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> Gli Scribi sulla cattedra di Mosè (MED05)

Gli scribi e i farisei siedono sulla cattedra di Mosè. 

In ogni generazione è la progenie di Dio — quelli che sono generati e nati da Dio — che cerca la Sua faccia, affinché la Sua Parola si adempia in loro. Per i veri eletti non c’è nessun guanciale, al contrario, avremo cura di esaminarci continuamente per vedere se le condizioni bibliche hanno trovato adempimento in noi, se viviamo senza sforzo proprio la vita di Dio, la vita di Cristo, con tutto ciò che vi appartiene. Nella natura, la linfa sale negli alberi finché, nel tempo della raccolta, si vede il frutto maturo. Anche noi siamo stati paragonati a degli alberi piantati presso a rivi d’acqua che danno il loro frutto nella sua stagione, nel tempo giusto (Salmo 1:3). È possibile che ci si sieda sulla cattedra di Mosè, di Paolo, di Branham o di altri, che si pensi di difendere le loro dottrine e di predicarle, senz’aver fatto un’esperienza personale con l’Iddio di Mosè, di Paolo e di Branham. Ognuno di noi può esaminare sé stesso ed il proprio stato spirituale e, di conseguenza, vedere se si tratta di formulazioni teoriche o di verità bibliche sperimentate, vissute. Chi crede veramente un profeta mandato da Dio, crede il Signore Gesù Cristo — l’intera testimonianza della Sacra Scrittura. Una tale persona, riconosce ciò che Dio fa in questo tempo. Non tutti quelli che hanno vissuto il potente esodo sotto Mosè, Paolo, Branham, ecc. sono entrati, anzi della maggior parte di loro Iddio non si è compiaciuto. Coloro che si siedono superbamente sulla cattedra di questi profeti, vengono chiamati dal Signore scribi e Farisei. A cosa serve il clamore: «Il profeta ha detto... Malachia 4:5 ha detto... Luca 17:30 ha detto...» ecc. quando ciò che si dice viene strappato dal contesto ed usato per i propri scopi? Il Signore ha già pronunciato il settuplo “Guai a voi” su questi adoratori di profeti. Abbiamo degli accenni anche riguardo a questo fatto. Sono persone che edificano i sepolcri ai profeti, che imbiancano ed adornano le loro tombe. Ciò facendo, non si accorgono di guardare indietro e di vivere nel passato, di non poter vedere tutto ciò che è futuro, e ciò che Dio fa ora. Chi sperimenta veramente la benedizione del ministerio di un profeta mandato da Dio, diventa partecipe di ciò che il Signore fa. Iddio va sempre avanti, rendendo partecipi i Suoi di ciò che Egli fa nel presente. Egli non è l’«Io ero» o l’«Io sarò», ma sempre l’«IO SONO». Il fratello Branham disse così appropriatamente: «La gente ringrazia sempre Dio per quello che ha fatto, guarda a ciò che Egli farà, e non vede ciò che fa nel suo tempo». L’attuale operato di Dio, è l’anello di collegamento tra quello che Egli ha fatto nel passato e ciò che farà in avvenire. Chi parla oggi soltanto di ciò che avvenne nel tempo del fratello Branham tramite il suo ministerio, e parla delle grandi cose che ancora debbono avvenire, deve permettere che gli si dica, se non si sta lasciando sfuggire quel che avviene proprio ora. Il fratello Branham, quale uomo mandato da Dio, era colui che ricevette il diretto compito di portare il Messaggio prima del ritorno di Gesù Cristo. Questo ministerio non ci è stato dato affinché l’ammirassimo, ma è collegato con la storia divina della salvezza del tempo della fine. Gli fu detto di dover immagazzinare il Cibo spirituale — la Parola rivelata — la Manna nascosta, ma il Signore non gli ha detto neanche una volta che egli avrebbe distribuito. La nostra domanda è: a quale scopo questo Cibo spirituale è stato immagazzinato? Sicuramente affinché il popolo di Dio fosse cibato con la Parola "frescamente" rivelata dal trono. Poiché ho una diretta parte in ciò che il Signore fa ora, mi sia permesso di soffermarmi brevemente sul ministerio in virtù della chiamata divina. Quando il Signore mi parlò il 2 aprile 1962, non potevo sapere che Egli aveva parlato al fratello Branham quasi nello stesso tempo, dicendogli le stesse parole. Il Signore gli parlò solo dell’immagazzinamento del Cibo, mentre a me parlò di entrambe le cose, dell’immagazzinamento e della distribuzione. Fino a quel momento non avevo dato particolare importanza alle parole della Scrittura di Amos 8:11, cioè che Dio avrebbe mandato una fame nel paese di udire la Sua Parola, e di Matteo 24:45, cioè che del Cibo sarebbe stato dato a suo tempo; soltanto con l’adempimento di queste promesse bibliche ne vidi il significato. In questo contesto vorrei menzionare ciò che avvenne il giorno dopo il seppellimento del fratello Branham. Nel mio cuore sentii in modo forte e chiaro: «Ora è arrivato il tuo tempo di distribuire il Cibo». Era come se un disco girasse in me, sentivo soltanto queste parole: «Ora è arrivato il tuo tempo di distribuire il Cibo». Per questo chiamai alcuni fratelli per una conversazione, tra loro vi erano Roy Borders, Billy Paul Branham, e Pearry Green. Dissi loro ciò che il Signore mi aveva detto e che adesso le predicazioni dovevano essere stampate, affinché i messaggi fossero diffusi e che noi li avessimo come originale per tradurli in varie lingue. Come annunciato prima, l’opera di Dio proseguì ininterrotta dopo la dipartita del fratello Branham, ed io ho avuto il privilegio di portare il Messaggio nel mondo intero. Questa non era la mia volontà né la mia scelta, ma la volontà di Dio che mi aveva ordinato, inserito nel Suo operato riguardante la storia della salvezza, nel Suo piano per il tempo della fine. Non ho avuto molte esperienze private col fratello Branham, come per esempio Pearry Green, al quale il fratello Branham disse di affrettarsi e di andare dal barbiere, ma, in cambio ho avuto l’istruzione divina e un collegamento diretto col fratello Branham per quanto concerne le cose spirituali. Com’è certo che tutti i veri figliuoli di Dio in tutti i tempi hanno riconosciuto ciò che Dio faceva nei loro giorni, così è certo che lo riconoscono anche ora. Chi pensa di poter andare per una propria strada e di poter seguire un proprio programma, accanto al ministerio e all’opera direttamente collegati con la storia divina della salvezza, si sbaglia, s’inganna e pone sé stesso fuori dalla volontà e dal piano di Dio, pur parlando del Messaggio e del profeta. Ancora oggi, vale ciò che il Signore disse allora riguardo a coloro che Egli aveva chiamato al ministerio e mandato, cioè: “Chi ascolta voi ascolta me; chi respinge voi respinge me...”" (Luca 10:16). Le pretese pie contano soltanto per coloro che vogliono perseverare nell’errore. Anche ora, l’uomo di Dio, non vive di solo pane e di pia illusione, ma di ogni parola di Dio, così com’è uscita dalla Sua bocca, che è stata promessa per il nostro tempo e che ora deve diventare verità vissuta in ogni singolo credente. In questi giorni veramente seri, non c’è tempo da perdere in discussioni su parole o citazioni del fratello Branham, ma è tempo di sperimentare l’adempimento della Parola promessa e rivelata. Tuttavia chi si mette contro gli uomini che sono stati costituiti da Dio, ed influenza sé stesso e gli altri — anche se ciò facendo cerca di giustificarsi con motivi plausibili — si trova in manifesta ribellione contro Dio, il quale, continua senza interruzione l’opera Sua fino al compimento, al ritorno di Gesù Cristo. Come il fratello Branham ha insegnato, per quanto concerne queste persone, si tratta del seme di ribellione. Solo colui che è nato dalla Semenza della Parola tramite lo Spirito può lasciarsi inserire nel piano di Dio stabilito nella Sua Parola. Gli accampamenti che sono stati posti qua e là, non sono l’assemblea dei veri credenti, ma un pio assembramento contro il Signore e contro i Suoi unti. Il Regno di Dio non può essere diviso, Iddio non può andare per diverse vie col Suo popolo, Egli andrà con i Suoi fino alla fine per la via stabilita nella Sua Parola. Egli non prenderà partito per diverse correnti, ma unirà il Suo Corpo, la Chiesa, e continuerà la Sua edificazione sul fondamento degli apostoli e dei profeti. Che il Signore, Colui che è fedele, salvi la rimanenza dei Suoi eletti dalla presente perversa generazione, affinché i nostri pensieri e la nostra vita siano da Lui ordinati secondo la Sua volontà. La grazia e la pace di Dio siano con tutti. 

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