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RIUNIONE SIBIU Sabato 12 Agosto 2006 Missionario Ewald Frank******* |
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Saluto ognuno di voi nel prezioso nome di Gesù Cristo il nostro Signore, per me è veramente un grande privilegio essere qui oggi e condividere con voi la preziosa Parola di Dio. Spero che le altre nazioni mi perdoneranno, tuttavia la Romania ha un posto speciale nel mio cuore. Sono veramente lieto di vedere tutti voi, e so che siete pronti a ricevere la Parola di Dio. Cieli e terra passeranno ma la Parola di Dio dimora in eterno. Vorrei condividere con voi molte Scritture, poiché nella Parola di Dio noi abbiamo orientamento divino. Ogni soggetto che abbiamo bisogno di conoscere è condiviso con noi attraverso Parola di Dio; riguardo alla Deità, riguardo al battesimo in acqua, riguardo al nome del Signore, riguardo al tempo della fine, riguardo ai segni della venuta del Signore, ogni promessa è in questo Libro, tutto il piano di Salvezza è nella Parola di Dio. E se guardiamo indietro ai seimila anni, noi comprendiamo che Dio trova solo pochi che crederanno in Lui, le moltitudini vanno per le loro vie, persino nel Cristianesimo le chiese hanno le loro vie. Tuttavia il nostro Signore disse in Matteo 16, verso 18: “Io edificherò la mia Chiesa,” non una chiesa ma la Mia Chiesa. Egli ha redento la Sua Chiesa, ha pagato il prezzo sulla croce del Calvario, ha dato la Sua vita e, secondo la Parola di Dio, la vita è nel sangue, ed Egli diede la Sua vita e il Suo sangue. Noi siamo redenti, siamo riconciliati con Dio, e la vita che era in Cristo è nei redenti. È una realtà nella vostra e nella mia vita.
Io porto pure i saluti da molte nazioni, Dio ha il Suo popolo in ogni posto, poiché nella prima promessa che Dio fece ad Abrahamo in Genesi cap. 12, Egli disse: “Io benedirò tutte le nazioni, tutte le nazioni.” Ed in Galati cap. 3 noi leggiamo che in Cristo tutte le nazioni sono state benedette, poiché Egli era il Seme promesso d’Abrahamo. In Matteo cap. 1, verso 1, il nostro Signore Gesù è chiamato Figlio d’Abrahamo e Figlio di Davide. Egli è Figlio di Davide, Figlio d’Abrahamo, Figlio di Dio, Figlio dell’Uomo; quattro titoli di Figlio. Come Figlio di Dio Egli è il nostro Salvatore, come Figlio dell’uomo Egli è profeta, come Figlio d’Abrahamo Egli è l’erede di tutte le cose e noi siamo coeredi con Lui; come Figlio di Davide Egli è Re. Ogni Parola nella Scrittura ha un collegamento e un significato. E se io dico oggi, che il piano di Dio è stato rivelato nel nostro tempo come mai prima; questa Parola di Dio dalla Genesi fino all’Apocalisse è stata rivelata. E Dio ha usato il fratello Branham in modo veramente particolare. Un vero uomo di Dio, mandato con il messaggio di Dio per il popolo di Dio, per essere preparati per il ritorno di Cristo.
Il
Nuovo Testamento inizia con l’adempimento di profezie dell’Antico Testamento.
Giovanni il Battista era un profeta promesso, e noi dobbiamo riconoscere che
Dio fa ogni cosa secondo la Sua Parola. Innanzitutto Dio fa delle promesse, e
quando giunge il tempo Egli adempie quello che ha promesso. In Genesi cap. 18,
il Signore fece la promessa ad Abrahamo che egli avrebbe avuto un bambino, un
figlio da Sara. E quando giunse il tempo la promessa era nelle mani d’Abrahamo,
era una realtà. Quando Dio fa una promessa, voi potete essere certi che quella
promessa sarà adempiuta; poiché Dio ha preso la responsabilità di adempiere le
sue promesse. Tuttavia, solo se credete le promesse di Dio esse si adempiranno
con voi, ecco perché noi dobbiamo predicare la Parola di Dio, e quelli che
credono ricevono, quella è la promessa di Dio.
Nel Salmo 97 noi leggiamo,
giusto tre versi, gli ultimi tre versi nel Salmo 97, versi 10, 11 e 12: «O
voi che amate l'Eterno, odiate il male! Egli custodisce le anime dei suoi
fedeli, li libera dalla mano degli empi.» Ascoltate il verso 11: «La
luce è seminata per il giusto…» Come potete seminare la luce? Voi potete
seminare un seme; e qui la Scrittura dice: «La luce è seminata per il
giusto, e la gioia per i diritti di cuore. Rallegratevi nell'Eterno, o giusti,
e lodate il santo suo nome!» Andiamo direttamente in Matteo cap. 24, dove
il Signore diede la promessa che il Vangelo sarebbe stato predicato a tutte le
nazioni, prima che venga la fine. In Matteo 24, verso 14: «E questo evangelo
del Regno sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a
tutte le genti; e allora verrà la fine.» Predicato come testimonianza a
tutte le nazioni e dopo verrà la fine.
Marco cap. 16, dal verso 15
fino al verso 17: «E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate
l'evangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà
salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.» Dunque, se voi credete
con tutto il vostro cuore, certamente vi battezzerete, perché il battesimo
conferma che voi siete ubbidienti e credete. Verso 17: «Or questi sono i
segni che accompagneranno coloro che avranno creduto…» Lo credete? Credete
oggi? Allora, quando è predicato lo stesso Vangelo avranno luogo le stesse cose
nei servizi. Voi potete ricevere salvezza, potete ricevere guarigione, potete
avere la vostra esperienza con il Signore Gesù Cristo.
In
Luca cap. 1, giusto dal verso 1, Luca parla di ciò che è avvenuto sin dal
principio. Nel verso 2 noi leggiamo: «secondo che ce li hanno tramandati
quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri
della Parola.» Quando il nostro Signore camminava sulla terra, dapprima
Egli chiamò dodici discepoli e dopo ne chiamò settanta, e li rese Suoi
testimoni; e Luca si riferisce alle cose che sono avvenute sin dal principio.
Nel principio era la Parola, e la Parola fu fatta carne. Ricordate un uomo di
nome Simeone? a lui fu rivelato che non sarebbe morto prima di vedere Cristo. E
il giorno giunse, quando egli entrò nel tempio, prese il bambino nelle mani e
disse: «Signore lascia che il Tuo servo vada in pace, poiché i miei occhi
hanno visto la salvezza del nostro Signore Dio.» Come abbiamo detto prima,
la promessa guida all’adempimento. E noi condivideremo la Scrittura con voi
oggi o domani, per conoscere che noi siamo figli della promessa, crediamo la
Parola della promessa e così restiamo fermi sulla Parola di Dio, dalla parte di
Dio. In Luca cap. 24, verso 49, noi leggiamo: «Ed ecco, io mando su di voi
la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché
siate rivestiti di potenza dall'alto.»
Miei cari fratelli e sorelle,
cari amici, se voi andate in Genesi cap. 1, nel momento in cui il Signore Dio
parlò e portò le cose all’esistenza, lo Spirito di Dio si muoveva sopra le
acque, lo Spirito di Dio deve muoversi sopra di noi. Quando la Parola di Dio è
predicata lo Spirito di Dio deve essere presente. Solo se lo Spirito di Dio è
presente si adempirà quello che viene predicato; perché lo Spirito Santo
vivifica la Parola, e lo Spirito Santo ci guida in ogni verità. Così, noi
abbiamo bisogno della potenza dello Spirito Santo, che sia sopra di noi in
questo servizio; la vera unzione dello Spirito Santo, affinché possiamo
comprendere la Scrittura tramite rivelazione divina. Non interpretazione ma
rivelazione; se voi avete la rivelazione non avete l’interpretazione e se avete
l’interpretazione non avete la rivelazione. Dio è nella Sua Parola e Satana in
ogni interpretazione. Nel principio era la Parola e la Parola fu fatta carne,
ma il nemico è sempre nell’interpretazione della Scrittura. Così, dobbiamo
credere la Parola di Dio nella Sua forma originale, proprio nel modo in cui è
scritta.
In Giovanni cap. 3, nel verso
36 noi leggiamo: «Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di
credere al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui.» Non
si tratta solo di credere nel Figlio ma credere quello che Egli dice. Molti
dicono: “noi crediamo in Dio il Padre, nel Figlio e così via…” ma il tempo è
giunto per credere quello che Egli ha detto; la vera fede è ancorata in quello
che Egli dice. “Chi crede nel Figlio e crede quello che Egli ha detto riceve
vita eterna. Chi non crede nel Figlio non vedrà la vita ma l’ira di Dio è sopra
di lui.”
Ora noi andremo nel soggetto
del “Ritorno di Cristo”, l’adempimento delle profezie della Bibbia nel nostro
tempo, per vedere come Dio si è mosso durante i duemila anni. Noi guardiamo
indietro all’inizio della Chiesa del Nuovo Testamento. Il giorno di Pentecoste
irruppe il Regno di Dio, lo Spirito Santo scese, la Chiesa del Nuovo Testamento
venne all’esistenza. Proprio al principio c’erano soltanto i veri insegnamenti
della Sacra Scrittura, ma giusto alcuni anni dopo sorsero molti diversi
insegnamenti; e gli apostoli dovettero mettere le cose a posto, insegnando
sempre la Parola di Dio correttamente. Nel nostro tempo noi dobbiamo insegnare
la Parola di Dio per mostrare la differenza fra le interpretazioni e i veri
insegnamenti. La Sacra Scrittura parla soltanto di un solo Dio, ma ci dice che
questo Dio ha rivelato Sé stesso come nostro Padre nel cielo; ecco perché noi
preghiamo: “Padre nostro che sei nei cieli”.
Lo stesso Dio ha rivelato Sé
stesso in Gesù Cristo l’Unigenito Figlio; e lo stesso Dio rivela Sé stesso
attraverso la potenza dello Spirito Santo. Dio sopra di noi, Dio con noi, Dio
in noi; tre manifestazioni dello Stesso Dio, per compiere l’opera di
redenzione, dandoci vita eterna e piazzandoci indietro come figli e figlie di
Dio. Questo dobbiamo comprenderlo tramite la grazia di Dio, lo scopo di quello
che avvenne sulla croce del Calvario, siamo stati piazzati indietro come figli
e figlie di Dio. Noi siamo stati pienamente redenti; “Dio era in Cristo
riconciliando il mondo a Sé stesso”. In Romani cap. 1, abbiamo l’affermazione
dell’apostolo Paolo riguardo al principio del Vangelo di Gesù Cristo; Romani
cap. 1, dal verso 1: «Paolo, servo di Cristo Gesù, chiamato a essere
apostolo, messo a parte per il vangelo di Dio, che egli aveva già promesso per
mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture.» Promesso nelle Sacre
Scritture. Paolo era un servitore di Gesù Cristo, non il servitore di una
chiesa, egli aveva una chiamata divina, aveva un incarico, e fu mandato come
apostolo di Gesù Cristo, per un grande scopo. Verso 5, Romani cap. 1, verso 5:
«per mezzo del quale noi abbiam ricevuto grazia e apostolato per trarre all'ubbidienza
della fede tutti i Gentili, per amore del suo nome.»
Lo scopo della predicazione è
di portare le persone fuori dalla disubbidienza nell’ubbidienza, per mostrare
dalla Parola di Dio la via di Dio in ogni aspetto della Scrittura. E dopo
leggete nel verso 16: «Infatti io non mi vergogno dell'evangelo di Cristo,
perché esso è la potenza di Dio per la salvezza, di chiunque crede.» Avete
sperimentato l’Evangelo di Gesù Cristo come diretta potenza di Dio? Se non
l’avete sperimentato dovete avere la vostra esperienza in questo servizio. Noi
dobbiamo sperimentare la potenza di Dio nel momento in cui ascoltiamo il
Vangelo di Gesù Cristo. Se andate in Romani cap. 16, il nostro caro fratello ha
già letto i versi 25, 26 e 27. Io li leggo di nuovo: «Or a colui che vi può
raffermare secondo il mio evangelo e la predicazione di Gesù Cristo, secondo la
rivelazione del mistero celato per molti secoli addietro…» Qui si tratta
della rivelazione del mistero, “celato per molti secoli addietro,” ma
ora rivelato ai Suoi servitori e profeti. Verso 26: «ma è ora
manifestato, e, mediante le Scritture profetiche, secondo l'ordine dell'eterno
Iddio, è fatto conoscere a tutte le nazioni per addurle all'ubbidienza della
fede.»
Miei cari fratelli e sorelle,
cari amici, incredulità e disubbidienza riconducono indietro al Giardino
dell’Eden. E dopo leggete in Filippesi cap. 2 riguardo al nostro Signore, Egli
fu ubbidiente, ubbidiente fino alla croce. E noi dobbiamo operare l’ubbidienza,
tramite la predicazione, in quelli che credono la Parola di Dio. Per portarli
fuori dalla disubbidienza e piazzarli indietro nell’ubbidienza a Dio e alla
Parola di Dio. Il nostro caro fratello ha già menzionato 2. Timoteo cap. 2,
quella è una delle Scritture veramente più importanti. Io leggo solo l’ultimo
verso, verso 26: «in modo che, rientrati in sé stessi, escano dal laccio del
diavolo, che li aveva presi prigionieri perché facessero la sua volontà.»
Quando ho letto questo, ciò ha parlato in modo forte al mio cuore; nel
momento in cui ci sottomettiamo al nemico ci sottomettiamo alla sua volontà, e
diventiamo prigionieri del nemico per fare la sua volontà. Ma nel momento in
cui crediamo la verità, allora si adempie la Scrittura: «Voi conoscerete la
verità e la verità vi farà liberi,» da ogni errore, da ogni cosa sbagliata,
siete resi liberi. In ogni chiesa essi pregano: «sia fatta la Tua volontà in
terra come è fatta in cielo;» e non conoscono la Volontà di Dio. Tutte le
religioni camminano nelle loro vie; ma il tempo è giunto per il popolo di Dio di
conoscere la Volontà di Dio, di ritornare indietro all’ubbidienza in accordo
con la Sacra Scrittura; e quelli che sono andati fuori strada devono rientrare
in se. Voi dovete prendere la decisione quando ascoltate la Parola di Dio, e
dovete dire: “ora, io voglio seguire il Signore.” Allora quella è la vostra
decisione e vi liberate dal laccio del nemico, e siete resi liberi. La
Scrittura parla qui di quelli che sono prigionieri, «li aveva presi
prigionieri perché facessero la sua volontà.»
Luca cap. 4, il nostro Signore lesse dal
profeta Isaia, e dopo fece la grande affermazione: “oggi si è adempiuta questa
Scrittura”. In Luca cap. 4, verso 17: «E gli fu dato in mano il libro del
profeta Isaia; lo aprì e trovò quel passo dove era scritto: “Lo Spirito del Signore
è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per
guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai
prigionieri”.» Gloria a Dio, “per proclamare la liberazione ai
prigionieri,” quelli che Satana aveva fatto prigionieri perché facessero la
sua volontà. Il nostro Signore è venuto per predicare liberazione a quelli che
erano in prigione, affinché possano rientrare in se e vedere di nuovo. E nel
verso 19: «e per predicare l'anno accettevole del Signore.» Verso 21: «Allora
cominciò a dire loro: «Oggi questa Scrittura si è adempiuta nei vostri orecchi.»
Miei cari fratelli e sorelle,
voglio dire a voi e a me in queste riunioni: “questo è il giorno che il Signore
ha fatto; oggi la Scrittura è stata adempiuta, oggi ho ricevuto la mia
liberazione dalla prigionia, sono stato preso fuori da ogni laccio del nemico,
poiché lo stesso Spirito Santo che era sul Figlio di Dio è sopra la Chiesa del
Nuovo Testamento, è lo stesso messaggio di grazia.” Se andate in Isaia cap. 42,
qui il profeta nell’Antico Testamento ha parlato in merito al nostro Signore e
Salvatore. Isaia cap. 42, versi 6 e 7: «Io, il Signore, ti ho chiamato
secondo giustizia e ti prenderò per la mano; ti custodirò e farò di te
l'alleanza del popolo, la luce delle nazioni.» La luce delle nazioni;
tuttavia, per quale scopo? solo per portare luce?, ci deve essere qualcosa
collegata alla luce. Per dare luce alle nazioni; verso 6, nel verso 7: «per
aprire gli occhi dei ciechi, per far uscire dal carcere i prigionieri e dalle
prigioni quelli che abitano nelle tenebre.»
Questo è ciò che deve accadere
oggi e domani. Non andiamo solo per predicare, andiamo per ricevere in questo
servizio quello che predichiamo. Gli occhi dei ciechi devono essere aperti, i
prigionieri devono essere liberati, le tenebre devono svanire, la luce deve
venire. Se andate in Atti cap. 13, l’apostolo Paolo mette questa Parola nel suo
ministero. Atti cap. 13, versi 47 e 48: «Così infatti ci ha ordinato il
Signore, dicendo: "Io ti ho posto come luce dei popoli”.» La promessa
in Isaia 42 era per Cristo, e l’apostolo Paolo prende la stessa promessa che fu
data per Cristo, e dice: “il Signore ci ha comandato;” perché era stato posto
nel servizio divino del Signore, per portare lo stesso messaggio, e la stessa
potenza di Dio fu manifestata nei servi di Cristo e nei ministeri, come fu
manifestato nel ministero del nostro Signore.
Ritornando indietro in Isaia
42, lì il profeta va un po’ più avanti nel dire quello che ha da dire. Isaia
42, nel verso 7 abbiamo letto: «per aprire gli occhi dei ciechi, per far
uscire dal carcere i prigionieri e dalle prigioni quelli che abitano nelle
tenebre.» Verso 22: «ma questo è un popolo saccheggiato e spogliato;
sono tutti legati in caverne, rinchiusi nelle prigioni. Sono abbandonati al
saccheggio, e non c'è chi li liberi; spogliati, e non c'è chi dica:
«Restituisci!»
Miei cari fratelli e sorelle, cari amici, noi non giudichiamo, ma
dobbiamo dire che tutte le denominazioni sono come prigioni, e tutte le persone
sono legate dalle tradizioni. Ogni chiesa ha i propri insegnamenti, le proprie
tradizioni, tradizioni, tradizioni. Agli occhi di Dio quelle denominazioni non
sono chiese, poiché c’è solo una Chiesa, la Chiesa dei primogeniti, la Chiesa
di Gesù Cristo. Non la chiesa Cattolica, non la chiesa Protestante, non la
chiesa Anglicana, non la chiesa Ortodossa, neppure tutte le altre trecento e
più chiese. Noi parliamo della Chiesa di Gesù Cristo, e voi dovete nascere di
nuovo per far parte di quella Chiesa. Lo stesso profeta Isaia, il quale afferma
che il Signore sarebbe stato la luce per i Gentili, che Dio avrebbe fatto un
patto per mezzo e attraverso di Lui, per darGli le nazioni come risultato del
Suo sacrificio. Ma dopo il Signore guarda alla reale situazione, e vede tutti
come in prigioni, e tutti legati. Questa non è la mia parola, questa è la
Parola di Dio. Ecco come Dio guarda su tutte le denominazioni; e dopo abbiamo
la promessa qui: «per aprire gli occhi dei ciechi, per dire a quelli che
sono in prigione: uscite.» E’ giunto il vostro tempo per essere liberi, il
tempo della schiavitù è passato. Questo è il tempo di Dio per il popolo di Dio;
e qui avete la parola “Restituisci.”
Nessuno nelle denominazioni
dice: “Restituisci”, ma Dio dice: “Io restaurerò.” Dio dice: “Io restaurerò”.
Egli lo dice nell’Antico ed anche nel Nuovo Testamento. Ed io ve lo leggo
nell’Antico Testamento, è una Scrittura molto conosciuta in Malachia cap. 4, e
desidero che conosciate il collegamento in cui è scritto il testo. In Malachia
cap.4, verso 1: «Poiché, ecco, il giorno viene, ardente come una fornace;»
Quello è l’annuncio; qui la Scrittura non parla del giorno della Salvezza come
in Isaia cap. 48 o 49, verso 8. Qui la Scrittura parla in merito al giorno che
verrà e brucerà come un forno. E dopo nel verso 5: «Ecco, io vi mando il
profeta Elia, prima che venga il giorno del Signore, giorno grande e terribile.
Egli volgerà il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i
padri, perché io non debba venire a colpire il paese di sterminio.»
Se andate in Matteo 17, il nostro Signore conferma la promessa
dell’Antico Testamento, e dice molto chiaramente nel verso 11, Matteo 17, verso
11: «E Gesù rispose loro, dicendo: “Elia veramente deve venire prima e
ristabilire ogni cosa”.» Queste sono le Parole del Signore Gesù Cristo, e
ci devono essere rivelate come vivente realtà. Solo se riconosciamo tramite
rivelazione divina la promessa per il nostro giorno, avremo parte in quello che
Dio ci ha promesso. Innanzitutto la predicazione della Parola di Dio, e dopo
noi crediamo quello che Dio ha promesso, e poi ci sarà rivelato.
Miei cari fratelli e sorelle, io vi chiedo oggi, in quale collegamento
il Signore ha fatto questa promessa? Quando ha confermato la promessa fatta
nell’Antico Testamento? In primo luogo Egli andò sul monte della
Trasfigurazione, Egli prese con Se tre discepoli come testimoni, Mosè ed Elia
apparvero. Io vi dico proprio ora nel nome del Signore: “voi dovete seguire
Gesù Cristo lungo tutta la via, lungo tutta la via, fino al monte della
Trasfigurazione.” Voi dovete vedere Lui come si trasfigura davanti ai vostri
propri occhi. Ed ecco il punto,
apparvero Mosè ed Elia, essi erano una realtà; e la domanda fu, nel verso 10: «Perché
dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?» Mosè era pure là,
essi non chiesero riguardo a Mosè. Lo ripeto di nuovo: Mosè era pure là, Mosè
ed Elia erano là. Ma quando scesero dal monte della Trasfigurazione essi
udirono la voce là, udirono la voce là: «Questo è il mio diletto Figlio.
Ascoltatelo.» E dopo nel verso 11 essi l’ascoltarono, ascoltarono quello
che Egli disse. Loro erano testimoni oculari della Sua gloria, erano testimoni
uditivi di ciò che Egli disse: «Ascoltatelo.»
Matteo cap. 3, verso 17: «Questo
è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto». Ma qui in Matteo
17, nel verso 5: «AscoltateLo.» Non ascoltate quello che dicono gli
Scribi, essi fanno solo le domande affinché noi possiamo dare la risposta. Si,
essi pongono le domande affinché noi possiamo avere la risposta; e noi
ascoltiamo quello che il nostro Signore ha detto: «Elia veramente deve
venire prima…» Quando? Prima che venga il grande e terribile giorno, prima
che il fuoco cada, quando il tempo della grazia sarà passato, allora sarà il
giorno del Signore. E Dio ha promesso che, prima che venga quel giorno, Egli
manderà il profeta Elia per restaurare tutte le cose. AscoltateLo! Non andate
di nuovo dagli Scribi, essi pongono la domanda, intendo dire i discepoli
dissero: «perché gli Scribi dicono che Elia deve prima venire?» Ma dopo,
quando fu data la risposta, essi non ritornarono indietro agli Scribi o a
quello che essi dicevano o chiedevano, essi ascoltarono la Parola del Signore:
«Elia veramente deve venire prima e ristabilire ogni cosa.»
Solo se andate con il Signore sul monte della Trasfigurazione,
solo se prendete a cuore quello che Egli dice, voi dovete udire: “AscoltateLo”,
tre parole “AscoltateLo”, e dopo essi l’ascoltarono, essi l’ascoltarono.
Stasera noi ascoltiamo Lui, e crediamo in Lui, e usciamo fuori da ogni
prigione, perché la liberazione è predicata ad ognuno. Come nell’Antico
Testamento, c’era l’anno del Giubileo, tutti quelli che erano in schiavitù
erano resi liberi. Ed anche in Marco cap. 9, verso 12, il nostro Signore ripete
quello che aveva detto in Matteo 17: «Ed egli, rispondendo, disse loro:
“Elia veramente deve venire prima e ristabilire ogni cosa”.» Queste sono le
Parole del nostro Signore.
Cari fratelli e sorelle, cari amici, noi viviamo ora, dobbiamo sapere
quello che Dio fa proprio ora. Se guardiamo nei duemila anni, come ho detto
all’inizio, quando è iniziato il Nuovo Testamento è cominciato con
l’adempimento delle promesse e delle profezie. Ogni cosa che Dio ha fatto l’ha
fatto secondo la Sua Parola. Nel modo in cui il Nuovo Testamento è iniziato
così terminerà; con l’adempimento di ogni promessa che Dio ha fatto. Tuttavia,
noi dobbiamo credere la Parola di Dio che ci è stata promessa. Se menzioniamo
il ministero del fratello Branham, le persone si arrabbiano con noi. Loro non
si arrabbiano se qualcuno parla di Martin Lutero, niente affatto; oppure
riguardo a John Wesley, oppure Jan Hus, o riguardo a Calvino, oppure ognuno
nella storia della chiesa. Nessuno si arrabbia al riguardo, ognuno si sente
bene, ma quando venite alla promessa per questo giorno, le persone si
arrabbiano con voi, e dicono: “voi seguite un uomo”. No, noi non seguiamo un
uomo, noi rispettiamo soltanto quello che Dio ha fatto.
Io vi chiedo oggi, seguirono tutti Giovanni il Battista? Oppure furono
ubbidienti alla Parola che egli predicava? Giovanni predicava e battezzava, ma
essi non lo seguivano, essi credevano il messaggio che egli predicava. È la
stessa cosa con noi, noi non seguiamo l’apostolo Pietro, non seguiamo
l’apostolo Paolo, non seguiamo William Branham, noi seguiamo Gesù Cristo, ma
Dio usa uomini, Dio manda i suoi profeti e servitori in tempi diversi. Nessuno
si offende se parliamo di quello che è accaduto cento anni fa, quando ebbe
luogo la potente effusione dello Spirito Santo. Tutte le denominazioni sono d’accordo
ora perché è stato cento anni fa, se fosse stato oggi essi avrebbero reagito
come hanno fatto cento anni fa.
Cari fratelli e sorelle, ecco il punto effettivo, quando Dio fa
qualcosa sulla terra, c’è un’agitazione spirituale, e le persone devono prendere
la loro decisione, se rimanere nelle prigioni delle denominazioni oppure uscire
fuori. E specialmente nel nostro tempo, la Sacra Scrittura dice: «Voi popolo
Mio uscite fuori di mezzo a loro, separatevi, dice il Signore, e non toccate
nulla d’immondo, ed io vi accoglierò, e voi mi sarete per figli e per figlie,
ed io sarò il vostro Dio.»
Cari fratelli e sorelle, noi dobbiamo dirvi la verità, il tempo della
grazia sta terminando velocemente, nessuno sa quando, nessuno conosce il giorno
e l’ora, ma come lo condivideremo con voi domani, i segni del tempo parlano un
vero linguaggio chiaro, il ritorno di Gesù Cristo è imminente. In Giovanni cap.
14 il nostro Signore diede la promessa: «Io vado a prepararvi un posto, e
dopo ritornerò e vi prenderò affinché dove sono Io siate anche voi.» In
Matteo cap. 25, verso 10, noi leggiamo: «quelle che erano pronte entrarono
con lo Sposo alla Cena delle Nozze e la porta fu chiusa.»
Fratelli e sorelle, noi desideriamo predicare la Parola di Dio in tale
modo che voi possiate avere la possibilità di prepararvi, affinché possiate
essere pronti al ritorno di Gesù Cristo il nostro Signore. Quello è lo scopo
principale della predicazione del messaggio dell’ora. E sapete, prima che io
conoscessi il fratello Branham, ho conosciuto il Signore Gesù Cristo come mio
personale Salvatore. Ho avuto numerose esperienze meravigliose. Molti hanno
conosciuto il fratello Branham ma non hanno mai conosciuto il Signore; noi
dobbiamo innanzitutto conoscere il Signore e poi riconoscere il ministero che
Egli ci ha concesso per il più grande scopo in questo tempo. Io credo con tutto
il mio cuore la testimonianza del fratello Branham perché è in accordo con la
Scrittura, ed io sono un testimone oculare e uditivo di quello che Dio ha fatto
nel nostro tempo. Vi ho parlato negli anni passati riguardo alle cose che ho
visto e udito; desidero riferirmi ora al diretto incarico, quando il fratello
Branham stava per battezzare la diciassettesima persona sul fiume Ohio, l’11
Giugno 1933; il 95% di coloro che sono seduti qui non erano ancora nati in quel
tempo, tuttavia, la luce soprannaturale scese, visibile a più di quattromila
persone, e quando la gente vide scendere la luce, molti si inginocchiarono per
pregare, alcuni svennero, e dalla luce soprannaturale la voce disse queste
parole: «come Giovanni il Battista è stato mandato per precedere la prima
venuta di Cristo, tu sei mandato con un messaggio che precederà la seconda
venuta di Cristo.»
Non ci può essere un messaggio
senza un messaggero, così Dio usa le labbra di un uomo, come ha fatto lungo
tutto l’Antico Testamento; Egli parlava ai profeti e attraverso i profeti,
tutto il piano di salvezza è stato predetto. Ogni profeta aveva una personale
relazione con Dio Onnipotente, ogni profeta conosceva Dio personalmente, ogni
profeta vedeva visioni, ogni profeta udiva la voce del Signore, ogni profeta
era in contatto con l’Onnipotente. Proprio di recente ho parlato al Signore, ed
ho detto: «Caro Signore, io non sono degno che Tu mi parli o parli a tutti gli
esseri umani.» Ma dopo dissi queste parole, dissi: «Caro Signore, Tu hai preso
un po’ di tempo per visitare Abrahamo, Tu hai potuto scendere dal cielo con due
angeli…» Genesi cap. 18, Abrahamo era seduto sotto l’albero, proprio
all’entrata della sua tenda, ed egli vide tre uomini venire verso di lui. Uno
era il Signore, e gli altri erano due angeli; e secondo Genesi 19, i due angeli
andarono a Sodoma, ma il Signore rimase con Abrahamo. E in Genesi 18, verso 17,
Egli disse: «Celerò io ad Abrahamo quello che sto per fare...» Ed ho
detto: «Caro Signore, era veramente importante visitare Abrahamo, ma è più
importante visitare noi.» Dissi: «Caro Signore, prendi un po’ di tempo,» dissi:
«Io lo so che Tu sei l’Eterno, ma noi abbiamo bisogno di Te. Prendi giusto un
po’ di tempo, prendi un po’ di tempo per visitare il Tuo popolo, per visitare
gli eletti, per visitare gli eletti, come hai fatto nel tempo di Abrahamo, e
nei giorni della Tua carne. Tu sei lo stesso ieri, oggi e in eterno.»
Ed io vi dico la verità, io
aspetto che il soprannaturale sia in mezzo a noi, aspetto che il cielo scenda,
aspetto che il libro degli Atti si ripeta di nuovo. Ed ancora una volta, in
riferimento all’inizio del Nuovo Testamento, l’angelo Gabriele visitò Zaccaria;
dico questo per uno scopo, ho detto: «Caro Signore, se Tu non vieni, manda
almeno uno dei tuoi angeli, sia Gabriele o chiunque possa essere, se non vuoi
venire Tu stesso, se non puoi venire.» Ho ricordato che Gabriele venne da
Zaccaria, Luca cap. 1, Zaccaria stava servendo il Signore nel tempio; l’angelo
stava alla destra dell’altare, ed egli diede la promessa a Zaccaria: «tua
moglie Elisabetta avrà un figlio.» Proprio come allora il Signore disse ad
Abrahamo in Genesi 18, dandogli la promessa che sarebbe nato il figlio. E lì
l’angelo Gabriele: «tua moglie avrà un figlio.» E nacque Isacco; cento
volte il fratello Branham ha detto in tutti i sermoni fino al marzo 1963, riferendosi ad Abrahamo e la tenda, e a ciò
che accadde dopo. Ed egli lo paragonava con il ministero che Dio gli aveva dato.
Nei giorni d’Abrahamo il Signore aveva le spalle girate verso la tenda, ed Egli
rivelò ad Abrahamo cosa c’era nel cuore di Sara. Nove volte, attraverso tutti
quegli anni, il fratello Branham girò le spalle all’assemblea, per far sapere
all’assemblea che lo stesso Spirito Santo, la stessa potenza di Dio, lo stesso
segno si ripete nel nostro tempo, l’ultimo segno, il segno del Messia, prima
che nasca il figlio promesso.
Fratelli e sorelle, voi potete credere questo oppure no, tuttavia io ho
una grande responsabilità davanti a Dio, poiché conosco tutte queste cose di
prima mano. Ho conosciuto il fratello Branham per dieci anni, ho viaggiato con
lui nella stessa macchina; infatti lui guidava ed io ero seduto accanto a lui.
Sono stato nei suoi servizi in Europa e negli Stati Uniti, per la grazia di
Dio, per la grazia di Dio io comprendo il piano di Salvezza, vedo la Parola
promessa di Dio, la vedo adempiersi; ma come posso portarla alla gente affinché
essi…? In che modo? Questo è il mio problema. Io vorrei portarla a voi affinché
possiate vederla, affinché comprendiate tramite rivelazione divina che questo
non è un uomo che porta una nuova dottrina, ma un uomo mandato da Dio con il
messaggio di Dio, per il popolo di Dio, per restaurare tutte le cose, per riportarci
indietro; perché la stessa potenza di Dio è stata manifestata nel nostro tempo,
e noi vedremo la completa restaurazione di tutte le cose, come predetto nella
Sacra Scrittura.
Per riassumere quello che abbiamo cercato di dire qui oggi, Dio guarda
sulle denominazioni come prigioni. Il nostro Signore è venuto per predicare
liberazione a quelli che sono in prigione. E il grande problema è che non sono
solo nelle prigioni, ma sono tenuti legati a causa delle diverse
interpretazioni, solo interpretazioni della Scrittura, non la Parola originale.
E noi dobbiamo dire continuamente che Dio è solo nella Sua Parola e la vita è
nella Parola di Dio; Satana è in ogni interpretazione e la morte è in ogni
interpretazione. Così, il tempo è giunto per predicare liberazione, predicare
liberazione a quelli che sono legati, a quelli che sono tenuti in prigione. Lo
ripeto, questa non è la mia parola, questa è la Parola di Dio, noi dobbiamo
predicarLa, ma voi dovete crederLa. E non solo nella chiesa Cattolica, nella
chiesa Ortodossa, ogni chiesa ha le proprie dottrine. E se andate persino nelle
chiese Pentecostali, in certe nazioni, quando entrate nelle case di preghiera,
essi hanno la dichiarazione di ciò che credono; l’ho letto numerose volte in
diverse nazioni, e dopo essi dicono di credere il “Credo Apostolico.”
Non dimenticherò mai una volta in India, nella città di Berele, vicino
ai monti dell’Himalaya, stavo predicando in una grande chiesa Metodista, e
prima che fossi chiamato a predicare, il pastore disse: «Ora tutti noi
reciteremo il Credo di Nicea.» E tutti loro dissero: «Io credo nella Santa
Chiesa Cattolica Romana.» Tuttavia, io ero in una chiesa Metodista; dalle
Filippine, da Manila ho portato questo con me, da una piccola chiesa
Pentecostale. E qui dice, nel punto 9: «Io credo nella Santa Chiesa Cattolica e
nella comunione dei santi.» Spero che comprendiate, ho aspettato la fine del
mio sermone prima di toccare questo. Non ho toccato questo all’inizio, o nel
mezzo, ma proprio alla fine, e voi potete immaginarvi cos’è accaduto. Tuttavia,
ho solo menzionato queste cose; tutte le chiese hanno l’impressione che quello
sia scritturale, e lo chiamano “Credo Apostolico"; ma gli apostoli non lo
conoscevano, esso fu formulato trecento anni dopo, nell’anno 325, nel Concilio
di Nicea e nel Concilio del 381 in Calcedonia, fu formulato questo credo, ed
ogni denominazione recita il così detto “Credo Apostolico”.
Io non voglio andare nei dettagli, mi sento veramente addolorato nel
mio cuore. Le persone vengono fuorviate, fuorviate, fuorviate; le persone sono
legate, legate, legate tramite tradizioni, pensano che essi servono Dio e
credono quei dogma. Sono qui per dirvi nel nome del Signore: “è giunto il tempo
della vostra liberazione”; e vi chiedo nel nome del Signore: non mancate il
giorno della visitazione di Dio; aprite il vostro cuore, aprite le vostre
orecchie, aprite i vostri occhi. Poiché il nostro Signore dice: «beati i
vostri occhi perché vedono; beati i vostri orecchi perché odono, beati i vostri
cuori perché credono.» Credete come ha detto la Scrittura, come ha fatto il
nostro Signore così facciamo noi oggi, leggiamo da questo Libro, predichiamo da
questo Libro; e predichiamo tutto il Consiglio di Dio, il Pieno Vangelo di Gesù
Cristo. E come abbiamo detto all’inizio, 2. Timoteo cap. 2, l’ultimo verso:
«sottraendovi dal laccio del nemico, affinché non facciate la sua volontà.» Noi
preghiamo: «la Tua Volontà sia fatta,» a Dio nel cielo preghiamo: «la
Tua Volontà sia fatta sulla terra come in cielo;» ma non preghiamo soltanto,
usciamo da ogni schiavitù, da ogni laccio, dove Satana ci ha messo legati in
prigione. Lo Spirito di Dio è sopra di noi, voi potete avere la vostra
liberazione nel nome di Gesù Cristo, credetelo, ricevetelo e sarà vostro per
sempre. Dio vi benedica, nel nome santo di Gesù. Amen
Alziamoci in piedi e preghiamo. In questo servizio vorrei chiedere,
quanti comprendono la serietà della predicazione in questo tempo? Quanti
comprendono ciò che è collegato alla predicazione del messaggio dell’ora? È una
necessità divina, è l’ultima chiamata per uscire fuori, per uscire fuori, per
uscire fuori. Liberatevi, liberatevi, voi avete udito la Parola di Dio, noi
predichiamo liberazione, e se voi credete la Parola, vi liberate, uscite fuori
da ogni denominazione, seguite Gesù Cristo; «chi è reso libero dal Figlio è
veramente libero.» Questo è il vostro giorno, questo è il vostro tempo,
questa è l’ora di Dio per voi, per me e per tutti noi. Quanti lo credono? dite
“amen”, benedite il nome del Signore, alleluia. Voi siete liberi, Dio vi
benedica.
Alziamo le nostre mani e ringraziamo Dio. Nostro Padre celeste, noi Ti
ringraziamo nel nome di Gesù Cristo; caro Signore noi Ti seguiamo lungo tutta
la via, fino al monte della Trasfigurazione, noi Ti sentiamo dire, noi sentiamo
il Dio del cielo che dice: «Ascoltatelo.» Ora noi Ti abbiamo ascoltato, ora noi
crediamo in Te, agiamo sulla Tua Parola; e caro Signore nel Tuo nome noi
predichiamo liberazione, liberazione per tutti quelli che sono legati in ogni
denominazione, «uscite fuori popolo mio, separatevi dice il Signore.»
Caro Signore, benedici ognuno, io so che l’unzione dello Spirito Santo
è qui, proprio come in Genesi 1 e in Atti cap. 2, lo Spirito Santo scese, e Dio
fece l’opera, l’opera di creazione e l’opera di redenzione. Caro Signore, io
credo con tutto il mio cuore, insieme con tutti i miei fratelli e tutte le mie
sorelle, che lo Spirito Santo, la potenza di Dio è qui in questo servizio, e
l’unzione dello Spirito Santo è qui, e tutti sono resi liberi da ogni
schiavitù, da ogni schiavitù; lodiamo Dio, lodiamo Dio, alleluia, lodiamo Dio,
lodiamo Dio, alleluia, alleluia, questa è realtà, questa è realtà, questa è la
potenza di Dio, alleluia, alleluia, alleluia, lode a Dio.
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