, il nostro Signore e Salvatore fu crocifisso e diede la Sua vita, sparse il Suo sangue per la nostra redenzione. Noi siamo figli di Dio, perché il Figlio di Dio ci ha redenti. E attraverso il Figlio di Dio, tutti coloro che credono in Gesù Cristo come loro personale Salvatore, vengono riportati nell’ordine divino di figli e figlie di Dio, pienamente giustificati, santificati e perfezionati tramite la grazia di Dio, non tramite la vostra scelta o tramite le vostre opere, ma tramite la grazia di Dio. Per noi non è soltanto una celebrazione, è un’esperienza, è la salvezza della nostra anima, qualcosa di veramente prezioso. E come gli israeliti dovevano celebrare sette giorni e mangiare del pane non lievitato, così alla Chiesa del Nuovo Testamento, lungo le sette epoche della chiesa, non è permesso che alcunché sia lievitato, ma che sia non lievitata la pura Parola di Dio, riconoscendo che l’Agnello di Dio è stato immolato, riconoscendo che siamo stati redenti.

Dunque, cari amici, non dobbiamo fermarci alla Pasqua, dobbiamo prendere la lezione in Esodo cap. 12 ed andare al Nuovo Testamento, fino alla croce, fino alla risurrezione, fino all’ascensione del nostro Signore Gesù Cristo. Dopo che Egli ha vinto la morte e l’inferno, è stato portato nella gloria e, in Atti cap. 1, dal verso 9 fino al verso 11, noi leggiamo: «Questo Gesù, che è stato portato in cielo di mezzo a voi, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo».

I Giudei celebrano la Pasqua, noi celebriamo e sperimentiamo la Pasqua, Gesù Cristo l’Agnello di Pasqua. Quando il nemico vede il sangue deve passare oltre, non può colpirci, deve passare oltre quando vede il sangue. Così, per favore, rimanete sotto il sangue del Nuovo Patto, siate benedetti con le benedizioni del Dio Onnipotente. Noi non celebriamo soltanto la Cena del Signore come un memoriale di ciò che accadde per noi quando il nostro Signore disse: “Questo è il sangue del Nuovo Patto”, quando Egli diede il pane e quando benedisse il calice, ma poi Egli sparse il Suo sangue per il perdono dei nostri peccati.

Per favore, ricevete la lezione dell’Antico Testamento e venite al Nuovo Testamento e guardate ciò che accade il grande giorno in cui Dio e l’uomo sono stati riconciliati, il grande giorno dell’espiazione, quando Dio era in Cristo riconciliando il mondo a Sé stesso. Ricevete Cristo, l’Agnello di Dio e siate salvati tramite la grazia di Dio, nel nome santo di Gesù, amen.

 

 

 

    

Numero visite dal: 29-09-2005

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